Che fascino, la Leica

Che fascino, la Leica. Una mostra su 100 anni di scatti effettuati con la leggendaria macchina fotografica

Che fascino la Leica, che bellezza le immagini di altri tempi quando ancora i selfies si chiamavano autoscatti e per farli ci volevano calma, pazienza e la capacità vera di prendere le distanze. Mica quei bastoncini per tenere il cellulare che quando li maneggi sembri Fred Astaire che balla il tip tap.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica è la mostra ospitata al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini sino al 18 febbraio 2018.

John Bulmer
Donna che stende il bucato
Per il Sunday Times Magazine, Liverpool, 1965
© John Bulme

L’esposizione, in collaborazione con l’Istituto per la storia del Risorgimento italiano, è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, con il patrocinio della Regione Lazio. Prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Contrasto, la rassegna è a cura di Hans-Michael Koetzle, tra i più rinomati curatori e critici della fotografia.

I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica pone una riflessione importante sulla grande rivoluzione che le fotocamere Leica hanno generato nel mondo della fotografia a partire dagli anni Venti sino ad arrivare all’attualità.

La Ur-Leica, costruita da Oskar Barnack,
completata nel 1914
© Leica Camera AG

 Oltre 350 stampe d’epoca originali di celebri fotografi insieme a documenti storici dall’archivio Leica, filmati sui fotografi (come Henri Cartier-Bresson e Garry Winogrand), locandine pubblicitarie vintage, riviste storiche e prime edizioni di libri, accompagnano il visitatore in un viaggio nel tempo e nella storia, alla scoperta di quei cambiamenti rivoluzionari che, grazie ad un’innovazione tecnologica come la “Ur-Leica”, il primo apparecchio 35mm e alle altre fotocamere, hanno contribuito a modificare la percezione della società e del mondo circostante.

Walter Vogel
Cane dalmata
Düsseldorf, 1956
© Walter Vogel

Immagine dopo immagine, questa è un’esposizione che rivela come gran parte degli scatti, delle “visioni” impresse nella nostra memoria siano state realizzate proprio con una Leica e abbiano fatto tendenza. Nel 1914, Oskar Barnack mette a punto la prima fotocamera per il formato da 35 mm. L’ideazione della “Ur-Leica” segna la nascita di una fotografia dal volto dinamico e creativo, permettendo una forma espressiva innovativa e indimenticabile. Alla realtà viene impresso il sigillo dell’unicità.

Che fascino, la Leica

Non c’è stato fotografo Leica che non abbia avuto un attaccamento speciale alla propria macchina. Primo tra tutti Henri Cartier-Bresson, che non riuscì mai ad allontanarsi dalla Leica, tanto da affermare: “Le altre macchine fotografiche che ho provato mi hanno sempre convinto a ritornare a lei… Finché farò questo lavoro, questa è la mia macchina fotografica”.

“Bella lo è sempre stata, fin dall’inizio – ha detto il curatore della mostra Hans-Michael Koetzle – Piccola, piatta, maneggevole, priva di fronzoli, ridotta all’essenziale: less is more. Nel 1914, quando costruì la prima macchina compatta con pellicola cinematografica 35mm, Oskar Barnack aveva già individuato alcune soluzioni che si ritrovano come tratti distintivi anche nei modelli di Leica digitali più recenti. E tuttavia Barnack non aveva in mente un design particolare, si limitò ad assecondare i materiali che aveva a disposizione, avvolgendo intorno a due rullini di pellicola una striscia metallica e inserendo poi un fondo e una copertura. In questo modo giunse quasi automaticamente a una forma ottimale, rispettando in pieno il principio form follows function, parola d’ordine delle avanguardie dell’epoca.

Che fascino, la Leica

La mostra è composta da 16 sezioni che intrecciano insieme l’ordine tematico con la cronologia, in un percorso che va dalla nascita della prima fotocamera Leica fino alle più recenti visioni. Nel corso degli anni la Leica fu progressivamente utilizzata da fotografi di diverse nazionalità, estendendo il suo uso a diversi tipi di reportage.

Ramón Masats
Senza Titolo
Tomelloso (Ciudad Real), Madrid, 1960
© Ramón Masats

Dal fotogiornalismo di guerra (nel 1930 Erich Salomon fu il primo fotogiornalista che portò una Leica negli Stati Uniti e durante la Guerra civile spagnola), all’uso della fotografia come strumento di propaganda.

Paolo Roversi
Kate, Studio
Parigi, 1996
© Paolo Roversi

La Leica viene anche utilizzata nel settore della moda, rivoluzionando anche in questo caso il genere: si passa dalla fotografia in studio alla fotografia in strada. Attraversando questi diversi generi e percorrendo i diversi paesi del mondo, la mostra propone le immagini dei più grandi interpreti internazionali che hanno fatto della Leica il proprio strumento creativo di espressione d’elezione.

Dalle fotografie in bianco e nero di Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Sebastião Salgado, Elliott Erwitt e Gianni Berengo Gardin, fino al colore di William Eggleston, Fred Herzog e Joel Meyerowitz, il visitatore entra in contatto con il meglio della fotografia internazionale.

Accanto alle immagini di Gianni Berengo Gardin, l’esposizione romana dedica spazio anche alle fotografie di altri interpreti italiani d’eccezione come Piergiorgio Branzi, Paolo Pellegrin, Valerio Bispuri e Lorenzo Castore.

Il 15 novembre la carriera di Gianni Berengo Gardin, probabilmente il più apprezzato fotografo italiano del dopoguerra, è stata onorata dal Leica Hall of Fame Award conferito da Leica Camera AG a Roma. In mostra anche una selezione delle sue opere.

All’evento è anche abbinato il volume I Grandi Maestri. 100 Anni di fotografia Leica, pubblicato da Contrasto.
Non ci sono dubbi: la Leica era ed è un prodigio della tecnica ma anche un oggetto del desiderio, se non addirittura un feticcio.
Soprattutto è uno “strumento” per realizzare immagini: grandi, sorprendenti, scioccanti, sbalorditive, o anche solo splendide o visivamente complesse.

Perché, per tentare di scrivere davvero qualcosa con la luce, la macchina fotografica è la migliora “penna” possibile.

 

INFO
Durata

Sino al 18 febbraio 2018

Sede
Complesso del Vittoriano – Ala Brasini
Roma

Orario apertura
Dal lunedì al giovedì 9.30 – 19.30
venerdì e sabato 9.30 – 22.00
Domenica 9.30 – 20.30
(l’ingresso è consentito fino un’ora prima)

Biglietti
Intero 12 €
Ridotto 10 €

Informazioni e prenotazioni
+ 39 06 87 15 111

Sito
www.ilvittoriano.com

Hashtag ufficiale
#100AnniLeica

Add comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Scrivo da sempre, per fuga e per necessità. Scrivo per starmene da solo. Scrivo come cammino o vado in moto. Per rinascere ogni volta.

Facebook

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post.