A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Wikimedia Commons, autore Wwikiwalter

Uno dei più bei borghi italiani, in provincia di Bologna, è Dozza. Un luogo che ha fatto dell’arte e della pittura il suo segno distintivo, inondando ogni angolo di stili e colori. Ogni due anni, gli artisti che partecipano alla Biennale, lasciano il loro personale contributo artistico. Da visitare la Rocca, sede di un museo d’arte e dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna

Dozza è un borgo che all’interno dei suoi confini racconta tutta la meraviglia di questo nostro fantastico Paese. La bellezza, l’arte, la storia ed il genio della nostra gente, senza dimenticare buon cibo e buon vino. Siamo nella provincia di Bologna, a sud della città, a 6 chilometri da Imola, sull’alto di una collina che guarda la valle del fiume Sellustra e scende verso la via Emilia. Il borgo è normalmente noto come Dozza Imolese per distinguerlo dall’omonimo quartiere di Bologna. Si compone della piccola frazione di Toscanella ed appunto del capoluogo comunale Dozza.

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Photo Emilia Romagna, autore maraangelini

Arrivando non è difficile scoprire qual è la sua peculiarità ed unicità: si resta avvolti da un museo a cielo aperto, con le pareti illuminate da dipinti. È curioso il contrasto tra un borgo medioevale, che nelle sue strutture mostra i suoi anni, e questi murales così moderni e magari più consoni ad una città d’avanguardia. Ma ancor più incredibile è che non stonano affatto, anzi sembrano farne parte da sempre.

La Biennale del Muro Dipinto

Tutto nasce con la Biennale del Muro Dipinto, nata negli anni Sessanta, una manifestazione che prosegue anche oggi e che ha regalato e regala a Dozza e alla frazione di Toscanella una galleria a cielo aperto, sempre disponibile alla visita, una mostra permanente senza orari di apertura o biglietti d’ingresso. Una vera galleria d’arte che, sui muri delle case, offre affreschi e rilievi di artisti invitati ogni due anni. Non sono previsti premi e graduatorie ma si punta soltanto al primato dell’artista.

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Photo Emilia Romagna, autore Caba2011

Dalle origini ad oggi sono stati circa 200 gli artisti che hanno partecipato alla Biennale sperimentando la loro arte sui muri esterni delle case di Dozza: si citano, a titolo di esempio, Sebastian Matta, Bruno Saetti, Giuseppe Ziganina, Emilio Contini, Concetto Pozzati, Remo Brindisi, Renzo Grazzini, Giacomo Soffiantino, Riccardo Schweizer, Riccardo Licata, Aldo Bergonzoni, Ennio Calabria, Cesare Sughi, Norma Mascellari, e, tra i più recenti Tano Pisano, Bruno Ceccobelli, Luca Alinari, Gino Pellegrini, Marcello Jori, Bruno Benuzzi, Karin Andresen.

Tutte le opere murali sono in stretta simbiosi con la storia, l’atmosfera, i profumi dell’antico borgo e del dolce paesaggio collinare circostante, seguendo i contorni di porte e finestre, di case e botteghe, di chiese e palazzi pubblici.

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Photo Emilia Romagna, autore rakel_ytal

La Fondazione Dozza Città d’Arte

La Fondazione Dozza città d’Arte, istituita nel 2003, si occupa dell’organizzazione della Biennale del Muro Dipinto, insieme all’ideazione e realizzazione di mostre e manifestazioni culturali, e più in generale alla valorizzazione e promozione turistica del borgo. La Fondazione Dozza Città d’Arte nasce esattamente con la finalità di garantire a chiunque sceglie di visitare Dozza il pieno godimento della città.

La Rocca ed il Museo

Alla Fondazione Dozza città d’Arte è anche affidata la gestione della Rocca. Si tratta di un simbolo del borgo, un complesso monumentale di origine medievale trasformato da Caterina Sforza in castello fortificato e adibito, in epoca rinascimentale, a residenza nobiliare.

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Foto Fondazione Dozza Città d’Arte

Parte integrante della Rocca è il suo Museo. Questo si compone di opere d’arte ed arredi storici legati alle famiglie Campeggi e Malvezzi che, dal secolo XVI e fino al 1960, abitarono la Rocca di Dozza. Il complesso si presenta come casa-museo di cui si offre la visita organizzata su tre percorsi: la fortezza medievale e rinascimentale, la residenza rinascimentale, la residenza settecentesca. Ad arricchire il Museo troviamo collezioni d’arte contemporanea relative alla Biennale del Muro Dipinto. Qui infatti sono conservati i  bozzetti, i documenti archivistici e bibliografici relativi al Centro Studi e Documentazione del Muro Dipinto. Tutto questo evidenzia l’importanza della Rocca nella storia del borgo, come punto informativo indispensabile per visitare la piccola città ed il suo territorio.

Dozza, arte anche a tavola

Seppure l’arte è simbolo di questo borgo, anche Dozza, come d’altronde l’intera regione, si fa apprezzare anche per altre qualità. Ci riferiamo alla tavola, al cibo e al vino. Tagliatelle ai garganelli, tortelli di ricotta alla salvia, con la pasta fatta rigorosamente con la sfoglia tirata a mano, sono i pezzi forti tra i primi. Tra i secondi dominano invece le carni ai ferri, come fiorentina e castrato. Immancabile la piadina, da abbinare con formaggi molli, come il freschissimo squacquerone, e gli ottimi salumi. In fatto di vini la scelta è ricca, regna tra i rossi il Sangiovese DOC e fra i bianchi l’Albana DOCG, non a caso Dozza è attraversata dalla Strada dei Vini e Sapori Colli d’Imola.

Il vino ed un connubio forte: l’Enoteca Regionale

Quello tra Dozza e il vino è un connubio forte, testimoniato anche dalla presenza, all’interno dalla Rocca, dell’Enoteca Regionale Emilia Romagna, un’associazione che opera dal 1970 per valorizzare e promuovere il patrimonio vinicolo regionale.

A Dozza, avvolti dall’arte a cielo aperto
© Foto Enoteca Regionale Emilia Romagna

La sua attività si concretizza in diverse iniziative sul territorio nazionale e internazionale, con lo scopo di elevare l’immagine e la qualità del vino emiliano-romagnolo, anche partecipando alle principali fiere specializzate nazionali ed internazionali e allacciando collaborazioni con associazioni di categoria, enoteche, ristoranti, winebar e negozi di gastronomia. Proprio all’interno della Rocca di Dozza, nei suoi sotterranei, è possibile visitare una Mostra permanente dell’Enoteca Regionale con oltre 1000 etichette selezionate da un’apposita commissione di degustazione.

 

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Luca Malgeri

Luca Malgeri

Giornalista, laureato in Scienze Politiche, Vicedirettore responsabile per Green Planet News, svolge da sempre la sua professione con grande passione, scrivendo e confrontandosi con tanti e diversificati argomenti.

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Giornalista, laureato in Scienze Politiche, Vicedirettore responsabile per Green Planet News, svolge da sempre la sua professione con grande passione, scrivendo e confrontandosi con tanti e diversificati argomenti.

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