A Napoli, da Canova a Jorit scoprendo Hugo Pratt

Testi e fotografie di Manola Testai

Una giornata dedicata al bello, ci sono giorni che il tuo corpo, la tua anima richiedono una particolare attenzione. Un tempo per loro, un tempo di fuga. Destinazione Napoli dove l’arte si è fatta in tre.  Napoli, ogni volta è una esperienza diversa. Canova, Jorit e Pratt sono state un’ottima occasione.

Viaggiare in treno è tempo che dedico a me stessa, leggo, ascolto la musica, guardo il paesaggio che spesso regala scorci inaspettati. Sì, amo viaggiare in treno. Dal treno in metro direzione Scampia, un’umanità varia che si alterna, un via vai di volti veri, segnati dal vivere quotidiano che sempre meno fa sconti. Incrocio una moltitudine di sguardi di una città forte, resiliente. La memoria va a “Miseria e nobiltà, testo teatrale (1887) di Eduardo Scarpetta e omonimo film di Mario Mattioli (1954) con Totò.

A Napoli, da Canova a Jorit scoprendo Hugo Pratt

Scampia, fuori dalla metro,mi accoglie con due bellissime, monumentali opere d’arte di Jorit Agoch, street artist napoletano di origini olandesi che racconta la storia sui muri attraverso grandi personaggi. Un muro dedicato a Pier Paolo Pasolini e un altro ad Angela Davis. La figura di Pasolini, grande intellettuale del XX secolo, come un messaggero di conoscenza e di cultura contro l’aridità e l’indifferenza che circonda un quartiere difficile come quello di Scampia. Pasolini, scrittore, poeta, autore e regista cinematografico e di teatro. Un uomo dallo sguardo profondo come le sue rughe, uno sguardo che comunica :”T’insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece”.

A Napoli, da Canova a Jorit scoprendo Hugo Pratt

Angela Davis, una delle leggende politiche degli anni Sessanta e Settanta. Una figura di spicco del movimento americano per la difesa dei diritti civili, in particolare dei neri e della donne. “Ho fatto un sogno, cambiare il mondo” è il pensiero di Angela, donna forte e carismatica. Queste due opere fanno parte del progetto “Human Tribe”, in cui sono ritratti i personaggi dalla diverse identità culturali con le loro mille espressioni e ognuno di loro, seppur diverso dall’altro, appartiene a un’unica tribù: quella umana. Umana come la gente di Napoli che resiste con dignità e forza ai segni della vita.

A Napoli, da Canova a Jorit scoprendo Hugo Pratt

Torno indietro, direzione Museo Archeologico, per vedere la mostra-evento dedicata ad Antonio Canova. Sono più di 110 opere le opere del celebre scultore neoclassico Antonio Canova, tra grandi modelli, bassorilievi, calchi in gesso, modellini e disegni. Il nucleo centrale della mostra è rappresentato dai sei marmi provenienti dall’Ermitage di San Pietroburgo, che vanta la più ampia collezione di Canova al mondo – L’ Amorino Alato, L’Ebe, La Danzatrice con le mani sui fianchi, Amore e Psiche stanti,la testa del Genio della Morte e la celeberrima e rivoluzionaria scultura delle Tre Grazie.

Il Museo Archeologico è ricco, c’è veramente tanto da vedere. Vi consiglio la collezione di affreschi romani, che provengono dagli scavi effettuati nel ‘700 dalle città vesuviane di Pompei e Ercolano travolte dall’eruzione del 79 d.C.. e la sezione dei mosaici provenienti da Pompei, Ercolano e Stabbia. Mosaici riportati alla luce dagli archeologi tra ‘700 e ‘800 rimuovendo le pomici dell’eruzione del Vesuvio.

Mi sento soddisfatta per tanta bellezza e decido di uscire. Ma Napoli mi vuole regalare un’altra emozione, Hugo Pratt, un sentimento di stupore e incredulità mi assale. Corto Maltese? nel museo archeologico? Ebbene sì al piano seminterrato c’è una mostra dedicata a questo artista che ha caratterizzato un periodo della mia vita artistica, alimentando, come Salgari e Verne, l’amore per l’avventura e per il viaggio.

Corto Maltese, un viaggio straordinario dal 25 aprile al 9 settembre 2019. Circa 100 pezzi tra tavole, schizzi, fotografie ed ingrandimenti. Un viaggio straordinario nel mondo di un personaggio solitario, ramingo, condottiero e marinaio al tempo stesso, imprevedibile e arguto nelle sue battute.

Pausa caffè, O ccafè solo a Napoli lo sanno fa. I profumi mi avvolgono, uno su tutti, il profumo delle sfogliatelle, la frolla, la riccia è la mia preferita croccante e profumata. Babà, pastiera, pizza fritta, panini ripieni, c’è di tutto per farsi del bene.

Tre modi di fare arte, tre modi di essere Napoli. Jorit e la street art, è la Napoli dei vicoli, della strada, del vivere “Human Tribe”, Canova è la Napoli bene, classica del “bellezza mia, bellezza mia” e Corto Maltese è la Napoli ancora da scoprire “in un viaggio straordinario”.

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