Abruzzo, la Baviera d’Italia

Abruzzo, la Baviera D'Italia
Abruzzo, la Baviera D'Italia

L’Abruzzo, con i suoi oltre 700 tra castelli, fortezze e città fortificate è chiamata la Baviera d’Italia. Vediamo tutta la bellezza di questo itinerario. Che ci auguriamo di poter fare il prima possibile

L’Abruzzo, infatti non solo regala una natura spettacolare, con il suo Parco Nazionale, la fauna incredibile che vi popola, le sue alte vette e la stimolante zona costiera. Possiamo anche considerare l’Abruzzo un museo a cielo aperto a livello architettonico, che racconta di un vissuto storico che fa capolino a quei racconti di re, regine, cavalieri e dame di corte.

È anche la regione degli eremi, dei santuari e, fra le eredità più durature trasmesse dal quel mondo, dei castelli. Mura e torri merlate, ruderi e leggende che riportano alla luce un passato ancora vivo in questa terra. Non potremmo mai citare tutte le 700 strutture che la riguardano, ma sicuramente elencheremo tra i più annoverati e suggestivi; tra questi allora non possiamo non cominciare con il citare Rocca Calascio.

Abruzzo, iniziamo da Rocca Calascio

Rocca Calascio (foto in apertura) è un castello duecentesco considerato tra i più belli d’Europa e la sua caratteristica è quella di essere a oltre 1500 mt d’altezza. Siamo in provincia dell’Aquila, tra l’altopiano di Campo Imperatore e quelli sottostanti di Navelli e del Tirino. La sua spettacolarità risiede nel panorama mozzafiato che si può godere dalla sua posizione dominante. Una vista a 360° su un paesaggio rimasto intatto. Da qui potrete ammirare le colline, le piccole rocche, borghi e montagne imperanti che vi faranno pensare di stare a guardare il medesimo paesaggio dei nostri antenati dell’epoca.

Arrivarci non è semplicissimo, i sentieri sono stretti e lisi dal tempo, ma lo sforzo non è vanificato quando siamo arrivati in cima. Incredibile il paesaggio che si presenta ai nostri occhi soprattutto quando Rocca Calascio è completamente coperta di neve.

Oltre che dal castello, la rocca è costituita anche dal borgo medievale, formato da una parte alta più antica, di cui rimangono solamente alcuni resti e una parte bassa, più recente e parzialmente recuperata. Mentre sul versante opposto troviamo la Chiesa di Santa Maria della Pietà: eretta nel 1596 sul luogo dove, secondo la leggenda, la popolazione locale ebbe la meglio su una banda di briganti. Tutto ciò ha reso perfetto il castello per aggiudicarsi il ruolo di set cinematografico: film come “Lady Hawke”, “Il nome della rosa” e “Il viaggio della sposa” hanno contribuito a rendere Rocca Calascio ancora più famosa.

Castello Caldora

A Pacentro (Aq), borgo medievale tra i più belli d’Italia, troviamo Castello Caldora tra i più interessanti e complessi sistemi architettonici militari abruzzesi. Grazie alle sue torri, il borgo del Parco Nazionale della Majella si annuncia già da lontano e la sua panoramica rocca è visitabile al suo interno.

Il Castello Caldora si erge sull’intatto borgo medievale presenziando con le sue torri appunto: la Torre del Re dietro il ponte levatoio, alta 25 m., la Torre Fantasma, risalente al XIV secolo, alta 27 m. e la Torre d’Assedio, la più antica e alta 12 m, con la parte superiore mozza dal 1230 dopo l’attacco di Federico II di Svevia.

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Mille anni di storia in uno dei gioielli d’Abruzzo che vi regalerà tante emozioni: sito in un piccolo borgo ma dal cuore grande, ricco di iniziative, feste ed eventi. Famosa la Corsa degli Zingari, che di solito si tiene nel mese di settembre un rito centenario che terrà i suoi spettatori col fiato sospeso. Assolutamente da non perdere.

Roccascalegna

Possente è il termine più adatto per nominare un altro tra i castelli abruzzesi più famosi: quello di Roccascalegna (Ch). Si erge su una sporgenza rocciosa da cui domina il borgo medievale e l’ampia valle del Sangro. La sua origine è molto probabilmente legata ai Longobardi che, intorno al V/VI secolo, fortificarono la rocca che poi passò sotto gli Svevi, gli Angioini e gli Aragonesi assumendo negli anni un aspetto più elaborato.

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Nata come struttura difensiva ha subito numerosi danni nei secoli, ma con l’opera di restauro degli anni ‘90, oggi è tornata visitabile: all’ingresso vi accoglierà una guida senza dubbio simpatica, che intratterrà voi ma soprattutto i bambini con aneddoti e racconti legati al castello, esposti in modo vivace. Come la leggenda del barone Corvo de Corvis, che nel 1646 pretese di far valere la regola dello Ius Primae Noctis, che obbligava tutte le donne del paese a passare la prima notte di nozze con lui anziché con il consorte appena sposato.

Si narra che il marito legittimo dell’ultima sposa travestito con le sue vesti, salito alla rocca per la consumazione prevista, abbia invece accoltellato il barone e sembra inoltre che quest’ultimo, mentre moriva, abbia anche lasciato su una roccia l’impronta indelebile della sua mano insanguinata. Infatti secondo la tradizione popolare, questa impronta che risultò ben visibile dopo i crolli del 1940, ricomparirebbe di continuo, nonostante sia stata lavata via numerose volte.

Celano, il Castello Piccolomini

Nel citare i castelli più noti, non va omesso il Castello Piccolomini di Celano, protetto da una possente cinta muraria, segnata da camminamenti e bastioni che si affaccia maestoso ed imponente sulla piana del Fucino che una volta era un lago.

La sua fondazione risalirebbe al 1392 ed è senza dubbio uno dei più prestigiosi esempi di castello residenza della nostra penisola. In possesso nel 1450 del Conte Leonello Acclozamora, passò poi nelle mani di Antonio Piccolomini che nel 1463 ebbe la Contea da Alfonso d’Aragona. Attualmente è sede del Museo Nazionale d’Arte Sacra della Marsica e della Collezione Torlonia di Antichità del Fucino.

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Il Museo presenta opere d’arte d’ arte di ogni tipo, tra cui spiccano il Trittico di Alba Fucens, capolavoro di scultura, pittura e oreficeria, la tempera su tavola raffigurante la Vergine del 1440, del pittore Andrea di Litio, la Croce Orsini e la Crocifissione della scuola di Vincenzo Foppa. Alla collezione Torlonia troviamo 184 oggetti e 344 monete bronzee di epoca romana tra cui una testa di Afrodite.

Nei dintorni del Castello è possibile avventurarsi in un’escursione alle Gole di Celano, un suggestivo percorso unico in Italia dove ci si può addentrare tra canyon rocciosi che possono raggiungere i 190 metri d’altezza e i 3 metri di larghezza.

Castel Manfrino a Valle Castellana

Infine come non chiamare a giudizio il misterioso Castel Manfrino a Valle Castellana (TE), al confine con l’ascolano e a 900 metri su uno sperone roccioso che sovrasta le vallate. Secondo la leggenda, fu re Manfredi, figlio naturale dell’imperatore Federico II, a volerne la costruzione per difendere il confine settentrionale del suo Regno dalle incursioni. Alla sua sconfitta, il castello passò sotto il controllo degli Angiò. I ruderi oggi sono accessibili al pubblico attraverso passerelle di legno e acciaio. Un vero gioiello di architettura militare.

Abruzzo, la Baviera D'Italia

Ne potremmo proporre ancora molti altri, che hanno la stessa valenza di citazione di questi sopra nominati: non manca che annotarsi tutto ed escogitare un bel tour dei castelli abruzzesi, una volta che si potrà tornare a viaggiare e a muoversi. Sarà un percorso per chi è incline a uscire dai boriosi classici tour turistici e per chi ama la storia, l’architettura, il mistero e le leggende. Un fascino intenso chiamato Abruzzo.

Contributo “ospite” a cura di Sonia Reginelli

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