Ai confini dell’Asia, Mario Cimarosti ci racconta il suo epico viaggio

Ai confini dell’Asia, Mario Cimarosti ci racconta il suo epico viaggio
Piazza Registan a Samarcanda

Ai confini dell’Asia: un viaggio lungo 24.441 km, tra Europa e Asia, tra Occidente e Oriente, all’ombra di zar, sultani e maioliche, un percorso straordinario lungo la Via della seta. Una storia che parte dai confini dell’anima per arrivare sino a noi di Scrittore in viaggio.

Ai confini dell’Asia – avventure e incontri tra zar, sultani e maioliche (2020, Ediciclo editore, pp. 224, 15 euro), disponibile anche in formato elettronico ebook (8,99 euro) di Mario Cimarosti è un libro che non solo invoglia a ripercorrere antiche tratte, ricolme di evocazioni e “sbrilluccichii” di libertà oltre ogni confine. Questo libro è anche “un viaggio immobile”, particolarmente adatto al momento che stiamo vivendo, quel camminare tra le pagine e le fotografie che costituisce l’essenza di ogni “incipienza” di avventura.

Ai confini dell’Asia, Mario Cimarosti ci racconta il suo epico viaggio

Mario Cimarosti, quarantasei anni, originario dell’isola di Murano a Venezia, è tour operator di professione e  collaboratore delle Nazioni Unite. Ha partecipato nel 1994 alla missione Albatros con i Caschi Blu dell’ONU in missione di pace in Mozambico. Ha vissuto emozioni quotidiane e incontrato persone di popoli lontani e genti accoglienti ed ospitali, raccogliendo in oltre 20 anni esperienze straordinarie che gli hanno insegnato ad abbattere le barriere dei pregiudizi. In questa intervista ci racconta “la sua visione del mondo”. Viaggiatore di professione, come tour operator è specializzato proprio in destinazioni dell’Eurasia con una sete di viaggio e conoscenza verso i popoli della ex Unione Sovietica (che contava 15 stati) e dell’Asia.

Quando hai capito che era arrivato il momento di raccontare il tuo viaggio Ai confini dell’Asia?

Il mio viaggio è stato lunghissimo e ricco di emozioni straordinarie che hanno per sempre cambiato il senso della mia vita, ma ho sentito di trascrivere nero su bianco le mie emozioni ed esperienze solo due anni fa, a settembre del 2018 ho iniziato a scrivere il mio libro, non volevo che tutti i miei viaggi, i miei incontri, le vibrazioni che ho avuto sulla Via della seta rimanessero chiuse in me, era il momento giusto per condividerlo con quante più persone possibili.

Sono contento che il mio libro uscito mesi fa stia andando molto bene, non certo per motivi materiali, ma soprattutto perché cerco di trasmettere ai lettori il mio interesse verso popoli diversi e lontani: viaggiare e leggere sono gli antidoti migliori per abbattere ogni forma di pregiudizio!

Ai confini dell’Asia, Mario Cimarosti ci racconta il suo epico viaggio
Le spezie pregiatissime al Gran bazar di Istanbul

Quanto la tua città Venezia e il tuo conterraneo Marco Polo hanno influito su Ai confini dell’Asia?

Beh, direi che il mio essere di origini veneziane, mio padre è stato un artista vetraio nato e vissuto a Murano la splendida isola veneziana del vetro famosa in tutto il mondo, è stato un elemento per me fondamentale nell’ispirazione ai miei 24.441 km di viaggi lungo la via della seta, alla scoperta delle terre d’Oriente, proprio come il mio conterraneo e viaggiatore di tutti i tempi Marco Polo.

Ho una eredità importante sulle mie spalle, rappresentare Venezia ed i mercanti veneziani nel mondo non è certo facile, ma devo dire che questo confronto a distanza con il grande Marco Polo mi ha sempre stimolato verso la ricerca di nuovi popoli, di nuove idee e di grande attrazione verso le terre dei carovanieri.

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L’ansa dell’oasi nel deserto rosso, la terra rossa del Kyzylkum

Hai raccontato tante storie, incontrato popoli, attraversato tanti paesi. Cosa ti è rimasto più impresso?

Nel mio libro ci sono dieci capitoli di storie che ho personalmente vissuto tra genti lontane e popoli spesso misteriosi e affascinanti, lascio al lettore la possibilità di potersi emozionare leggendo le pagine del libro quindi non anticiperò nulla del libro per non togliere il piacere della lettura.

Però considerando la tua domanda, voglio raccontarti una storia inedita che ho vissuto sulle Montagne al confine tra Armenia e Georgia: stavo proseguendo il mio itinerario confine tra i due Stati, mi sono trovato davanti ad un bivio ed ho deciso di svoltare a sinistra tentando la fortuna, ero diretto verso Tblisi la capitale della Georgia, poco dopo però mi sono ritrovato davanti ad una zona paesaggistica incredibile: davanti a me disseminate colline rocciose spettacolari, nella roccia scavate piccole casette e vicino alcuni fori erano gli ingressi a chiese rupestri di rara bellezza con all’interno affreschi straordinari, una meraviglia! sono salito fino in cima alla montagna e lì ho incontrato i monaci di Uplistsikhe con i quali ho pranzato al loro refettorio accolto da gente buona, quieta e serena.

Sono i custodi di questo sito che ho conosciuto così per caso, sbagliando strada, un sito talmente importante che è oggi Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Sono ripartito da quell’incontro con tanta gioia nel cuore, felice ancora una volta che nel mio lungo viaggio ho potuto scoprire storia e cultura, ma soprattutto incontrare gente lontana dal mondo globalizzato in cui viviamo, ho respirato il vento del Caucaso e il calore del suo popolo.

Ai confini dell’Asia, Mario Cimarosti ci racconta il suo epico viaggio
I colbacchi di lana Karakul

La Transiberiana, raccontaci questa esperienza

La Transiberiana per me è il VIAGGIO DELLA VITA, una esperienza che non ha eguali, pensandoci non è un viaggio ma un percorso per l’anima di ogni viaggiatore. Percorrere la ferrovia più lunga del nostro pianeta (oltre 9.000 km) oltrepassando ben 7 fusi orari differenti, porta il viaggiatore a comprendere le diversità del mondo e dei suoi popoli. Sono partito da Mosca in Russia, oltrepassando la Siberia, dormendo in Mongolia nelle yurte con i nomadi pastori, toccando con le dita le stelle nella notte nel deserto del Gobi, una favola!

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Le yurte (le tende) in Mongolia

I colori delle tue immagini ci consegnano all’allegria. Quali foto hai preferito scattare?

Le foto migliori che abbia mai scattato sono sempre all’interno dei mercati brulicanti di persone lungo la via della seta, a Samarcanda nel “siab”(Bazar Siyob) popolare ho raccolto dentro le mie foto i colori della seta e della lana del deserto rosso.

Poi in Turchia a Istanbul, nell’antica Costantinopoli, mi sono ritrovato nel gran bazar con oltre quattromila negozi con esposte tutte le merci immaginabili dei mercanti, nel mercato delle spezie ho potuto fotografare e percepire con lo scatto l’odore d’oriente ed i profumi indimenticabili delle spezie turche, vere essenze del viaggio per chi come me adora girovagare tra le zone più popolari e umili delle cittadine, un turbinio di colori e profumi!

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Frutta secca al mercato di Bukhara

Cosa significa per te viaggiare?

Personalmente ho un mio modo assolutamente intimo di intendere il viaggio, credo che ogni viaggiatore debba cercare di entrare in piena armonia non se stesso prima di partire, bisogna aprirsi totalmente mentalmente alle conoscenze, alla ricerca del diverso, credo che nel mio caso è il mondo che si dona interamente al viaggiatore, basta solo ascoltare le vibrazioni che emette la natura, la terra, le montagne… le onde del mare. Ognuno di noi ha un proprio motivo interiore che lo spinge al viaggio, nel mio caso è una vera e propria terapia dell’anima.

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Il pane di Tamerlano

Si viaggia leggendo?

Se io non avessi letto così tanto credo che non sarei mai partito per un viaggio lungo 24.441 km, la lettura per me viene prima del viaggio stesso pratico, è una preparazione interiore personale che mi ha permesso di capire e conoscere, la lettura è stata il motore di ogni mia esperienza di viaggio, la vera chiave per la mia sete di conoscenza. Sono cresciuto leggendo Dino Buzzati e Hermann Hesse, passando poi per Tiziano Terzani, Angela Terzani Stern e poi, per me insostituibili Bernard Ollivier, Colin Thubron e Jan Brokken!

Come torneremo a viaggiare?

Penso che ci risolleveremo e torneremo a viaggiare, la spinta che da il viaggio è sempre stata storicamente più forte di tante tragedie, l’uomo non dimentica i dolori però ha una grande capacità di adeguarsi alle situazioni che la natura ci mette pone davanti. Certo bisognerà accettare uno stile di vita con mille più attenzioni igieniche per salvaguardare la salute di tutti, ma riprendere il prossimo aereo verso una destinazione che tanto desideriamo visitare sarà un toccasana anche per superare lo stress a cui questa giusta reclusione forzata ci ha obbligati.

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L’ultima fotografia l’ho scattata a San Pietroburgo. (Museo Ermitage)

 

Foto Mario Cimarosti

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Con il contributo di Manola Testai

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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