6 Dicembre 2019

Alfa Romeo GT Junior, l’estasi degli alfisti

Alfa Romeo GT Junior, l'estasi degli alfisti
Alfa Romeo GT Junior, l'estasi degli alfisti

Alfa Romeo GT Junior, la “grande bellezza”. Nel 1996 appare un articolo di Carlo Di Giusto sulla rivista Ruote Classiche che inizia cosi: “Si può restare indifferenti di fronte ad una macchina di buona famiglia (Alfa Romeo), che ha il nomedolce di una donna (Giulia), che esprime sportività (GT) e gioventù (junior) e che rivela anche un basso impegno economico (1300)?”. Rispondo con chiarezza: no, non si può restare indifferenti.

Alfa Romeo GT Junior, le 4 serie

La GT Junior 1300 fa la sua prima apparizione nel 1966, Nel 1971 le GT Junior adottano il frontale ridisegnato senza lo scalino con parafanghi posteriori più alti che la fanno essere molto simile i modelli 1750 GT Veloce e alla GT 2000 Veloce.

Le Junior mantengono però i fari singoli e non doppi sul frontale con una mascherina diversa. Accanto al motore 1300 da 89 cavalli fa il suo esordio il propulsore 1600 da 109 cavalli. La sigla Veloce infatti caratterizzerà le vetture più potenti come la gamma 1750 e la 2000, conosciuta come la Terza Serie dopo l’esordio della Giulia Sprint GT e della sua versione cabriolet GTC, per attirare i giovani verso una macchina sportiva ma dai costi contenuti. Sarà un modello destinato a rimanere nella memoria collettiva degli appassionati. Pensiamo alla Fiat 1500 Cabriolet e altre vetture celebri.

Possiamo distinguere, dunque, quattro serie della GT Junior: la prima (1966-1969), la seconda (1969-1971), la terza (1971-1974) e la quarta e ultima (1974-1976). La carrozzeria, firmata da Giorgetto Giugiaro per conto della Bertone, copriva il pianale, con un passo accorciato da 251 a 235 centimetri rispetto alla Giulia Berlina. Il design è ancora oggi a vederlo di una emozionante bellezza, quello di una elegante e allungata coupé sportiva 2+2.

Lo scalino

Il curioso scalino anteriore che caratterizzava tutte le versioni prodotte fino al 1968 e parte di quelle prodotte fino al 1971 era dovuto ad un ripensamento tra l’approvazione del disegno e la messa in produzione dell’auto. Originariamente, infatti, doveva essere una presa d’aria poi abolita per contenere i costi. Finirà per caratterizzarla in modo unico, diventando una delle vetture più ambite del periodo che ancora oggi sul mondo vintage affascina e arriva a costi impensabili.

Ne vengono prodotte diverse versioni dell’Alfa Romeo Gt Junior: Sprint GT, GT Junior, GT Veloce e GTC “(Gran Turismo Cabriolet)” con motori 1300, 1600, 1750 e 2000. La GT Junior, quella più nota e apprezzata, monta il motore 1291 cc della Giulietta e rispetto alla Giulia Sprint GT non ha il servofreno. La vettura costa al pubblico 1.792.800 lire su strada e la tassa di circolazione annuale è di 32.155 lire con la possibilità di nuove forme di pagamento rateale che confermano la volontà dei vertici Alfa Romeo di farne un sogno possibile per molti ragazzi.

Sul finire del 1967 l’Alfa Romeo corregge alcune delle mancanze della GT Junior 1300, dotandola di servofreno e del nuovo volante di alluminio a due razze di nuovo disegno. Nel 1969 le vetture (che persdono il nome Giulia per chiamarsi semplicemente GT 1300 Junior) pur mantenendo lo “scalino”, vengono dotate di servofreno e di una nuova plancia (simile a quella della GT 1750 Veloce). Questa versione è conosciuta come Seconda Serie.

Anni Settanta, le automobili per fare colpo e per fare i, in tutti i sensi

Alfa Romeo GT Junior, sono le automobili che nei film degli anni Settanta fanno la parte del leone. Sia per la malavita che per la bella vita. Nel 1971, la 1750 GT Veloce, viene sostituita dalla 2000 Gran Turismo veloce. Nel 1973 tutte le GT si uniformano esteticamente alla versione GT 2000 Veloce introdotta nel 1971. Anche le GT 1300 Junior e le GT 1600 Junior adotta la stessa mascherina cromata a quattro fari, con interni e plancia uguali.

Alfa Romeo GT Junior, l'estasi degli alfisti

A differenziarle sono i fari posteriori più piccoli. L’aumento di cilindrata da 1779 a 1962 cc per 150 cavalli di potenza viene accompagnato da numerose novità estetiche come la nuova mascherina anteriore cromata, le luci posteriori maggiorate comprendenti le luci retromarcia, nuova strumentazione e consolle centrale raggruppata in stile “quadrifoglio” davanti al volante.

Il propulsore monta due carburatori sportivi doppio corpo (Solex o Dell’Orto) con trasmissione del differenziale Torsen autobloccante al 25% Tra gli accessori disponibili su richiesta aria condizionata, cerchi in lega di magnesio tipo Millerighe (Campagnolo o Cromodora), vernice metallizzata e vetri atermici. La velocità massima arriva a 195 Km/H.

La vettura fu molto amata negli Stati Uniti tanto è vero che la rivista “Hot Rod” nel mese di ottobre 1980 la descrisse come “the only european car able to be called muscle car”. La 2000 GT veloce coupé fu prodotta fino 1976 in quasi 38.000 unità di cui circa 6.500 vendute in America. L’Alfa Romeo, a conferma di quest’attenzione per il mercato americano, produrrà, nel 1970, la potentissima Montreal con motore a 8 cilindri, il sogno proibito di molti appassionati e di cui vi racconterò presto.

Poi l’Alfa Romeo, al pari della Lancia, divenne Fiat in difficoltà e la musica cambiò per arrivare all’omologazione di oggi dove molte auto sembrano tutte uguali e le differenze stenti a rilevarle.

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.