Alfa Romeo Montreal, la potenza dall’aspetto imbronciato

Alfa Romeo Montreal, la potenza dall'aspetto imbronciato
Foto: Brochure originale Alfa Romeo

Alfa Romeo Montreal: quando nasce, nel 1970, viene definita la “massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili”. Potente, ineguagliabile il motore V8, e dall’aspetto “imbronciato” con il caratteristico frontale disegnato da Marcello Gandini, lo stesso “creatore” della Lamborghini Miura

Alfa Romeo Montreal, anche da bambini, riuscire ad “accaparrarsi” l’ambito modellino, preferibilmente nel colore arancio, era un sogno che, quando realizzato, faceva dormire nottate di felicità. Possibilmente con la Montreal sul cuscino.

La definizione dell’Alfa Romeo Montreal come “massima aspirazione dell’uomo in fatto di automobili” viene data all’Expo di Montreal del 1967 dove appare per la prima volta il prototipo della prestigiosa automobile. Al Salone mondiale viene invitato come unico marchio italiano Alfa Romeo a conferma dell’eccellenza che in quel momento il Biscione ricopre. L’Alfa Romeo Montreal doveva rimanere un prototipo ma riscuote un tale successo che l’Alfa decide di produrre una coupé 2+2 da presentarsi al Salone di Ginevra del 1970.

 Alfa Romeo Montreal, un V8 di indimenticabile potenza

La realizzazione dell’auto sarà convulsa. Bisogna arrivare al 1970 con una vettura da mettere in commercio. Telaio e componentistica vengono progettati per ospitare un motore 4 cilindri derivato dalla Giulia. Giuseppe Luraghi, capo del Top management, e “creatore” della Giulietta, opta per un motore di potenza “stratosferica”. Il famoso propulsore V8 dericato dalla 33 stradale con la ragguardevole cilidrata di 2.600 cc. Un motore talmente “ingombrante” cche vengono fatte modifiche alla carrozzeria della vettura. Per sintetizzare la potenza del motore: 230 cavalli, 225 km all’ora e un’accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7 secondi.

Foto: DriveMag

Sono prestazioni imponenti per una vettura del genere. La scocca autoportante della Montreal risulterà sbilanciata. Ci saranno poi problemi alla trasmissione, nonostante il collaudato cambio ZF invertito a 5 marce con la prima in basso, e all’impianto frenante che apparirà sottodimensionato nonostante i quattro dischi ventilati. Tra i collezionisti, poi, celebre sarà l’iniezione meccanica, ma in negativo. Un filtro dell’olio tende a sporcarsi troppo spesso creando difetti di funzionamento al motore che malgrado la sua potenza sarà costretto a rallentare in maniera frequente.

Un autentico “cult”

L’Alfa Romeo Montreal non avrà il successo sperato. Tra le cause, i problemi manifestati, il prezzo particolarmente elevato ma soprattutto la crisi del petrolio del 1973 che fanno della Montreal il Concorde delle automobili: 14 litri di benzina necessari per un percorso di 100 chilometri su strade urbane. Nel 1977 si dichiara lo stop alla produzione dell’Alfa Romeo Montreal. Con 4000 esemplari venduti che oggi valgono cifre da capogiro sul mercato delle auto d’epoca. Come riportato sull’ultimo numero della rivista dell’ACI L’Automobile: “Sulle nostre strade si contano ancora 353 esemplari di Montreal il cui valore si aggira intorno ai 60 mila euro”.

La Montreal rappresenterà un autentico “cult”. Con quel frontale accigliato, i fari “con le palpebre” nello stile della Lamborghini Miura, non a caso realizzati dallo stesso designer Marcello Gandini, la vettura avrà un aspetto inconfondibile. Le bellissime feritoie realizzate sui montanti posteriori per dare sfogo a uno dei V8 più potenti a firma Alfa Romeo, sui cui apporrà il sigillo il progettista Giuseppe Basso, costituiranno un’altra peculiarità indimenticabile di questa automobile.

La Montreal rimane una macchina che ha fatto epoca in un momento che ha coinciso con la fine dei sogni legati al boom economico. Un mondo che cominciava a cambiare volto e che dava una ridimensionata a tanti desideri. Un mondo diverso dove le Montreal, come tante automobili originali e indimenticabili, non sarebbero mai più riapparse. Con sommo ricrescimento di chi i motori li guardava come apologia della creatività e non come catena di montaggio di un pensiero globale..

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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