25 Gennaio 2020

Alimentazione, Sport e Viaggi, ne abbiamo parlato con l’atleta Laura Cavalluzzi

Alimentazione, Sport e Viaggi, ne abbiamo parlato con Laura Cavalluzzi
Alimentazione, Sport e Viaggi, ne abbiamo parlato con Laura Cavalluzzi

In quest’intervista a Laura Cavalluzzi, atleta professionista nonché medaglia d’argento ai campionati italiani di Beach Volley, di cui ora sta per uscire anche un libro, abbiamo parlato di sport, alimentazione, viaggi e benessere. Una testimonianza importante, quella di Laura, per chi affronta, o lo ha fatto in passato come lei, i disturbi alimentari. Per chi ha voglia di liberarsi di quel famoso e terribile effetto yo-yo

Laura Cavalluzzi, pallavolista, è stata atleta professionista nonché medaglia d’argento ai campionati italiani di Beach Volley nel 2011. Un passato da atleta il suo, ma anche da avvocato che ha lasciato poi spazio a un presente da divulgatrice di un messaggio importante sull’alimentazione e non solo. Laura infatti, nel corso della sua vita e della sua carriera sportiva, ha dovuto affrontare tante sfide. Tra cui anche quella dei disturbi alimentari, per poi arrivare a un equilibrio che oggi ha e che le permette di vivere diversamente.

Noi di Scrittore in viaggio, siamo andati ad intervistare Laura Cavalluzzi e abbiamo parlato con lei delle sue esperienze sportive, dei viaggi, della scelta di diventare vegana, di benessere e tanto altro. Tutto ciò che Laura sta anche racchiudendo in modo più approfondito nel suo libro che si intitolerà Nevermind e che uscirà tra la primavera e l’estate del 2020.

Partiamo dallo sport. Medaglia d’argento ai campionati italiani di Beach Volley nel 2011. Come nasce questa passione?

Penso che sia una cosa abbastanza congenita. Mia mamma conserva nell’album di quando ero bambina, un disegno che avevo fatto e che avevo detto rappresentasse una palla. Son sempre stata attratta dagli sport col pallone, sin da piccola. Ci ho sempre giocato. Prima della pallavolo giocavo anche a tennis e solo dopo è arrivato il Beach Volley. Però mi piacevano gli sport di squadra, e quindi poi ho scelto questo tipo di sport.

Quali sono le sfide più grandi che hai dovuto affrontare in quest’ambito?

A tal proposito, sto giusto ultimando il mio libro che racchiuderà in maniera approfondita la mia storia e dove parlerò di questo. Ho avuto diversi infortuni, molti legati anche al discorso alimentare. L’alimentazione è come se fosse sempre stata una disciplina per me, che ho anche studiato da autodidatta. Ero minorenne quando ho iniziato a leggere libri sull’alimentazione e a documentarmi.

Purtroppo, poi, molti dei miei problemi sono derivati proprio da questo. Negli anni ho avuto diversi strappi muscolari e tutti sulla fascia addominale. Il mio grande problema e dunque, la sfida più grande che ho dovuto affrontare, è stata quella di riuscire a trovare un equilibrio a livello fisico. Anche perché mi infortunavo facilmente. La medaglia d’argento ai campionati italiani, infatti, è stata per me la mia grande vittoria.

Grazie allo sport hai viaggiato tanto. Cosa ha significato per te viaggiare?

Il viaggio è stato importante per conoscermi. Ho viaggiato per mezzo mondo. Quando viaggi ti trovi a relazionarti con persone che non sanno niente di te e di chi sei. E paradossalmente, grazie a questo, riesci a trasmettere loro esattamente quello che sei in quel momento. Queste persone mi hanno aiutato a rinforzare degli aspetti di me che nella mia ‘vita italiana’ non riuscivo a far emergere.

E mi hanno anzi fatto capire che mi stavo allontanando da chi volevo essere e soprattutto da chi sentivo di essere. Mi viene solo da dire Grazie a tutte le persone che ho conosciuto. Alcune conversazioni possono dare davvero tanto quando si è liberi di esprimersi. Siamo tutti così diversi, ma in fondo tutti così uguali in realtà. Ed è stato molto bello capirlo.

Parliamo di alimentazione. So che sei vegana…

Ho provato svariati tipi di alimentazione: da quella iperproteica a quella vegana. Tendenzialmente mi alimento in modo vegano anche perché non amo nutrirmi di proteine animali. Ultimamente però ho reintegrato degli alimenti animali come le uova, perché in questa fase della vita ne ho bisogno. In ogni caso sono scettica nei confronti degli estremismi. Oggi essere vegani sembra essere diventata una moda. Io però non amo le mode o gli stereotipi. E non amo le persone che vengono a dirti: “Morirai a quarant’anni perché mangi carne”. Ho sentito anche questo. Io non mi identifico o definisco vegana. Tuttavia, la mia alimentazione è per l’80% vegetale.

Cosa vuol dire per un’atleta essere vegana?

Da questo punto di vista non ho mai riscontrato nessuna difficoltà. Sono stata molto meglio. Ma forse anche perché avendo un problema congenito di disidratazione del muscolo, assumere troppe proteine animali mi portava a una secchezza muscolare non indifferente. Ho avuto soltanto effetti positivi con questo tipo di alimentazione. C’è da dire che per alimentarti in modo vegano, da atleta, è necessario avere una certa accuratezza. Quasi maniacale. Tuttavia, consiglio un’alimentazione vegetale agli sportivi.

Quinoa, semi di canapa e tanti altri, sono alimenti molto sani. Talvolta può essere necessario integrare alimenti animali. E tutto questo discorso senza prendere in considerazione il punto di vista etico. Quando si parla di scelta etica, la questione si fa più complicata. Nel mio caso, ad esempio, non amo proprio mangiare la carne animale, mi fa senso. Quindi per quanto mi riguarda, il discorso va al di là della salute, si tratta di una scelta etica che comunque mi porto dietro sin da piccola.

Dunque perché questa scelta?

Ho scelto l’alimentazione vegana quando dopo aver provato tutte le alimentazioni possibili e immaginabili, comunque continuavo a strapparmi a livello muscolare. Sono arrivata ad essere maniacale nell’alimentazione. Immagina: sei un’atleta, ti alleni e a inizio campionato, ti capitano gli strappi e sei nel bel mezzo della stagione sportiva. Continui a vedere la stessa cosa negli anni e allora decidi che è arrivato il momento di uscirne.

La carne non mi è mai piaciuta, l’ho sempre mangiata in modo forzato, sono andata contro il mio istinto e comunque non ho ottenuto nessun effetto positivo da questo sforzo. È così che ho deciso di rivolgermi ad un medico, un vero medico vegano, per cercare di capire come mangiare. In questo modo mi sono liberata di una serie di approcci alimentari che per me erano diventati davvero problematici.

Mi sedevo a tavola e vivevo quel momento quasi come fosse un vero e proprio allenamento. Non ero più collegata con le mie sensazioni, i miei desideri, né con il mio senso di appetito.

Quali sono le maggiori difficoltà che hai riscontrato durante la ricerca del tuo equilibrio alimentare?

Sono infinite le difficoltà che ho riscontrato da questo punto di vista. Ero arrivata al punto di saper dire esattamente quante calorie avevo assunto a pasto, senza invece riuscire a dire come mi ero sentita mentre mangiavo, o che sensazioni avevo provato. È stato davvero difficilissimo per me. Anche perché ho iniziato questo percorso psico-alimentare anni fa, quando la questione su tali disturbi non era poi così conclamata.

Non riuscivo neanche a trovare un aiuto vero e proprio e ho dovuto studiare molto anche alla ricerca di professionisti. Ciò che mi ha sempre guidata però, è stato il fatto di sentire che io non volevo continuare a vivere così. Ed è per questo che consiglio sempre alle persone di ascoltarsi tantissimo. E che se non sono soddisfatte di come stanno vivendo, se non si piacciono o non sono felici, di trovare assolutamente delle soluzioni concrete per cambiare.

Dopo la tua esperienza, cosa consiglieresti anche a chi si vorrebbe avvicinare all’alimentazione vegana, alla luce di tutto quello che si legge o si sente dire in giro?

Io in realtà la consiglierei a tutti. Secondo me infatti, è un’alimentazione vincente. Quello che consiglio è di non avere un approccio estremo. Faccio un esempio: io e mio marito stiamo provando ad avere un bambino. Sappiamo che si può avere un bambino pur seguendo un’alimentazione vegana, ma non esiste una storia abbastanza lunga di casi del genere che rassicuri in tal senso. È per questo che oggi, ho deciso di integrare anche delle proteine animali.

Quello che cerco di dire è che secondo me si può essere vegani nell’elasticità di situazioni di questo tipo. La cosa che consiglio principalmente, in ogni caso, è di seguire il proprio istinto. È vero che a volte va anche riequilibrato o ristabilito quell’istinto, soprattutto quando lo si perde, in casi come il mio. Nel libro comunque, vado ad approfondire questi discorsi e soprattutto parlo di come uscire da quell’effetto yo-yo e da quei disturbi che sono latenti e non sono conclamati.

Ci sono persone infatti, che non vanno al mare perché si vergognano di stare in costume, che non vanno in palestra perché si sentono goffe o che non ballano per lo stesso motivo. Quello che ho voluto riportare nel mio libro è proprio una forte testimonianza su questo. Consiglio alle persone di non minimizzare assolutamente queste dinamiche che mettiamo in atto la maggior parte delle volte senza rendercene conto.

Alimentazione, Sport e Viaggi, ne abbiamo parlato con Laura CavalluzziLaura com’è la tua vita oggi? Pensi di aver trovato quell’equilibrio che cercavi?

Si, oggi sono più grande anche rispetto agli anni che racconto nel mio libro. Penso di aver trovato un mio equilibrio. Ma penso anche che non sia possibile abbandonare per sempre certi meccanismi. Quando ho un periodo di forte stress o provo determinate emozioni che ho imparato a riconoscere, l’istinto è quello di mangiare troppo o di non mangiare affatto.

So però che è un evento spot all’interno di un equilibrio che ho trovato. Mentre prima era il contrario. Era quella la mia normalità. Non bisogna infatti essere troppo rigidi con se stessi. Può capitare a tutti di avere una giornata particolare e di lasciarsi andare eccedendo. L’importante è esserne consapevoli. Sono concetti di cui ancora purtroppo non si parla abbastanza, ed è proprio per questo che io lo faccio.

Che progetti hai per il futuro e cosa ti auguri?

Mi auguro di continuare a crescere nel mio lavoro. È la terza volta che cambio vita e penso che questa sia la volta definitiva. Sono stata un’atleta professionista per 24 anni, un avvocato per 9 e da tre anni invece mi occupo di questo nuovo lavoro. E penso di essere arrivata alla vita che vorrei vivere. A gennaio partirò con due trasmissioni radiofoniche che presenterò io stessa.

Partirà un progetto nuovo che andrà su diverse reti regionali italiane e che si chiamerà “Le sagre d’Italia”. Un format scritto da me e che presenterò con Francesco Tortorella con la regia di Mirko Zullo. Porteremo in piazza l’allegria del cibo non solo come elemento di nutrizione, ma anche come valore generazionale. Un format che rispecchia poi il messaggio che vorrei portare.

Mi auguro dunque di crescere in questo senso, di essere in grado di portare dei messaggi e dei contenuti, che possano anche aiutare chi sta vivendo, o ha vissuto, quello che ho vissuto io. E magari, perché no, in giro per l’Italia, con la speranza di creare una catena importante con le persone.

Angela Pes

Angela Pes

Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico e studentessa di Filosofia all’Università degli studi di Cagliari. Amante della lettura, della scrittura, del cinema e di qualsiasi forma d’arte. Per Green Planet News, oltre a scrivere, si occupa anche dell‘ufficio Pubblicità e Marketing nel ruolo di Sales Account Manager.

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Angela Pes

Angela Pes

Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico e studentessa di Filosofia all’Università degli studi di Cagliari. Amante della lettura, della scrittura, del cinema e di qualsiasi forma d’arte. Per Green Planet News, oltre a scrivere, si occupa anche dell‘ufficio Pubblicità e Marketing nel ruolo di Sales Account Manager.