20 Febbraio 2020

Ape Calessino, modernità d’altri tempi

Ape Calessino, modernità d'altri tempi
Ape Calessino, modernità d'altri tempi

Ape Calessino, simbolo di agilità nel lavoro e icona di stile negli anni Cinquanta

Ape Calessino, il veicolo a tre ruote più celebrato al mondo. Di questo si tratta quando parliamo della leggendaria Ape Piaggio in versione Calessino che giunge a noi dagli anni Cinquanta. Uno dei veicoli più funzionali e più amati che ancora oggi viene prodotto con una estetica “vintage” ma con motorizzazioni nuove e tecnologie all’avanguardia.

Pensato come l’evoluzione dell’Ape, il piccolo veicolo commerciale nasce nel 1948 dalla Vespa a tre ruote. Nel dopoguerra, rappresenta il simbolo della ripresa dei trasporti. L’Ape Calessino diventa rapidamente una vera e propria icona dello stile e dell’ingegno tutto made in Italy. Quello vero, non quello paraculo di oggi che spesso serve a coprire una cupidigia di servilismo nei confronti di un’Europa acida e matrigna. E di made in Italy non c’è nulla.

Ape Calessino, modernità d'altri tempi

Tornando all’Ape, comunemente chiamata anche “Apetta”, viene pensata inizialmente per le piccole attività commerciali e ideale per il trasporto merci anche negli ambiti urbani più complicati. I ricordi di molti giovani di un tempo fanno la spola nella mente, pensando a quando arrivava, soprattutto nelle case di villeggiatura, il “bombolaro” con l’Apetta per il cambio della bombola del gas.

Si rimaneva tutti in febbrile attesa dell’Apetta che sentivi con l’inconfondibile rumore del motore ad inizio della strada e lo sfrizionamento delle marce del bombolaro che cambiava senza togliere il gas per fare prima. Arrivava l’Apetta e si riprendeva a cucinare. Con i suoi oltre due milioni di veicoli venduti l’Ape ha confermato sin dall’inizio della sua storia di essere un veicolo in grado di adattarsi a qualsiasi lavoro e di sapersi muovere, sia in città che in campagna.

Ape Calessino, gli anni del “boom economico”

Nel 1949, anno in cui l’Ape Calessino viene presentato, il nuovo veicolo desta subito l’attenzione e riesce immediatamente a rivoluzionare il trasporto passeggeri, diventando parte del paesaggio, nei luoghi più incantevoli delle città d’arte e delle riviere mediterranee. Si trasforma in breve nell’icona di una vita allegra che riprende, dopo la tragedia della guerra.

A partire dagli anni Cinquanta, l’Ape Calessino intesse tutto il suo fascino, abbinando la sua immagine ai fotogrammi della Dolce Vita, ai divi americani in vacanza nel Bel Paese e sulle spiagge mediterranee, alle loro fughe dai paparazzi che spesso effettuano i loro scatti a bordo del veicolo per destreggiarsi nei luoghi di cavanza più ambiti.

L’Ape Calessino diventa in un attimo il protagonista della vita mondana di località simbolo degli anni ruggenti come Forte dei Marmi, Cannes, Capri, Portofino, le isole greche. Forte di questa vocazione al trasporto di persone e di una tradizione unica di funzionalità e stile, Ape è rinato nel 2000 nella sua versione Calessino, seguita poi anche nell’allestimento a trazione elettrica del 2010.

Il progetto e il nome

La denominazione “Calessino” deriva dall’aspetto del primo modello, costituito dal corpo di una normale Vespa cui era stato aggiunto, fissamente, una sorta di divano su due ruote, contenuto in un guscio di lamiera rifinito in legno e coperto da un tendalino semicircolare a soffietto, risultando di fatto molto vicino all’idea di un calesse con il cavallo.

Ape Calessino, modernità d'altri tempi

L’idea della Piaggio era quella di costruire un veicolo economico, pensato per il trasporto a breve raggio, adatto alle numerose località turistiche della penisola che, dopo il conflitto, tornavano ad essere meta di villeggianti esteri, soprattutto provenienti dal nord Europa e dagli Stati Uniti d’America.

Ape Calessino, modernità d'altri tempi

Il modello riscuote da subito un successo notevole sia per i costi d’acquisto e di manutenzione abbastanza contenuti sia per le ridotte dimensioni d’ingombro, che lo fanno arrivare ovunque, agevolando la mobilità nelle piccole cittadine. Neppure la popolarità di cui l’automobile alla fine degli anni Cinquanta, riesce e mettere in discussione la celebrità dell’Ape Calessino che sarà protagonista  anche negli anni seguenti.

Nei paesi asiatici, un altro successo per l’Ape Calessino

Se il successo in Italia dell’Ape Calessino è rilevante, seppur limitato in ambito turistico, nei paesi asiatici diventa un vero e proprio best-seller. Forse per la sua somiglianza all’esotico risciò, si diffonde in breve in tutto il sud-est asiatico come mezzo di trasporto pubblico conosciuto come Tuk-tuk, denominazione onomatopeica che riproduce il suono del motore due tempi in fase di minimo regime.

Ape Calessino, modernità d'altri tempi

In India viene importato fino alla prima metà degli anni Cinquanta ma, a causa della forte richiesta del veicolo, viene costruito sul posto su licenza Piaggio. A Bangkok diventa in breve tempo uno dei simboli della città. la produzione dell’Ape Calessino termina verso la fine degli anni Settanta. La produzione di questo mitico veicolo è ripresa nel 2007 con una serie di diversi modelli, realizzati con le caratteristiche dell’Ape Calessino d’epoca con l’unica variante del motore in versione diesel.

Nel 2008 e nel 2013 sono stati donati agli allora Benedetto XVI e presidente Giorgio Napolitano due modelli con capote. Un dettaglio importante che sottolinea il fascino intramontabile e la popolarità del veicolo che ha furoreggiato negli anni della Dolce Vita.

A conferma di ciò, nel 2013, è stata realizzata una nuova gamma chiamata Calessino 200, con propulsore Piaggio 200 cc alimentato a benzina, 4 tempi, 4 marce più retro, due posti più il guidatore. L’estetica è piacevolmente retrò con diversi richiami al passato a cominciare dalla forma tonda del copriruota anteriore si ai montanti della capote in acciaio, al tappo della benzina a vista e ai fanali posteriore.

L’Ape Calessino 200 è l’omaggio alla storia di un veicolo unico. La capote apribile, il robusto motore monocilindrico a quattro tempi e le dimensioni ridotte, rendono il veicolo ottimo per destreggiarsi in qualsiasi situazione. Il mito che ritorna, il protagonista di un’epoca.

Foto
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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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