Ara Gϋler, le foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul

Ara Gϋler, le Foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul
Ara Gϋler, le Foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul

Sino al 3 maggio 2020 al Museo di Roma in Trastevere, la mostra dedicata ai migliori scatti in bianco e nero di Ara Gϋler. Una mostra che raccoglie tra le fotografie più belle del maestro turco. Fotografie capaci di narrare la città turca e i suoi ospiti più illustri, come la nostra Sophia Loren

A Roma dal 30 gennaio al 3 maggio 2020, la mostra con la selezione di alcuni tra i migliori scatti in bianco e nero di Ara Gϋler. Nominato uno dei sette fotografi migliori al mondo dal British Journal of Photography Yearbook e insignito del prestigioso titolo di “Master of Leica”, le foto del maestro turco potranno essere ammirate anche a Roma.

Ara Gϋler, le Foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul

La tappa del tour arriva infatti al Museo di Roma in Trastevere dopo le esposizioni alla Galleria Saatchi a Londra, alla Galleria Polka a Parigi, al Tempio di Tofukuji a Kyoto, nell’ambito del vertice del G-20, e alla Alexander Hamilton Custom House a New York in concomitanza con l’Assemblea Generale dell’ONU, prima di continuare il suo percorso a Mogadiscio.

Ara Gϋler, di origine armena, attraverso le sue foto si è rivelato osservatore lucido nonché testimone della storia e della società turca. Una storia ricca e controversa, per certi aspetti difficile da raccontare, ma colta nel suo aspetto più autentico dalle foto del maestro turco. Il fotografo ha lasciato in eredità un patrimonio incredibile: un archivio di oltre 2 milioni di foto. Alcune delle quali sarà possibile ammirare proprio nella tappa romana del tour.

Ara Gϋler il fotografo

Ara Gϋler nasce a Istanbul nel 1928. Sin da subito viene influenzato da un ambiente artistico vivace che respira anche dentro casa. Durante la sua infanzia però, è soprattutto del cinema che si innamora, arrivando così ad intraprendere un percorso di formazione per il teatro con l’aspirazione a diventare regista e drammaturgo. Dopo il liceo si iscrive alla facoltà di Economia lasciandola poco dopo per gli studi di fotogiornalismo. È nel 1950 che inizia la sua carriera giornalistica presso il giornale Yeni Istanbul (La Nuova Istanbul).

 

Ara Gϋler, le Foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul

 

Diventa corrispondente per il Vicino Oriente prima per Time Life nel 1956, e poi per Paris Match e Stern nel 1958. È nello stesso periodo che l’agenzia Magnum Photos comincia a distribuire le sue fotografie a livello internazionale. Rendendolo famoso e conosciuto in tutto il mondo e portandolo poi ai vari premi e riconoscimenti. Viene nominato tra i sette fotografi migliori del mondo dal British Journal of Photography Yearbook. L’anno dopo nel 1962 ottiene il prestigioso titolo di “Master of Leica” in Germania.

Nel 2009 viene onorato con “La Médaille de la Ville de Paris” dal Municipio di Parigi. Tanti i premi che riceverà fino al 2011. Premi alla carriera che è andata a culminare con il conferimento della laurea ad honorem da parte dell’Università Tecnica di Yıldız nel 2004, dall’Università delle Belle Arti “Mimar Sinan” nel 2013, e dall’Università di Boğaziçi nel 2014. Ara Gϋler si spegne nel 2018.

La mostra di Ara Gϋler a Roma

La mostra sarà composta da una prima sezione di 37 immagini in tutto, dedicate a personaggi importanti del mondo dell’arte, della letteratura, della scienza e della politica. Tra questi: Federico Fellini, Sophia Loren, Bernardo Bertolucci, Antonio Tabucchi, ma anche Papa Paolo VI e Winston Churchill.

Ara Gϋler, le Foto in Bianco e Nero che raccontano Istanbul

 

L’altra parte della mostra sarà invece dedicata principalmente alle fotografie di Istanbul, scattate da Ara Gϋler a partire dagli anni ’50, periodo fondamentale per la sua carriera in quanto venne reclutato da Henri Cartier-Bresson per l’Agenzia Magnum e divenne corrispondente per il Vicino Oriente, per Time Life e poi per Paris Match e Stern. Le 45 foto in bianco e nero di questa sezione della mostra, costituiscono una preziosissima testimonianza di un’umanità ormai cancellata dalla memoria.

Ara Gϋler, di origine armena, attraverso le sue foto ci riporta infatti ad una pagina di storia troppo spesso dimenticata dai più. Il genocidio degli armeni viene considerato il primo vero e proprio sterminio programmato di un popolo. Il primo esempio in epoca moderna di sistematica repressione di una minoranza etnico-religiosa. Una minoranza che tuttavia nelle sue foto traspare e sopravvive.

Il genocidio dimenticato

Genocidio di 1,2 milioni e mezzo di armeni eliminati dall’aprile del 1915. Massacrati in campi di lavoro o lasciati a morire di fame, sete o malattie nel deserto siriano. Una pagina di storia drammatica, ancora oggi troppo poco conosciuta e che troppo poco spesso si ricorda. Ma è anche questo uno dei potentissimi poteri dell’arte. E in questo caso della fotografia. Riportare a galla qualcosa che sembrava andato perduto per sempre, rendendola invece indelebile, e donandole nuova voce.

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e presentata dalla Presidenza della Repubblica di Turchia in collaborazione con il Museo Ara Güler e l’Archivio e Centro di Ricerca Ara Güler. Sponsor principali dell’iniziativa sono Halkbank e Ziraat Bank. Media sponsor i quotidiani Sabah e Daily Sabah e la compagnia aerea ufficiale la Turkish Airlines. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura.

L’ingresso sarà gratuito per i possessori della MIC Card.

Angela Pes

Angela Pes

Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico e studentessa di Filosofia all’Università degli studi di Cagliari. Amante della lettura, della scrittura, del cinema e di qualsiasi forma d’arte.

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Diplomata al liceo socio-psico-pedagogico e studentessa di Filosofia all’Università degli studi di Cagliari. Amante della lettura, della scrittura, del cinema e di qualsiasi forma d’arte.

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