Audiolibri, la lettura ascoltata

Audiolibri, che passione. E che viaggi, con la mente e la fantasia. No, vabbé, chiamatemi folle o come meglio credete. C’è gente che quando prova conati di angoscia, si abbarbica sui rovi della malinconia, si butta giù. Oppure per non pensare se la beve, se la fuma, si incoccia sul pornoweb, per non dire di peggio. Che ti faccio io? Mi sparo un audiolibro, mi inietto nelle vene una voce teatrale che mi inebria, una storia struggente e via, l’angoscia si ritrae, come un demone scornato.

Sempre più convinto. Talmente attratto dagli audiolibri che mi sono guadagnato sul campo le medaglie di Principiante, Esoploratore e Pro. Tra poco sarò Maestro. Al Dotto, medaglia della consacrazione, non ce ne sarà più per nessuno. Audiolibri, insomma, una piacevole scoperta. Dalla prova gratuita effettuata su Audible passare allo sborso di 9 euro al mese per fare incetta di titoli, è un attimo. Soprattutto perché di titoli ce ne sono.

Mentre su altre applicazioni simili, predomina, per dirla con 24 maggio”, lo straniero, e insomma la faccenda si fa complessa ad ascoltare in inglese, tedesco, spagnolo. Ormai tra me e gli audiolibri, c’è un feeling che nemmeno il primo bacio. L’audiolibro è una traccia metafisica. Mentre cammini, in automobile, sul tapis roulant, in tutti quei momenti che dici alla Calindri “fermate il mondo voglio scendere”, stacchi e ti immergi in una bella voce narrante.

Se l’ebook in Italia ha fatto praticamente la fine di Renzi, per i classicisti sovversivi l’audiolibro è si una scoperta ma anche qualcosa che sembra venire da molto lontano. Intanto quando mi cuffietto e mi concentro sull’ascolto, mi sento come un inglese davanti ai bollettini di Radio Londra. Massima attenzione, fottiti malinconia. C’è altro a cui pensare. Sono passato svolazzando da Pinocchio a La Storia di Elsa Morante. Narrato da Iaia Forte, sono soddisfazioni.

Audiolibri, la lettura ascoltata

Nasce il piccolo Giuseppe Felice Angiolino, figlio del soldato tedesco che usa violenza alla dolcissima Iduzza. Ecco, quando si dice struggente, struggimento, intenso, tormentoso, dolce, ecco tutto questo è La Storia del piccolo Giuseppe. Ascoltato in “apnea”, è malinconia che si trasforma nel cuore pulsante della vita, nel corpo che viene alla luce, nell’anima che risplende perché viene dalla luce. Un conato di nostalgia e via. Il ricordo, una voce, un attimo ben speso compensa ogni urto, lenisce il percorso, un antidoto dove anche la speranza prende le ali, così, solo perché c’è qualcosa che ti fa stare bene. Per non dire di Cuore di Tenebra narrato da Francesco de Gregori. Strepitoso. Di titoli ce ne sono, bellissime anche le inchieste, i saggi storici, i libri più letti e tanto altro ancora.

Anche un audiolibro può condurti ad attimi di pura intensità. Dove i sogni si fanno passato, i morti dialogano, Elsa Morante mi pare di vederla scrivere, le memorie, di gioventù e di eternità, si fanno militanza, lotta, passione, amore, desiderio, studio, lavoro, riconoscimento. Dove accoglienza significa prima di tutto essere lì, dove tu sei stato e sei ancora per ciò che vedi del tuo vissuto. E sei anche capace di ascoltarlo senza più litigarci. Come un audiolibro, si, proprio come un audiolibro.

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