Belle e possibili, l’immagine femminile in una mostra fotografica

L’immagine femminile intorno agli anni Sessanta e dintorni. Una mostra a cura di Roberto Mutti – & IMMAGINA: il femminile oggi, a cura di Federicapaola Capecchi

Spazio Tadini Casa Museo per la stagione 2018/2019, in contemporanea alla mostra fotografica antologica di Giuliana Traverso, propone Belle e possibili, una mostra incentrata sull’immagine femminile. La mostra è costituita da una parte storica e storicizzata – grazie alla Fondazione 3M – con fotografie dell’archivio Ferrania, a cura di Roberto Mutti, e da una parte attuale, a cura di Federicapaola Capecchi, che va ad indagare quali siano la visione e le forme dell’immagine femminile odierna.

Belle e possibili, l'immagine femminile in una mostra fotografica

Fino al 15 di ottobre, sarà possibile visitare Belle e possibili, una raccolta di ritratti in bianconero realizzati fra la fine degli anni Cinquanta e Sessanta. “L’archivio della rivista “Ferrania” è un tesoretto da cui si possono costantemente ricavare fotografie di sorprendente bellezza che sono anche documenti storici ricchi di spunti e di suggestioni antropologiche  – scrive Roberto Mutti – La rivista è stata un punto di riferimento importante per tutti gli appassionati di fotografia che in quelle pagine, così ben stampate e mirabilmente impaginate da Luigi Veronesi, trovavano il gusto per la bella immagine. Per questa ragione moltissimi fotografi non professionisti ma dotati di grandi capacità inviavano le loro opere, le migliori delle quali venivano pubblicate e conseguentemente conservate negli archivi della rivista oggi passati a quelli della Fondazione 3M”.

Un percorso espositivo, dunque, che attraverso tutta la bellezza del ritratto femminile si trasforma in una sintesi della degli anni Sessanta quando, dimenticato il Dopoguerra, l’Italia intraprendeva un periodo di inaspettato benessere, quel boom economico, non alieno da qualche ombra, che pur tocca, ancora oggi, le corde della nostalgia. In mostra volti, posture, sguardi, abiti che svelano speranze e aspettative di un’intera, nuova generazione. Questa la parte “storica” della rassegna con stampe vintage prints originali dell’epoca e fotografi come Gustavo Millozzi, Giovanni Massara, Tino Carretto, Pino Dal Gal Monica, Ezio Marsili, Giovanni Tosi, Osvaldo Savoini, Walter Campara, Renzo Pavanello, Silvio Vanni, Pinotto Marogna, Enzo Passaretti, Nino Galzighan, Alessandro Brembilla, Roberto Spampinato, Giorgio Giacobbi, Enrico Luigi Bacci, Renato Fioravanti, Carlo Amorati, Mario Bonzuan, Michele Ghigo, Antonio Masotti, Paolo A. Pellegrineschi, Alberto Venturini Giorgiia, Luigi Micheli, Giuseppe Alario, Luigi Arrigoni, Stanislao Farri, Luigi Spina, Franz Benedikter, Ugo Nespolo.

Belle e possibili, l'immagine femminile in una mostra fotografica

La parte attuale, Immagina: il femminile oggi, a cura di Federicapaola Capecchi, si muove anch’essa tra speranze e aspettative, forse scomparse o inibite o negate, o solo molto diverse da quelle degli anni Sessanta, una stagione irripetibile, e non solo in Italia. La selezione di fotografie e di autori vuole indagare i concetti di identità e relazione, i canoni di bellezza dettati dalle mode che si riflettono sull’immagine femminile, il cambiamento della concezione della donna, il mutamento del rapporto uomo-donna, l’ambiguità dei generi, la mancanza, spesso, di nuovi immaginari.

In questa sezione dedicata all’immagine femminile oggi, Monica Silva, fotografa di fama internazionale, stimata ed esperta ritrattista, nonché versatile artista, espone quattro suoi ritratti di donne famose: Tilda Swington, Noemi, Fiona May, Shannyn Sossamon. Gli altri autori – Zoe Vincenti, Francesco Faraci, Virginia Bettoja, Marco Tagliarino, Marco De Iasi, Claudio Argentiero – conducono in visioni molto differenti del corpo e dell’immagine femminile.

Belle e possibili, l'immagine femminile in una mostra fotografica

Zoe Vincenti espone Burlesque Vooudoo e Feminine Anatomy: il primo, un viaggio nel mondo del Burlesque dove, insieme ai personaggi, al corpo come strumento espressivo e di uguaglianza, si introduce anche un nuovo modo di pensare al femminile e di vivere la femminilità, che prescinde dal sesso biologico; il secondo è la storia di un padre con una figlia che sta diventando un adolescente. Una storia su un corpo che sta cambiando e l’incapacità di trovare le parole giuste per preparare la figlia, al fine di dirle la donna che sta per diventare.

Francesco Faraci e Marco Tagliarino offrono una visione del femminile quotidiana, reportagistica, legata al giorno e al luogo, spesso a storie di normalità; un racconto moderno di eventi del quotidiano familiare, lavorativo e cittadino. Virginia Bettoja gioca con l’autoritratto: la forza dell’obiettivo fotografico non rivolta a ciò che ha intorno, ma puntato verso di sé.
Da una parte il desiderio ciò che siamo e che potremmo diventare, , che fa parte della tradizione dell’autoritratto, dall’altro Virginia Bettoja gioca con la consapevolezza della propria immagine digitale, lavora su sé stessa per imparare a non eccedere, a fornire un’immagine il più sincera possibile. Con una grammatica del sé da approfondire e da raffinare.

Belle e possibili, l'immagine femminile in una mostra fotografica

Marco De Iasi, nato come fotografo di moda ma negli ultimi tempi dedito alla ricerca personale ed al ritratto, espone lavori differenti accomunati dall’indagare il concetto di vanità attraverso il volto e il corpo femminile. Claudio Argentiero pone l’accento su un nuovo immaginario femminile, dove il sesso biologico non ha importanza, mentre lo ha una concezione e una sensazione di fascinazione e femminilità.

SPAZIO TADINI CASA MUSEO
BELLE E POSSIBILI
A cura di Roberto Mutti
IMMAGINA: il femminile oggi
A cura di Federicapaola Capecchi

Dal mercoledì al sabato dalle 15:30 alle 19:30 – domenica dalle 15:00 alle 18:30
Posibili visite guidate e su appuntamento
Ingresso € 5

Via Niccolò Jommelli 24
20131 Milano
Tel +39 26 11 04 81
www.spaziotadini.com

Spazio Tadini è anche Sede di PHOTOMILANO Club Fotografico Milanese, fondato e diretto da Francesco Tadini, www.photomilano.org.

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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