Bolsena e l’Alta Tuscia, “on the road” nel territorio degli Etruschi

Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi
Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi

Bolsena, una passeggiata ideale per chi vuole lasciarsi alle spalle, per un giorno, ben distanziati, in motocicletta. In Alta Tuscia, non sono poche le bellezze della nostra Italia da ammirare nel territorio degli Etruschi.

Bolsena, la città del lago e del “miracolo eucaristico”, un rilassante borgo dove passeggiare diventa un “toccasana” per l’animo. Di questi tempi, dove l’argomento dominante è solo uno, bisogna passare al contrattacco. Ossia, prudenza, distanziamento e mascherine ma tenendo televisioni e notizie monotematiche di tanto in tanto, lontane dalle nostre orecchie. “Ignoranza consapevole” come palingenesi di salvezza e fare altro.

Pensare alle cose belle e distanziarsi all’aria aperta. Chi può, prima che il “disordine organizzato” della politica chiuda in caso di necessità anche i “gialli”, girarsela per la propria regione e cogliere l’occasione per ammirare la nostra Italia, è insomma una necessità prima che un piacere.

Per Bolsena, partiamo in tre motociclisti, amici e appassionati di strade e di Bmw. Appuntamento sulla Cassia Veientana, strada che ho “calcato” per quasi 15 anni avendo lavorato in una casa editrice dove il lavoro era reso particolarmente “attraente” dai percorsi giornalieri, a qualsiasi temperatura, sulla mia motocicletta.

La strada consolare Cassia è ideale per noi motociclisti. Curve, natura, borghi, campagna e paesaggi da accarezzare gli occhi non mancano. La solita sosta avviene al consueto bar dove sul bancone troneggia un cartello, frutto di rabbiosa saggezza popolare che mi colpisce: “O morimo de Covid, o morimo de fame, mortacci vostra”. Empatia con il titolare, usciamo scuotendo la testa, riflettendo su come sarà il futuro di questo paese.

Ma, che dobbiamo fare? Avere fiducia è la nostra unica possibilità. Senza negare la durezza del momento, a questo servono anche queste passeggiate.

Per arrivare a Bolsena si può decidere di fare la Strada dei Monti Cimini, molto bella che costeggia il lago di Vico e arriva a Viterbo. Oppure optare per il percorso che attraversa, appunto con la Cassia, Sutri, Ronciglione, Vetralla, Montefiascone, tra i borghi più noti. Noi scegliamo questa.

Bolsena, “un giorno di grazia”. L’itinerario parte dal lago

L’arrivo a Bolsena è di quelli di un “giorno di grazia”. “L’estate di San Martino” sfavilla al suo “Zenit”. Sembra un giorno di quelli lontani dalla pandemia e da questa Italia sofferente. Parcheggiate  le nostre “Valchirie”, camminiamo per Bolsena. Prima tappa di rigore: il lago.

Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi

Il lago di Bolsena è il quinto per dimensioni in Italia, il più grande in Europa di origine vulcanica. Si trova all’interno del complesso vulcanico Vulsinio, circondato appunto dai Monti Volsini. Nel lago di Bolsena troviamo la bellezza di due isolette.

Isola Bisentina

L’isola Bisentina è la maggiore del lago per superficie (17 km²) e appartiene al territorio comunale di Capodimonte dal quale dista circa 3 Km. Mutua il suo nome dall’antica città etrusco-romana di Bisenzio che era situata davanti all’isola nella costa sud-occidentale del lago e conserva importanti testimonianze storiche e artistiche. Era meta estiva dei papi e apparteneva alla famiglia Farnese.

Isola Martana

Situata di fronte alla deliziosa cittadina di Marta, da cui prende il nome e al quale appartiene territorialmente, l’Isola Martana ha una superficie di circa 10,3 km². La leggenda raccomnta che avrebbe custodito le spoglie di santa Cristina, perché non cadessero preda dei barbari.

L’Isola Martana è anche protagonista per la tragica vicenda storica di Amalasunta, regina dei Goti, che prese il potere alla morte di Teodorico: dopo essere stata portata con l’inganno sull’isola, vi fu trucidata dal cugino Teodato il 30 aprile del 535. Nella parte orientale dell’isola è stata posta una targa in sua memoria.

L’isola, disabitata, fu un tempo sede di un convento degli Agostiniani. Attualmente è proprietà privata e quindi non ne è possibile la visita. È comunque possibile circumnavigarla con un battello che parte dal porto di Capodimonte e dal porto di Bolsena.

Camminando per il paese

Dopo un giro veloce per il lungolago, sempre piacevole e ottimale per respirare il “profumo dell’acqua”, ci avviamo a passeggio per Bolsena, chiamata anche la “città del miracolo eucaristico”, come accennato. Infatti, il miracolo eucaristico di Bolsena sarebbe avvenuto nel 1263 nell’omonima cittadina: mentre un sacerdote stava celebrando la messa, al momento della consacrazione l’ostia avrebbe sanguinato.

Da qui, la solennità del Corpus Domini estesa a tutta la chiesa che forse, però lo dico senza polemica, tiene poco a tante tradizioni che hanno costituito il “telaio” di questa Italia fatta di riti e “multiculturalismo identitario e indigeno”. Prima che arrivasse il “cosmopolitismo di comodo e di facciata”.

Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi

Caratterizzata da roccia tufacea e peperino, Bolsena ha un graziosissimo centro storico d’aspetto medievale e rinascimentale, caratterizzato da negozi, botteghe e ristoranti che ci auguriamo possano andare oltre la tempesta quanto prima. Come tutta la nostra Italia.

Particolarmente affascinante è la zona intorno al castello con le scure casette in pietra locale che danno perfettamente l’idea di un antico villaggio su cui incombe da vicino la mole imponente del maniero.

Il castello ovvero la Rocca Monaldeschi

Bolsena è infatti dominata dalla massiccia Rocca Monaldeschi, uno dei suoi monumenti più rappresentativi. Sulle sue torri sventola, spavaldo, lo stendardo comunale a bande giallo-rosse. A pianta quadrata e guarnito di quattro torri, il castello viene eretto dagli Orvietani tra il XIII e il XIV secolo.

Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi

Oggi è la sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena. Qui vengono custoditi reperti villanoviani, etruschi, romani. Inoltre, tramite pannelli didattici e ricostruzioni virtuali, è descritta la storia geologica e antropica del bacino lacuale. Sul breve camminamento di ronda delle torri si può godere un magnifico panorama sia sul lago che sulle sue isole. Ovviamente per le visite, ci si organizza secondo le regole di restrizione causate dal periodo.

La Collegiata di Santa Cristina

Altro monumento importante da vedere a Bolsena è la Collegiata di Santa Cristina. Si trova nella parte più bassa del paese . Eretta nell’XI secolo, in stile romanico, ha interni austeri a tre navate con colonne in parte di derivazione romana e numerose opere d’arte e bellissimi affreschi.

Deve il suo nome a questa storia. Si narra che nel 292 Cristina, la giovane figlia di un prefetto romano convertitasi al cristianesimo contro il volere del padre fu, per ordine dello stesso, prima barbaramente torturata e quindi gettata nelle acque del lago con un masso legato al collo. Il sasso, tuttavia, miracolosamente, non andò a fondo bensì galleggiò, facendo salva così la fanciulla e indicandone a tutti gli scettici astanti la santità.

Prima Acquapendente e poi di ritorno a Roma

Dopo esserci “deliziati” tra vicoli, arte, paesaggi, panorami e di un sole quasi estivo, facciamo rotta su Acquapendente, al confine con la Toscana, altro borgo di grande interesse. Chiamata anche la Gerusalemme Verde, ve la racconterò in un prossimo post.

Giusto il tempo di gustare un pranzo “al sacco” in perfetto stile motociclistico e militare sotto ai portici del Municipio e ci dirigiamo verso Roma, fa buio presto e la strada merita tutta l’attenzione possibile. facciamo un “pit-stop” a Vetralla, cittadina poco distante da Viterbo, e veniamo colpiti dalla presenza di cartelli vendesi e affittasi ovunque, una purtroppo tragica consuetudine di molti borghi e paesi della nostra Italia.

Per fortuna, la sosta in un bar elegante e caratterizzato dalla gentilezza della proprietaria, oltre a un caffé e a una buona tisana, ci ristora in maniera più concreta rispetto a certi fantomatici ristori tanto in voga nel “bla bla bla” attuale, specchio, appunto, del già citato “disordine organizzato”.

Bolsena e l’Alta Tuscia, “on the road” nel territorio degli Etruschi

Foto di rito col sole che tramonta in autogrill e saluti con i miei amici, certi del prossimo incontro. Il giorno se ne sta andando. Guardo le nostre moto e guardo il sole. Si è vero, “Life all comes down to a few moments. This is one of them”.

Bolsena e l'Alta Tuscia, "on the road" nel territorio degli Etruschi

INFO: Visit Bolsena

SCHEDA INDICATIVA

Roma, Bolsena, Acquapendente, Roma

Chilometri percorsi: circa 350.

Da vedere nei dintorni: Viterbo, Acquapendente, Marta, Castel Viscardo, Torre Alfina, Pitigliano.

Leggi anche

Foto: © Scrittore In Viaggio

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Altri articoli

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Seguici su Facebook