Camminare è per sovversivi e sognatori

Giornata del camminare per il prossimo 14 ottobre, manifestazione nazionale organizzata da FederTrek. La rivoluzione non si ferma, è in cammino

“Non c’è nulla di più sovversivo, di più alternativo al modo di pensare oggi dominante. Camminare è una modalità del pensiero. È un pensiero pratico. È un triplo movimento: non farci mettere fretta; accogliere il mondo; non dimenticarci di noi, strada facendo”. Lo scrive Adriano Labbucci nel suo volume dal titolo emblematici Camminare, una rivoluzione (Saggine, pp. 174, euro 15) per sottolineare l’atto del camminare come militanza e aspirazione alla libertà.

Camminare, dunque come buona pratica, come una sana abitudine che ha tutte le potenzialità per imprimere un corso nuovo allo stile di vita quotidiano, facendo bene all’ambiente. Per questo motivo, il 14 ottobre 2018, i camminatori di tutta Italia si incontrano da Nord a Sud per sperimentare percorsi ed esperienze a piedi e proporsi come la rivoluzione della mobilità sostenibile. È, infatti, la VII Giornata Nazionale del Camminare.

La Giornata del Camminare è una manifestazione nazionale promossa da FederTrek che promuove la diffusione della cultura del camminare attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, del mondo dell’associazionismo e delle amministrazioni locali. La manifestazione, che si svolge ogni anno solitamente durante la seconda domenica di Ottobre, prevede l’organizzazione di centinaia di iniziative in tutta Italia che portano migliaia di persone a camminare per le strade di piccole e grandi città come Roma, Genova, Firenze, Milano e Torino, e per le vie dei nostri splendidi borghi. Durante questa giornata i pedoni tornano a essere protagonisti dell’ambiente urbano, riconquistando gli spazi e la bellezza che il traffico automobilistico ci ha rubato, dimostrando che un altro modo di spostarsi e di vivere i città e paesi è possibile.

Camminare è per sovversivi e sognatori

Cammini e pensi, insomma, mentre accogli il mondo e ne fai catarsi. Non a caso i romani, che hanno lastricato strade con legionari che camminavano per 45 chilometri al giorno, amavano ripetere “solvitur ambulando”, camminando si risolve. E sempre Labbucci scrive nel suo volume: “Muovendo i nostri piedi, cose e avvenimenti si mettono in movimento, generando “un magico accordo”. Oggi invece siamo ridotti dal Grande Leviatano della tecnotirannia a fare idolatria della velocità e del consumo, le madri di tutti i mercati. Tutti corrono. Come dice il bibliotecario Brooks uscendo dal penitenziario del film Le Ali della Libertà, “sembra che il mondo abbia una gran fretta”.

Di andare dove poi? La risposta sarebbe fin troppo scontata e poco elegante però è vero non si è più viaggiatori ma siluri  scagliati da un continente all’altro, che spesso non hanno il tempo di elaborare dentro di noi ciò che si vede. Iperboli del turismo, bulimici compulsivi del movimento a tagadà. Ecco, “camminare è un atto di insubordinazione a questa ideologia, a questa tirannia”, sempre Labbucci a dirlo, che nel suo libro riporta le riflessioni sull’estasi generata dai passi lenti di numerosi scrittori e filosofi, da Robert Walser a Hannah Arendt, da Hesse a Thoreau, da Rimbaud a Banjamin, da Barthes sino a Chatwin, teorico dell’aternativa nomade ma insofferente al gioco di squadra perché non trovava “niente di più irritante del percorrere lunghi tragitti insieme a qualcuno che non riesce a tenere il passo”. O ancora Da Aristotele e la sua “filosofia peripatetica” a Kierkegaard che dichiarava di non conoscere “pensiero così gravoso da non poter essere lasciato alle spalle con una camminata”. Come prendere il té. A piccoli sorsi, distillando vita.

L’evento organizzato da FederTrek con la collaborazione di tante associazioni ed istituzioni, è una buona occasione per diffondere la consapevolezza “sovversiva” del camminare. Non solo perché fa bene ma perché porta a ridurre l’inquinamento in città, a tornare viaggiatori attraverso i territori, riscoprendo anche la gioia del racconto e della dimensione mitica e ancestrale della condivisione di attimi profondi al tramonto, davanti al fuoco o semplicemente accompagnati dal silenzio dei propri passi.

Camminatori di tutto il mondo, unitevi e fate la rivoluzione. A piccoli passi.

 

2 comments

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  • Bell’articolo caro Daniele, ritrovo tutte le sensazioni del camminare.. in particolare questa dei romani che hai citato: “solvitur ambulando, camminando si risolve”.
    Non esiste un groviglio di pensieri che una passeggiata non riesca a sbrogliare 😁
    Mi piace chiamare questo fenomeno come il “miracolo” di ogni cammino😍

    • Grazie Veronica carissima. Davvero, come ricordava anche Nietzsche, i pensieri migliori vengono in movimento. E come dici in maniera esemplare, in ogni cammino è davvero oresente ogni volta un miracolo. Un abbraccio e buona settimana di buoni e decisivi passi 🙂 🙂

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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