Capo Nord, a 21 anni viaggio in moto sulla vetta d’Europa

Capo Nord, a 21 anni viaggio in moto sulla vetta d'Europa
Capo Nord, a 21 anni viaggio in moto sulla vetta d'Europa

Capo Nord, in viaggio da solo, per larga parte del tragitto, non totalmente in solitaria, va detto per precisione dell’informazione, fino ad arrivare sulla vetta d’Europa. Questa è la storia di Alberto Boschi, geometra, un ragazzo semplice con tre passioni: lo sci, i viaggi e soprattutto la moto

Capo Nord, anzi Nordkapp. Non c’è motociclista che si rispetti, un autentico biker che non abbia questa destinazione come quel sogno di trasformare in realtà una volta nella vita. In pratica, come si diceva un tempo, che per essere un vero romano dovevi aver varcato il portone di Regina Coeli, in pratica passare per il famoso carcere, per essere un vero motociclista devi farti, prima o poi, una foto sotto al mitico cartello con la scritta Nordkapp. Un sigillo, un attestato che finalmente significa laurea in motociclismo autentico e non della passeggiatina con scarpette e giubbottino lindo e pinto.

Se poi a “laurearti in motociclismo”, “duro e puro” hai 21 anni, sei davvero uno studente prodigio. Questa è la storia di Alberto Boschi, geometra, un ragazzo semplice con tre passioni: lo sci, i viaggi e soprattuto la moto.

Capo Nord, a 21 anni viaggio in moto sulla vetta d'Europa

Andare in motocicletta, cosa significa per Alberto? “La posso definire quasi come una droga tanto che ne ho gia possedute 4 e adesso ho una BMW S1000XR da 165 cavalli. Sono uno di quelli che la moto la usa 12 mesi all’anno 365 giorni su 365, con neve, pioggia, sole, vento e grandine. Non importa il tempo o la compagnia se scelgo di andare vado e basta, spesso mi piace fare delle lunghe giornate in sella anche da 1000 km al giorno non per arrivare ma per viaggiare come dicono “la meta è solo una banale scusa”.

In questa intervista, Alberto Boschi in questa intervista racconta a Scrittore in viaggio la sua avventura in “quasi” solitaria per arrivare sino a Capo Nord.

Alberto, quando hai deciso di partire per Capo Nord?

Prima di avere la moto cioè prima dei 14 anni sognavo ad occhi aperti di poter viaggiare oltre l’Italia, e poter arrivare lontano molto lontano. Un giorno in rete ho visto un docufilm di una coppia di amici che erano arrivati a Capo Nord. Cerco immediamente su internet e dico “no… è veramente il punto più a Nord d’Europa” allora vado in cucina da mia mamma e le dico “appena sarò maggiorenne ed avrò una moto potente, io, andrò a Capo Nord” e da li era il mio pensiero fisso ogni volta che salivo in moto, tanto che l’anno scorso, con qualche sforzo e sacrificio sono riuscito a partire per vedere con i miei occhi quelle meraviglie che altri mi avevano descritto.

Raccontaci cosa significa per te “essere motociclista”

Per me l’essere motociclistica non è andare a tutto gas e ginocchio a terra rischiando la propria vita e quella degli altri. Io mi definisco un MOTOTURISTA ovvero colui che cavalca una moto e la guida per chilometri e chilometri sapendo che scoprirà continuamente panorami stupendi e conoscerà nuove persone, insomma, per me essere motociclista è viaggiare.

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Come ti sei organizzato per il viaggio e da dove sei partito?

Sempre con l’aiuto del vari blog e persone che c’erano già state, sono stato ore davanti al computer e alla fine ho trovato il percorso che soddisfava a pieno le mie aspettative partendo dal mio paese, Pallare un piccolo centro in provincia di Savona.

E come è andata, cosa devi fare per affrontare un viaggio del genere?

Per l’esattezza ho percorso 10789 km in 20 giorni. Il mio “mega viaggio” come l’ho soprannominato, l’ho vissuto con una BMW F800 GS del 2017 acquistata da me a km zero (con 68500 km all’attivo il giorno della partenza) che non ha avuto nessun problema se non una lampadina anabbagliante (bruciata a 30 km da Capo Nord) che però avevo portato con me.

Per affrontare un viaggio del genere bisogna avere chiaro in testa ciò che si vuole portate rapportandolo al posto disponibile sulla moto (nel mio caso: tris di borse rigide, borsa da serbatoio e borsa a sacco sulla sella posteriore), perché più peso porti più la moto consuma.

Se ti dovesse cadere avresti più peso da sollevare, e comunque anche la maneggevolezza ne risente parecchio. Una cosa importantissima del bagaglio sono gli attrezzi: io ho adibito il top case a questo riguardo visto che sarebbe stata la parte più pesante e che sarebbe dovuta servire di meno (come è infatti accaduto). Il mio top case conteneva: un set completo di chiavi inglesi, due camere d’aria (avevo i cerchi a raggi quindi non erano tubless), grasso per catena, una lampadina anabbagliante, un set di torx, un paio di pinze, un rocchetto di filo di ferro, del nastro telato americano, un mini compressore azionabile tramite presa usb e un avviatore/powerbank.

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Chi decide per un viaggio del genere, cosa deve tenere presente prima di tutto (soldi, resistenza fisica, abbigliamento, giorni di viaggio ecc)

Ognuno deve sapere pianificare il viaggio come meglio pensa di poterlo portare a termine, senza fare sforzi fisici eccessivi perché a 6mila chilometri da casa è difficile farsi venire a prendere da un amico e basta pochissimo per avere un colpo di sonno dovuta alla stanchezza dell’alta percorrenza chilometrica giornaliera pregressa. Io, percorrendo spesso anche in giornata più di 1000 km, non mi spaventava affatto la strada, ma ho scelto comunque di organizzare tappe da circa 600/700 km così da concedermi anche qualche giorno di relax.

Per quanto riguarda l’aspetto economico io “non ho badato a spese”, nel senso che il viaggio a Capo Nord è unico non capita spesso di andarci. Per questo ho deciso di soggiornare sempre in alberghi buoni, mangiare in locali tipici la sera (mentre a pranzo un semplice panino per non perdere tempo), di comprarmi gadget introvabili insomma togliermi parecchi sfizi, era così che volevo viverlo.

Il discorso abbigliamento forse è quello che mi ha dato più filo da torcere, sapevo che la biancheria intima l’avrei potuta benissimo lavare ogni tanto negli alberghi ho quindi acquistato un’asciugatrice portatile elettrica (trovata su internet per poche decine di euro) quindi avevo circa 5 cambi completi, e qualche capo per uscire per le varie città che visitavo, senza doverlo fare con il completo da moto, consapevole però che avrei potuto trovare temperature rigide non ho fatto a meno di portarmi anche i guanti invernali e l’intimo termico. Poi torno a dire che è un viaggio unico non abbiate fretta di arrivare e se non vi bastano i giorni di ferie rimandatelo perché altrimenti non ve lo godrete a pieno

Il viaggio, impressioni e strade percorse

Partendo dalla Liguria ho attraversato il Nord Italia, poi l’Austria e la Germania in autostrada in quanto le avessi già visitate, non vedevo l’ora di arrivare in Norvegia, ma prima la sosta doverosa era Copenaghen la capitale della Danimarca. Questa città è raggiungibile sia via mare che via terra con l’attraversamento di alcuni dei più imponenti e affascinati ponti dell’Europa (la scelta da me intrapresa), rappresenta una delle citta più belle che abbia mai visto.

Nonostante i prati verdi della Danimarca e i campi coltivati della Svezia del sud che mi regalavano dei panorami che sembravano dipinti, non vedevo l’ora di arrivare nella tanto desiderata Norvegia. Ecco, mi fermano in frontiera, mi chiedono i documenti e poi il militare con un sorriso mi dice “welcome to Norway” e li non vi nascondo che quasi mi commuovevo. Da lì a poco comincio la Atlantic Road nonché la strada più bella del mondo, un ponte dopo l’altro che collegano isole minuscole (peccato che quel giorno piovesse a dirotto), per continuare sulla E6 norvegese dei Fiordi che collega il sud del paese fino a Nordkapp.

Da Copenaghen mi sono quasi sempre in città o comunque in paesini comunque conosciuti e caratteristici tra cui:

Come detto in precedenza alcuni dei paesi avendoli già visti ho deciso di attraversarli in autostrada per non perdere tempo dopo essere partito
– Dingle (svezia)
– Bergen (norvegia)
– Trondheim
– Mo I Rana
– Å i Lofoten ( isole di carattere fiabesco raggiungibile con traghetto a modica cirfra)
– Narvik
– Alta (unico posto dove ho soggiornato due notti in modo da godermi nordkapp)
– Rovagnemi (Finlandia)
– Viitassari
– Helsinki
– Pärnu (Estonia)
– Riga (Lettonia)
– Klaipėda (Lituania)
– Varsavia (Polonia)
– Wroclaw
– Praga (Rep. Ceca)
– Karlovy Vary
– Brno
– Vienna (Austria)
– Salisburgo

Gli stati che hai attraversato?

In un viaggio come questo che possiamo definire intercontinentale visto che ho attraversato ben 12 STATI ( Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca). I paesaggi che si susseguono sono a dir poco fantastici a cominciare dai Fiordi norvegesi dove queste imponenti montagne sembrano tuffarsi nel mare con giochi di riflessi meravigliosi, i fiabeschi piccoli paesi norvegesi dove vivono soprattutto i pescatori, le pianure immense e piene di conifere della Finlandia e infine le meravigliose ex Repubbliche Baltiche che con il loro turismo a prezzo ridotto ti invogliano a non andartene più.

Il tuo rapporto con le persone che hai incontrato?

Lungo questo percorso ho incontrato gente meravigliosa soprattutto motociclsti provenienti da tutto il mondo ma con un obiettivo comune ; CAPO NORD. Persone sempre pronte a scambiare opinioni, pareri o anche semplici battute sulla nostra meravigliosa passione, che, anche se la lingua poteva sembrare differente alla fine si rivelava la stessa , quella del Motoviaggiatore.

Capo Nord, a 21 anni viaggio in moto sulla vetta d'Europa

Hai avuto uno sponsor, qualcuno che ti ha seguito durante il viaggio o hai fatto tutto da solo?

Un vero e proprio sponsor non l’ho avuto, ma sono stato seguito da PuntoMoto Pallare, un “signor” concessionario/officina a gestione famigliare che vanta un’esperienza oltre trentennale in questo campo. Sono loro che da sempre mi “seguono le mie moto” e questa volta me l’hanno preparato al meglio eseguendo: tagliando completo, gioco valvole, sostituzione candele, sostituzione cuscinetti ruote, sostituzione liquido refrigerante, sostituzione paraoli forcelle e sostituzione pneumatici.

È anche grazie a loro che la moto è andata bene senza alcun tipo di problema. Grazie alla mia esperienza pregressa di viaggi in moto (già prima di partire avevo percorso più di 100000 km) non è stato difficile trovare un nuovo completo tristrato 4season che mi soddisfasse in modo da non patire il freddo in Norvegia e il caldo in Germania, Qualsiasi curiosità che vuoi mettere in evidenza

Rifaresti questo viaggio? Quali consigli possiamo dare a chi volesse tentare questa impresa?

Questo viaggio per intero non lo rifarei, ma attenzione non perché non meriti, al contrario, ma perché come ho accennato in precedenza io viaggio per vedere posti nuovi e se posso non torno mai negli stessi, anche se in Norvegia ho lasciato una parte di cuore e quindi potrei fare un’eccezione e tornarci. Per tutti quelli che vogliono provare questo viaggio mi sento di dare un solo consiglio: quello di farlo solo se hanno dalla loro almeno 20 giorni altrimenti non partite neanche, o meglio optate per un itinerario più corto perchè non vedreste neanche la metà delle meraviglie presenti. Su viaggi così lunghi se non siete un gruppo numeroso vi consiglio di farvi il percorso e di prenotare solo le prime notti e le altre giorno per giorno tanto è una meta tanto conosciuta che una stanza per riposare la troverete sempre, un altro vantaggio di non avere prenotazioni è potersi fermare prima in caso di condizioni meteo avverse che non ti farebbero apprezzare al meglio la strada e i panorami.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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