Una carezza tra gli sfregi del buio

Una carezza tra gli sfregi del buio. Una poesia che ha la sua scaturigine nel cielo infuocato di fine anno in Toscana

Una carezza tra gli sfregi del buio. Il cielo davanti a Poggio Covili, splendido scorcio di Toscana dove tutto si fa lieve.
Ho scattato questa fotografia il 31 dicembre mentre “l’anno moriva assai dolcemente”.
Come avrebbe ricordato Andrea Sperelli, protagonista de Il Piacere di Gabriele D’Annunzio.
Sono gli attimi in cui anche i patimenti riescono a rintoccare più dolci.
Come le ore migliori.
Una carezza tra gli sfregi del buio.
Frammenti di un assordante silenzio dove la luce riesce a smuovere, forse, anche i cuori più ingrommati.
E ho abbinato questa poesia allo scatto.
Una carezza tra gli sfregi del buio.

Una carezza tra gli sfregi del buio
Una carezza tra gli sfregi del buio

 

 

Una carezza tra gli sfregi del buio.

Ho attrazioni metafisiche che dilagano.

In serrati silenzi che fanno patria di dolcezza.

Rintoccano i patimenti.

Però, quella luce, tagliente

quel dono,

che disnebbia,

è una carezza,

tra gli sfregi del buio.

E vivo allora, e bevo,

di una danza alata e misteriosa,

che mi reclama e mi fa guscio.

Per posare il capo,

ogni tanto.

 

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Daniele Del Moro

Scrivo da sempre, per fuga e per necessità. Scrivo per starmene da solo. Scrivo come cammino o vado in moto. Per rinascere ogni volta. Perché sono un "classicista" sovversivo.

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