C’era tanto colore

C’era tanto colore. Quando ho sognato del mare.

C’era tanto colore. Mentre dormivo, ne sentivo il profumo, il palpitarne, le onde.

Che mi arrivavano al petto. Ma non riuscivo a raggiungerlo.

Dovevo scavalcare ostacoli che parevano guglie, vetri aguzzi sulla strada del mondo.

C’era un tunnel, lastricato di schegge. Ma tanto colore. Non avevo paura.

Il vento donava leggerezza alla fatica che provavo durante il cammino.

C’era tanto colore. Non avevo paura, nonostante il tunnel. Sorridevo.

Vedevo un orizzonte, che, scolpito d’azzurro, era lì, a due passi da me.

Saltando assi di legno odoranti vernice rossa.

Un odore buono, come quando fuori piove e apri la finestra per odorare annusare l’erba bagnata.

A volte scavalcare un legno era facile, a volte più difficile. Ma non sentivo nulla.

Perché vedevo solo l’azzurro in lontananza e non mi importava nulla di qualsiasi gabbia o barriera.

So solo che ogni tanto mi fermavo. Ma non era per riposare. Era per deglutire.

Quell’aria di lontananza, che non sapeva di scacco. Volevo rimanere e non saperne più. Di nulla.

Anche se non sapevo, non conoscevo l’arrivo. Né dove, né quando. Ero lì. Mi bastava. Non altro.

Per farmi avvolgere dalle linee del mio spazio, toccandone il volume. Da quella solitudine priva di angoscia.

Non era un quadro di Hopper, non era l’alienazione generata dal troppo. Era l’Eden della consapevolezza.

Ero sospeso a metà tra il sonno e il mondo fluttuante ma senza temerne alcuna. Di caduta.

C’era tanto colore. Era pelle nuova, l’intercapedine di un lembo di vita. Che portavo con me.

Nel sogno. Assieme a quel colore, vibrante non solo quale vastità.

Arrivava qualcosa nel mio sogno che oggi ancora non so dire.

Ma cammino sempre e lo porto con me. Forse quel vento, forse l’azzurro.

Me lo ricordo quel colore, quel penetrante bagliore.

Quando mi trovo ad affrontare gli ostacoli.

Tutti i giorni.

Su lastricati di mondo.

 

Ho sognato del mare
Ho sognato del mare

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia e blogger, scrivo per legittima difesa.

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