C’era una volta Sergio Leone, una grande mostra a Roma

C’era una volta Sergio Leone, una grande mostra a Roma
C’era una volta Sergio Leone, una grande mostra a Roma

Sergio Leone, la grande mostra è organizzata all’Ara Pacis di Roma per i 90 anni dalla nascita e i 30 dalla scomparsa del regista. Un viaggio nella carriera del grande cineasta romano tra oggetti personali e di scena. Fino al 3 maggio 2020

Locandina della mostra

Sergio Leone, una mostra ne celebra il mito. Promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con la Cinémathèque Française e la Cineteca di Bologna, l’esposizione arriva in Italia dopo il successo di Parigi dello scorso anno.

La mostra C’era una volta Sergio Leone è suddivisa in diverse sezioni: Cittadino del cinema, Le fonti dell’immaginario, Laboratorio Leone, C’era una volta in America, Leningrado e all’ultimo progetto incompiuto, L’eredità Leone.

È un vero e proprio viaggio nell’universo del regista, grazie ai preziosi materiali d’archivio della famiglia Leone e di Unidis Jolly Film. È possibile entrare nello studio di Sergio Leone, vedere la sua scrivania, i suoi libri, il piano Petrof dove Ennio Morricone, suo amico di infanzia, faceva ascoltare le partiture delle colonne sonore per i suoi film, e ancora modellini, scenografie, sceneggiature, storyboard, bozzetti, costumi, oggetti di scena, centinaia di fotografie dal set e di famiglia.

Le fotografie del set sono di Angelo Novi, che ha seguito tutto il lavoro di Sergio Leone a partire da C’era una volta il West. Un mondo di immagini e suoni arricchiti dagli schermi, che ci riportano ai capolavori del cineasta.

Ricchissima poi la galleria di scene che hanno reso omaggio a Sergio Leone, dal Bond movie Skyfall a Le conseguenze dell’amore di Sorrentino, da Incontri ravvicinati del Terzo tipo di Spielberg a Mad Max, oltre la sfera del tuono di George Miller, a videogiochi come Red Dead Redemption. Senza dimenticare il suo impegno come produttore, per film come Il mio nome è nessuno o le prime regie di Carlo Verdone.

Il brutto il buono e il cattivo (1966)

Sergio Leone, dalle origini

La mostra prende avvio dalle origini del mito, con una curiosità: entrambi i genitori, attori del cinema muto, girarono nel 1913 il primo film western italiano “La vampira indiana”. Un segno del destino per Leone, che ha iniziato la gavetta con Vittorio De Sica (fece la comparsa in Ladri di Biciclette), Aldo Fabrizi, Steno per poi avvicinarsi ai registi americani che a Cinecittà giravano i peplum (filone cinematografico storico-mitologico) tanto di moda.

Nel suo intenso percorso artistico Sergio Leone riscrive letteralmente il western e trova il suo culmine nel progetto di una vita: C’era una volta in America. A seguire un altro film di proporzioni grandiose, dedicato alla battaglia di Leningrado, del quale rimangono, purtroppo, solo poche pagine scritte prima della sua scomparsa.

Le radici del cinema di Sergio Leone affondano, naturalmente, anche nell’amore per i classici del passato, in mostra i film dei giganti del western, da John Ford a Anthony Mann, film che rivelano un gusto per l’architettura e l’arte figurativa che ritroviamo nella costruzione delle scenografie e delle inquadrature, dai campi lunghi dei paesaggi metafisici suggeriti da De Chirico.

C’era una volta il West (1968)

Sergio Leone e il cinema

Per Sergio Leone la fiaba è il cinema. Il desiderio di raccontare i miti (il West, la Rivoluzione, l’America) utilizzando la memoria del cinema e la libertà della fiaba, entra però sempre in conflitto con la sua cultura di italiano che ha conosciuto la guerra e attraversato la stagione neorealista.

A partire da Per qualche dollaro in più Sergio Leone può permettersi di assecondare la sua fascinazione per il passato e la sua ossessione documentaria per il mito curando ogni minimo dettaglio. Perché una favola cinematografica, per funzionare, deve convincere gli spettatori che quello che vedono stia accadendo realmente.

Ancora oggi i suoi film sono “la Bibbia” su cui gli studenti di cinema di tutto il mondo imparano il linguaggio cinematografico, mentre molti dei registi contemporanei, da Martin Scorsese a Steven Spielberg, da Francis Ford Coppola a Quentin Tarantino, da George Lucas a John Woo, da Clint Eastwood ad Ang Lee continuano a riconoscere il loro debito nei confronti del suo cinema.

C’era una volta l’America (1984)

Sarà pubblicato dalle Edizioni Cineteca di Bologna il volume La rivoluzione Sergio Leone, a cura di Christopher Frayling e Gian Luca Farinelli.

Per informazioni: Museo dell’Ara Pacis  sino al 3 maggio 2020

Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura.

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Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura.