Chiarità che cerca quiete

La chiarezza non è mai saccente. Anzi più si fa chiarezza e più la luce si adombra. Sorridendo di tanta certezza, dei possessori di verità che artigliano dogmi ma che, come noi, cercano speranza.

Ed ognuno, in questa battaglia, mostra quello che è. Sempre. Di nuda essenza. Anche dando poliformi immagini. Talvolta la vita assume prismatiche sembianze ma poi parla e genera altra vita. Per fortuna. E magari ci si incontra, di nuovo o per la prima volta, su questa strada.

Alla ricerca di una possibile verità.

I dubbiosi, sempre sorridendo, i dogmatici, finalmente, cominciando a sorridere. Di se stessi e di quelle certezze vane che la vita ha dolcemente o dolorosamente preso a schiaffi.

E, forse, in una ascesi di sentimentalismi e parole, si intravede un bagliore, un barlume che scanna i molto indugi.

Un passo avanti nella definizione di questa possibilità che si chiama vita.

Per questo ho scritto la poesia che vi propongo.

 

Disteso su chiarità
che cerca quiete,
danzo solitario tra stelle mute.
Agogno essere essenza
di me, in fusione di te.
Una tigre sbadiglia
in prossimità degli altipiani.
Pervade la forma,
mentre spira,
un garbino umido,
che oltrepassa invisibili porte,
dentro scorza di mondo.
Sbriciolo fulmini,
per fare del vuoto
non smarrimento,
ma l’umile amico
per un cammino di luce lavata.
Vorrei possedere visioni, trionfanti.
A volte capita,
ma quante disfatte

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia e blogger, scrivo per legittima difesa.

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