Ciclabile del Piave, in bicicletta o a piedi sino all’Adriatico

Con la ciclabile del Piave sono ben 220 i chilometri che possiamo percorrere, attraversando la storia “patria”, termine così desueto, la natura, la cultura, le tradizioni, bellezze tutte “made in Italy”

Si parte delle sorgenti del Piave, in provincia di Belluno, e si arriva fino all’Adriatico, nei pressi di Jesolo in provincia di Venezia. Come? In bicicletta o anche a piedi, in un trekking capace di lasciarci, probabilmente, con groppo in gola. Quando dici Piave, dici “Fiume sacro alla Patria”. Punto. In barba a chi si appende alla parola sovranità come fosse una bestemmia.

Gli oltre 650 mila morti italiani della Prima guerra mondiale non furono certo un vezzo. Ma questa è un’altra storia. Veniamo al 2018. Per iniziativa dei Consorzi BIM (Bacino Imbrifero Montano Piave) di Belluno, Treviso e Venezia è nata la Ciclovia del Piave. La nuova ciclabile si inserisce tra i Cammini o Vie/Ciclovie d’Italia regala scenari “completi”. Maestosi, parliamo delle Dolomiti, e di grande tradizione culturale. Attraversa infatti tre città venete di grande fascino artistico e storico.

Ciclabile del Piave, in bicicletta o a piedi sino all'Adriatico

Ciclabile, un percorso di grande ricchezza

La Ciclovia del Piave, che si può percorrere anche a piedi, rappresenta un’esperienza di viaggio che ciascuno può decidere “al netto delle sue esigenza e della propria personalità”. Biodiversità alpina e lagunare del territorio sono straordinari, flora e fauna indescrivibili. Si parte dalle sorgenti di Sappada in provincia di Belluno e si arriva sino alla foce di Cortellazza vicino a Jesolo sul mar Adriatico, dopo aver attraversato il bacino idrografico del fiume nel territorio della provincia di Treviso.

Il “Fiume sacro alla Patria” è degno accompagnatore di camminatori e ciclisti che troveranno il modo, forse, guardandolo, di farsi qualche domanda anche sulla nostra storia e sui sacrifici dei tanti italiani che ci hanno preceduto. La montagna si unisce al mare e si attraversano due siti Patrimonio UNESCO, le Dolomiti e Venezia e la Laguna. Mentre il Piave scroscia tenendo compagnia ai pensieri di chi ancora guarda il tricolore non solo per noie calcistiche o, peggio mi sento, per retoriche fintamente nazionali  che appena dici popolo sovrano ti guardano manco fossi un nero in Alabama negli anni Cinquanta, insomma, a parte queste dispute linguistiche che nascondono ben altro, il percorso promette molto.

E può essere vissuto a tappe seguendo aree ad hoc, il Piave e la Grande Guerra, castelli, torri e abbazie, le chiese affrescate, i grandi capolavori del Piave, gli opifici storici, le ville, i paesaggi del Piave. Si può decidere di approfondire tutti i temi o di sceglierne uno solo, a seconda del tempo a disposizione e in base a ciò che più ci fa “palpitar”. L’ospitalità è curata dal Consorzio DMO (Destination Management Organization) Dolomiti della Provincia di Belluno e dal Consorzio di Promozione Turistica Marca Treviso, unito alla rete d’impresa Cycling in the Venice Garden.

Per informazioni su questa altra “grande bellezza” del nostro paese, potete far riferimento a Visit Piave che si propone “la missione” di far conoscere queste straordinarie possibilità a chi vuole vedere. E soprattutto, non dimenticare.

 

2 comments

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  • Caro Daniele non finirò mai di ringraziarti per tutte le belle notizie e argomenti di cui ci parli. Come non amare questo fiume , che si porta dietro una storia non indifferente che è sempre bene tenere a mente. Le sue acque ora di un verde cristallino si tinsero del rosso sangue di tanti e tanti giovani che morirono combattendo per la ” Patria” in cui credevano con tutto il loro cuore. E quanto commercio ha visto su di sé scorrere. Per me, di origine veneta, la canzone del Piave era da ragazzina intonata più volte con mio nonno e mio padre. La Prima Guerra Mondiale troppo spesso cade nel dimenticatoio. Quest’anno che ricorrono da allora cento anni, ho scritto, per ascoltare le voci di quei soldati, due post di cui ti lascio il link. Spero ti possa far piacere leggerli. Eccoli
    https://isabellascotti.wordpress.com/2018/08/02/lettera-di-un-so…-guerra-mondiale//

    https://isabellascotti.wordpress.com/2014/10/29/cento-anni-1914-…i-che-raccontano//

    Spero che il Signore mi conceda tempo assieme a mio marito e ai nostri cari amici con i quali abbiamo sempre fatto le ferie assieme, di poter passeggiare lungo le rive del Piave, che ho sempre nel mio cuore. Grazie di tutto caro Daniele. Isabella

    • Sono io che ringrazio te carissima Isabella, davvero di cuore e senza retorica. Per le bellissime parole, per la testimonianza, per i link e per la tua capacità di portare sempre con te una così preziosa testimonianza. E’ così determinante avere a mente i ragazzi del “99” e i loro sacrifici perché è anche per questo che in un mondo siffatto riusciamo ancora a sentirci italiani, fieri di esserlo. Un abbraccio grande grande e grazie ancora. Sempre onore al Piave e al sangue di quei ragazzi.

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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