Cieli come coltelli

Come fa la lupa

che fugge da un postribolo di uomini accecati dal buio

e accoglie il respiro col muso dolce

dei lupacchiotti caldi

persi ma rigenerati

Ho percorso cieli come coltelli

pelli rotte

col sapore di sconosciuti amori

Ho chiesto riparo

al legame delle pietre e delle spighe

Mentre di notte

soffiava il vento

come un tempio

a erigere candele

ho contato passi gioiosi

a frantumare stille

di dolore e di sangue,

bevendo dal mio respiro,

tra minacce e promesse nude.

Mi sono cucito addosso

un petto che non è solo ossa

ma tramontana del Nord

di fuoco e di passione

per non morire più.

E ho intravisto un profilo,

di terra non più bendata,

di scampo e libertà

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