Coronavirus, il turismo si “contrae”, un dato di fatto

Coronavirus, l'indagine di Facile.it segnala un dato del momento, forse
Foto di _freakwave_ da Pixabay

Coronavirus: attenzione agli allarmismi ma turismo ed economia ne risentono. Inutile negarlo e fare finta di niente. Serve più promozione e in maniera coordinata

Spaventati dall’ipotesi pandemia legata al Coronavirus, il turismo si contrae, inutile negarlo. Secondo quanto riportato oggi dal Corriere della Sera “Per Confcommercio sono a rischio, tra marzo e maggio, 21 milioni e 700 mila presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi. Milano in particolare risente della riduzione del turismo business. C’è il rischio disdette per le vacanze pasquali, mentre gli stranieri che stanno prenotando le vacanze estive potrebbero evitare l’Italia. Magda Antonioli, docente di Economia del turismo alla Bocconi, però si dice ottimista: “I dati dell’Organizzazione mondiale del turismo (Omt) dimostrano che dopo eventi catastrofici, inclusi gli attentati e la Sars, passata l’emergenza, la ripresa è rapidissima. Certo, avremo un periodo non facile, perciò dovremo fare più promozione e in modo coordinato”.

Certo è che, al di là della psicosi, che è altrettanto decerebrata quanto coloro che negano una indiscutibile preoccupazione, la situazione rischia di complicarsi. Per la nostra economia e per il settore del turismo. ma anche fare finta di niente e continuare il momento di “contrazione” generale, è altrettanto irresponsabile come coloro che alimentano l’apocalisse.  Se nel sito del Ministero della Salute si legge: “Si raccomanda di posticipare i viaggi non necessari in aree a rischio della Cina. Le aree a rischio della Cina sono consultabili nelle pagine web dell’OMS”, qualcosa vorrà pur dire.

Leggiamo anche quanto riportato da Qui Finanza: “Se la crisi” legata al Coronavirus “dovesse protrarsi oltre i prossimi mesi di maggio – giugno, l’impatto sul PIL dovrebbe essere di 3-4 decimi di punto, pari a 5-7 miliardi di euro”. A dirlo il Segretario generale di Confcommercio, Luigi Taranto, entrando al MiSE per il tavolo tra imprese e Governo.

Pochi minuti prima era arrivata la nota ufficiale: “Il protrarsi dell’emergenza Coronavirus oltre aprile-maggio potrebbe tradursi in una riduzione del PIL dello 0,3-0,4% con un pesantissimo impatto nel turismo – a rischio, tra marzo e maggio, 21 milioni 700 mila presenze con una riduzione di spesa di 2,65 miliardi di euro – e nel settore dei pubblici esercizi che, con un rischio occupazionale già ora valutato in circa 100mila unità, chiede il riconoscimento, a livello nazionale, dello stato di crisi”. Così Confcommercio in vista del tavolo di confronto con il Ministro Patuanelli.

Secondo la Confederazione le linee di intervento, “con una portata territoriale e temporale coerente con le connotazioni di una crisi che rischia di farsi sistemica”, dovrebbero, tra l’altro, riguardare: “la proroga delle scadenze fiscali e contributive; la moratoria dei mutui e l’attivazione del fondo centrale di garanzia; l’utilizzazione degli strumenti di cassa integrazione e del fondo di integrazione salariale anche in favore dei dipendenti di micro e piccole imprese; un sistema di indennità per i lavoratori autonomi; una mobilitazione straordinaria dei piani promozionali per l’export e della diplomazia commerciale a tutela del Made in Italy e del turismo italiano; misure per il settore dei trasporti quali la sospensione delle tasse di ancoraggio nei porti, il rafforzamento della sanità marittima e la riduzione dei canoni di concessione demaniale per le imprese terminaliste dei porti”.

La situazione è questa, purtroppo, con buona pace di certi consulenti di viaggio che non hanno capito che lavoro fanno e che danno dei giornalai ai giornalisti solo perché portano una riflessione sulla realtà dei fatti. Non bisogna cedere agli allarmismi e alle psicosi. Il vero problema, più consistente dell’effettivo pericolo legato al coronavirus, è il rischio che la nostra economia, già messa a dura prova da anni di “decrescita infelice”, si fermi definitivamente. Con conseguenze ben più gravi di quanto stia accadendo in questi giorni. Tra “negazionisti” e psicotici, entrambi, zang zang, tumb tumb, “parole allo sbaraglio”.

Link utili:
http://www.viaggiaresicuri.it/
https://www.esteri.it/mae/it/servizi/unita_crisi/viaggiare_sicuri.html
https://www.iss.it/?p=5108

Fonti
Corriere della Sera
Qui Finanza

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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