Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione

Donne, corpo e immagine, tra simbolo e rivoluzione, una mostra sulla rappresentazione femminile attraverso la storia. L’evoluzione dell’immagine femminile, protagonista della creatività, dalla fine dell’Ottocento alla contemporaneità. Da soggetto degno di ammirazione, in veste di angelo o di tentatrice, a soggetto misterioso che s’interroga sulla propria identità fino alla nuova immagine nata dalla contestazione degli anni sessanta: la mostra DONNE. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione – alla Galleria d’Arte Moderna di Roma da oggi sino al 13 ottobre 2019 – pone una riflessione sulla figura femminile attraverso la visione di artisti che hanno rappresentato e celebrato le donne nelle diverse correnti artistiche e temperie culturali tra fine Ottocento, lungo tutto il Novecento e fino ai giorni nostri.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Amedeo Bocchi, Nel parco, 1919, olio su tela, Roma, Galleria d’Arte Moderna

Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Cineteca di Bologna, Istituto Luce-Cinecittà, il percorso espositivo propone circa 100 opere, tra dipinti, sculture, grafica, fotografia e video, di cui alcune mai esposte prima o non esposte da lungo tempo, provenienti dalle collezioni d’arte contemporanea capitoline. Un importante documento su come l’universo femminile sia stato sempre oggetto prediletto dell’attenzione artistica.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Giacomo Balla, Il dubbio, 1907-1908, olio su carta Roma, Galleria d’Arte Moderna

“Le donne devono essere nude per entrare nei musei?” – si domandava in maniera provocatoria lo slogan di uno dei più famosi collettivi di artiste femministe americane. L’interrogativo riflette su una verità incontrovertibile. Per secoli l’immagine femminile è stata, infatti, protagonista della creatività: il nudo femminile come forma da studiare, modello di bellezza, di erotismo o di ludibrio, mentre la modella diventa, alternativamente, la musa ispiratrice, la fonte di ogni peccato, l’esempio di doti domestiche e di virginale maternità.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Felice Carena, Serenità, 1925, olio su tela, Roma, Galleria d’Arte Moderna

Tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del XX secolo la rappresentazione della donna viene raccontata secondo due canoni essenziali: da una parte immagine angelica, figura impalpabile ed eterea, puro spirito immateriale, dall’altra minaccia tentatrice, fonte di peccato e perdizione. Da Le Vergini savie e le vergini stolte di Giulio Aristide Sartorio, alle modelle discinte in pose provocanti dei pittori divisionisti (Camillo Innocenti, La Sultana) passando per L’angelo dei crisantemi di Angelo Carosi, la donna vive sospesa tra il suo essere allo stesso tempo ninfa gentile e crudele seduttrice, Musa e Sfinge. In maniera analoga avviene nella contemporanea letteratura simbolista e decadente di D’Annunzio e dei poeti d’oltralpe e nelle stupefacenti pellicole cinematografiche che portano sullo schermo le prime dive dell’epoca moderna.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Alfonso Mazzucchelli, Sulla spiaggia (Nudo di donna), 1914, marmo, Roma, Galleria d’Arte Moderna

I rilevanti cambiamenti sociali, politici che seguono la fine della Grande Guerra con la messa in crisi dei valori tradizionali, determinano anche la prima grande frattura con quell’immaginario consolidato. Di pari passo all’emancipazione sociale delle donne, dai primi movimenti delle suffragette in Europa alla prepotente entrata nel mondo del lavoro a causa delle contingenze storiche, anche la raffigurazione dell’immagine femminile nelle arti visive risente delle contraddizioni di una società in via di trasformazione. Ai mutamenti sociali si aggiunge l’impatto che su tutta la cultura occidentale del Novecento hanno le teorie freudiane (L’interpretazione dei sogni è del 1900) che scardinano per sempre l’immagine armonica della famiglia tradizionale, ora descritta come coacervo di pulsioni e conflitti.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Fausto Pirandello, Bagnanti nella rifrazione, 1959, olio su cartone, Roma, Galleria d’Arte Moderna

Nella serie dei ritratti esposti al secondo piano della mostra spicca, tra gli altri, il volto di Elisa, la moglie di Giacomo Balla, ritratta mentre si volta per guardare qualcosa o qualcuno dietro di sé. Il valore iconico dell’immagine è racchiuso nello sguardo che muta lo stupore in seduzione e curiosità trasformando il ritratto della giovane donna da oggetto da ammirare a soggetto misterioso. Figure allo specchio si interrogano sulla propria identità, volti enigmatici restano ermetici allo sguardo, realistici nudi espressionisti si alternano a visioni di un’umanità felice in uno spazio senza tempo.

Il forte richiamo alla famiglia italica tradizionale propagandata dal Fascismo, insieme al decremento dell’occupazione femminile, al fine di sottolineare e riaffermare l’esclusivo ruolo della donna come madre, trova riscontro in molte delle espressioni artistiche coeve. Eppure quel modello, fatto proprio da molta arte degli anni Trenta e Quaranta, viene spesso disatteso pur nella ripresa di un analogo soggetto in cui l’intimità delle mura domestiche diventa un luogo e un universo segnati da indecifrabili solitudini esistenziali (Antonietta Raphaël, Riflesso allo specchio; Luigi Trifoglio, Maternità; Mario Mafai, Donne che si spogliano; Baccio Maria Bacci , Vecchie carte).

Il voto delle donne nel 1946, conquista ottenuta anche grazie alla partecipazione femminile alla guerra di liberazione, costituisce una svolta radicale nella storia italiana. Solo a partire dalla fine degli anni Sessanta, però, con le lotte per il raggiungimento della parità di diritti, si verifica un cambiamento profondo nella percezione di sé, delle proprie possibilità e potenzialità nei più vari ambiti compreso quello dell’arte.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Luigi Di Sarro, Senza titolo, 1975, gelatina bromuro d’argento, Roma, MACRO

Contemporaneamente alla contestazione sociale dei modelli patriarcali, la consapevolezza di una nuova identità femminile è al centro della ricerca di molte artiste (Tomaso Binga, Bacio indelebile; Giosetta Fioroni, L’altra ego) ed anche il ruolo predestinato di “madre”, passando dalla condizione di scelta obbligata, diventa il fulcro del dibattito sulle libertà della donna e sulla riappropriazione del proprio corpo (Sissi, Nidi).

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Sissi-Riccardo Abate, Fotografia della performance “T”, 2003, stampa fotografica su alluminio, Roma, MACRO

La mostra viene accompagnata da videoinstallazioni, documenti fotografici e filmici tratti da opere cinematografiche e cinegiornali provenienti dalla Cineteca di Bologna e dall’Archivio dell’Istituto Luce-Cinecittà che ne hanno curato la realizzazione. In una sala della mostra sarà proiettato il film, prodotto dall’Istituto Luce, Bellissima (2004) di Giovanna Gagliardi che attraverso documenti storici dell’Archivio Luce, spezzoni di film, canzoni popolari e interviste racconta per immagini il cammino delle donne nel ventesimo secolo.

Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Giosetta Fioroni-Marco Delogu, L’altra ego, 2012, stampa a getto d’inchiostro su alluminio, Roma, MACRO

L’ultima sezione della mostra, dedicata alle dinamiche e le relazioni tra gli sviluppi dell’arte contemporanea, l’emancipazione femminile e le lotte femministe, presenta materiale documentario proveniente da ARCHIVIA – Archivi Biblioteche Centri Documentazione delle Donne – e testimonianze di performance e film d’artista di alcune protagoniste di quella stagione fondamentale provenienti da collezioni private, importanti Musei e istituzioni pubbliche (Museo di Roma in Trastevere; Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale; Galleria Civica d’Arte Moderna Torino; MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna; MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto – Archivio Tullia Denza).

Per tutta la durata della mostra Donne, corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione, il percorso sarà arricchito da nuove opere presentate al pubblico con incontri inseriti nel ciclo L’opera del mese secondo un calendario in corso di programmazione che partirà da marzo prossimo. Saranno anche organizzate, fra aprile e ottobre 2019, una serie di iniziative culturali nel segno dell’interdisciplinarietà – incontri, letture, performances, presentazioni, proiezioni, serate musicali e a tema – sulle tematiche affrontate dalla mostra.

La GAM Galleria d’Arte Moderna dalla primavera 2019 lancerà, attraverso il suo sito e i social network, anche il contest #donneGAM tramite il quale inviterà il pubblico a postare fotografie di donne protagoniste della propria storia familiare. Immagini di nonne, madri, sorelle, compagne, ritratte al lavoro, a scuola, in casa o in altri luoghi di vita, di attività e di impegno per documentare le tante storie di donne di ieri e di oggi. Tutte le fotografie saranno trasmesse in mostra, tramite un monitor, in un’area appositamente allestita.

Fino alla fine di febbraio nelle sale della Galleria sarà presente anche un focus sull’opera di Fausto Pirandello grazie al prestito speciale del Museo del Novecento di Milano del dipinto Il remo e la pala (1933), esposto insieme ad altre opere della GAM Galleria d’Arte moderna dello stesso autore.

INFO

Mostra
Donne. Corpo e immagine tra simbolo e rivoluzione
Galleria d’Arte Moderna di Roma
Via Francesco Crispi, 24

Apertura al pubblico: 24 gennaio – 13 ottobre 2019
Orari Da martedì a domenica ore 10.00 – 18.30
Ingresso consentito fino a mezz’ora prima dell’orario di chiusura. Giorni di chiusura: lunedì, 1 maggio

Biglietti
Biglietto di ingresso alla Galleria d’Arte Moderna: € 7,50 intero e € 6,50 ridotto, per i non residenti; € 6,50 intero e di € 5,50 ridotto, per i residenti; gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente.
Per i possessori della MIC Card l’ingresso alla mostra è gratuito.

060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00)
www.museiincomune.it; www.galleriaartemodernaroma.it

A cura di
Organizzazione Arianna Angelelli, Federica Pirani, Gloria Raimondi, Daniela Vasta

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, fotografo, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Fondatore e direttore del quotidiano online Green Planet News.

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