Donne viaggiatrici, storie di coraggio e di emancipazione oltre gli schemi

Donne viaggiatrici, la loro storia per celebrare l'8 marzo
Foto di Free-Photos da Pixabay

Donne viaggiatrici, storie al femminile di chi ha deciso di consacrare la propria esistenza al viaggio e all’avventura. Donne viaggiatrici e solitarie che hanno attraversato la terra, esplorandone gli angoli più remoti. Scopriamone insieme alcune particolarmente rappresentative tra Settecento e Novecento.

Donne viaggiatrici in cerca della loro stessa vita. I viaggi delle prime donne viaggiatrici iniziano nel Settecento.  Ci consegnano una nuova identità femminile, capaci di andare oltre gli angusti schema della società vittoriana per sfidare con coraggio la visione di un mondo diverso e “non conforme”. Sembrano anticipare pellicole mitiche come Thelma e Louise.

Donne viaggiatrici, eccone alcune tra le più rappresentative tra Settecento e Novecento

“Viaggiare, significa ignorare i fastidi esterni e lasciarsi andare interamente all’esperienza, fondersi con tutto quello che ci circonda, accettare tutto quello che succede e così, in questo modo, fare finalmente parte del paese che si attraversa. È questo il momento in cui si avverte che la ricompensa sta arrivando”. A dirlo è Freya Stark, celebre per le sue esplorazioni in Medio Oriente, le sue opere letterarie e il suo lavoro di cartografia. Scrittrice britannic,a è una delle prime donne occidentali ad esplorare il deserto arabico.

Le spedizioni in Iran, e in particolare nel Luristan, le valgono il premio della Royal Geographic Society e la nomina a Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Con la sua penna e la sua macchina fotografica contribuisce alla nascita di quello che viene definito “travel writing”. I suoi reportage descrivono della Siria, del Tigri e l’Eufrate, della valle degli Assassini e di tanti altri luoghi.

Villa Freya ad Asolo racconta il mondo di questa straordinaria viaggiatrice ed è possibile visitare un luogo che la Stark ha reso incantevole, colmandolo di piante e di fiori che raccoglieva durante i suoi viaggi.to

Jeanne Baret (Barré)

Esploratrice francese, è la prima donna ad aver compiuto la circumnavigazione del globo a bordo di una nave tra il 1766 e il 1769. In quel periodo alle donne non era concessa la possibilità di viaggiare sulle navi francesi. Per partecipare alla traversata, Jeanne Barè si traveste da uomo, assumendo il nome di Jean Baret e sale a bordo come assistente del naturalista Philibert Commerson con cui condivide il lavoro ed i pericoli del viaggio.

Lo stesso re Luigi XVI riconosce il suo prezioso lavoro di botanica concedendole una pensione annuale. In otto anni, Jeanne esplora terre sconosciute e viaggia come nessuna donna della sua epoca può immaginare di fare.

Nellie Bly

Elizabeth Jane Cochrane, chiamata anche Nellie Bly, è la capostipite del giornalismo d’inchiesta femminile e, ispirata dal famoso libro Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni di Jules Verne, intraprende la sua sfida: il giro del mondo in solitudine, che conclude in 72 giorni. Visita luoghi come Regno Unito, Giappone, Cina, Hong Kong, Amiens (città natale di Verne), Brindisi, Colombo e San Francisco.

Attraverso l’intensa attività giornalistica, spesso sotto copertura, testimonia la vita delle frange sociali più deboli della società (donne, bambini, indigenti, malati di mente). La sua prima inchiesta riguarda gli istituti psichiatrici. Nellie si finge mentalmente disturbata e riesce a farsi ricoverare per alcuni giorni nel manicomio femminile di Blackwell’s Island.

Il  New York Journal, la incorona “migliore reporter d’America”. Durante la prima guerra mondiale Nellie Bly finisce sul fronte dell’Europa orientale, a scrivere reportage dai campi di battaglia.

Nel 1998 è stata inserita nel National Women’s Hall of Fame, un’istituzione americana che ha come obiettivo quello di onorare le donne che si sono distinte in diversi campi come le arti, la scienza, l’atletica.

Annie Smith Peck

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Annie Smith Peck

Annie Smith Peck, alpinista e studiosa americana, scala la sua ultima vetta di 5.636 piedi del Mount Madison nel New Hampshire, all’età di 82 anni. “L’unico vero piacere è la soddisfazione di andare dove nessun uomo è stato prima e dove pochi potranno seguirti.” È stata Annie Smith Peck a dire per la prima volta: “La mia casa è dove si trova il mio baule”.

La cima settentrionale del monte Huascarán in Perù porta il suo nome (Cumbre Aña Peck). Ha tenuto molte conferenze sui suoi viaggi, sull’archeologia e sull’alpinismo. Durante la scalata del monte Cervino, va contro la legge che vieta alle donne l’uso dei pantaloni in pubblico.

Anche lei, come Freya Stark, è stata eletta membro della Royal Geographical Society, fonda poi l’American Alpine Club. Durante la sua intensa vita ha scritto molti libri dedicati all’archeologia, all’alpinismo e ai viaggi.

Annie Cohen Kopchovsky

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Annie Cohen Kopchovsky (Annie Londonderry)

Annie Cohen Kopchovsky, americana di origini lettoni, conosciuta come Annie Londonderry, è la prima donna a realizzare il giro del mondo in bicicletta. Coraggiosa e con un grande senso degli affari: senza essere mai andata prima in bicicletta, trasforma se stessa in un’impresa commerciale, finanziando i suoi viaggi attraverso gli annunci pubblicitari della Londoderry Lithia Company con cui decora i suoi vestiti e la sua bicicletta.

Nel 1894 lascia a casa il marito e figli piccoli, per imbarcarsi nella sua avventura più celebre: il giro del mondo in bicicletta in 15 mesi, un’impresa con in palio 5000 dollari, nata come una scommessa per dimostrare che le donne possono essere in grado di fare imprese. Kopchovsky vince la sua scommessa viaggiando attraverso gli Stati Uniti, Europa e Asia visitando molti luoghi, tra cui Alessandria, Colombo, Singapore, Saigon, Hong Kong, Shanghai, Nagasaki e Kobe.

La sua storia è raccontata dal libro “Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà” (2014), scritto dal pronipote Peter Zheutlin.

Alexandra David Neel

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Alexandra David Neel con il figlio adottivo Yongden

La francese Alexandra David-Néel è nota per essere stata la prima donna occidentale a entrare a Lhasa, città vietata agli stranieri all’epoca, dopo otto lunghi mesi di marcia, partendo dallo Yunnan e attraversando il Tibet. Inizia a viaggiare giovane a 18 anni raggiungendo la Spagna in bicicletta. Membro della società teosofica fondata da Madame Blavatsky, studia le lingue orientali e il buddismo tibetano. Ha vissuto da eremita per due anni in una caverna del Sikkim,  tra le montagne dell’Himalaya.

Durante i suoi viaggi in Estremo Oriente, si converte al buddismo e adotta Yongden, un ragazzo tibetano di 14 anni che la segue in tutti i suoi viaggi. Insieme esplorano l’India, il Nepal, la Birmania, il Giappone, la Corea, la Cina, ed entrano due volte clandestinamente in Tibet. “La causa di tutto quanto ci accade è in noi stessi” (da libro Viaggio di una parigina a Lhasa).

Nella sua lunga carriera di esploratrice, fotografa, orientalista e antropologa ha scritto più di trenta libri di viaggi e alcuni testi sul Buddhismo.

Mary Kingsley

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Mary Kingsley

Etnologa, viaggiatrice e scrittrice inglese: Mary Kingsley, nipote del romanziere Charles Kingsley è stata una grande appassionata di poesia, di filosofia, di sociologia e in particolare di storia naturale. Tra le donne viaggiatrici, è la prima persona europea a esplorare il Gabon e la prima donna ad arrampicarsi sul Monte Cameron, ritenuto pericoloso e inaccessibile persino dai nativi africani.

Diventa una delle maggiori esploratrici dell’Africa occidentale a cui viene attribuito l’appellativo di Regina d’Africa in segno di rispetto, ed è ricordata come una personalità all’avanguardia per essersi schierata contro i pregiudizi razziali europei alla base della politica coloniale nel continente africano. Infatti i suoi viaggi in Africa e lo studio della società africana, contribuiranno a scardinare le idee errate che molti europei avevano nei confronti di questa tormentata terra.

Isabella Bird

Donne viaggiatrici, la loro storia per celebrare l'8 marzo
Isabella Bird

La scrittrice inglese, comincia a viaggiare all’età di 41 anni. Nonostante i problemi di salute che la affliggono fin da giovane e i limiti della società, sfida le convenzioni dell’epoca diventando un’esploratrice.

Nel 1892 Isabella Bird viene eletta membro della Royal Geographic Society. Dal Colorado parte per il suo viaggio negli Stati Uniti in groppa a Birdie, il suo cavallo. Copriranno insieme la ragguardevole distanza di 800 miglia, attraverso le Montagne Rocciose. In seguito viaggerà Giappone, India, la regione del Kahmir, la Corea e la Manciuria, Ebridi, l’Australia, le Hawaii (allora note come Isole Sandwich). Il suo ultimo viaggio lo effettua in Marocco.

Donne viaggiatrici, sempre pronte a sfidare l’ignoto per approdare a se stesse.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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