Donne viaggiatrici, la loro storia per celebrare l’8 marzo

Donne viaggiatrici, la loro storia per celebrare l'8 marzo
Foto di Free-Photos da Pixabay

Otto marzo, la giornata internazionale della donna. Sono tante le donne viaggiatrici, quest’anno ne abbiamo scelte otto. Belle e forti, tenaci e curiose che hanno avuto un ruolo fondamentale per l’emancipazione femminile attraverso i loro viaggi.

Nella storie di viaggi, esistono e sono esistite alcune donne, donne viaggiatrici, che non si sono accontentate di vivere la loro vita limitandosi alla dimensione del lavoro, della casa, della famiglia, ma che hanno deciso di consacrare la loro esistenza al viaggio e all’avventura. Donne viaggiatrici e solitarie che hanno attraversato la Terra in lungo e in largo esplorandone a volte anche gli angoli più sconosciuti e inaccessibili.

I viaggi delle prime donne viaggiatrici sono tra fine ‘700 e inizi ‘900. Sfidando le convenzioni della società in cui vivevano, iniziano a scardinare gli stereotipi più radicati dell’epoca, assumendo un ruolo attivo nella società e affermando la propria autonomia attraverso la capacità di uscire fuori dalla vita casalinga in cui era relegata nella società vittoriana. Donne viaggiatrici alla conquista della loro stessa vita.

“Viaggiare, significa ignorare i fastidi esterni e lasciarsi andare interamente all’esperienza, fondersi con tutto quello che ci circonda, accettare tutto quello che succede e così, in questo modo, fare finalmente parte del paese che si attraversa. È questo il momento in cui si avverte che la ricompensa sta arrivando”. (Freya Stark)

Le otto donne viaggiatrici:

Freya Stark (1893 – 1993)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Freya Stark

Famosa per le sue esplorazioni in Medio Oriente, le sue opere letterarie e il suo lavoro di cartografia. Scrittrice britannica è una delle prime donne occidentali ad esplorare il deserto arabico. Freya Stark si considera semplicemente una “pellegrina e un’ospite in questo mondo”.

Archeologa e viaggiatrice, ha deciso di condurre la propria vita sfidando gli establishment maschili che le precludevano di raggiungere certe posizioni. Le spedizioni in Iran, e in particolare nel Luristan, le sono valse il premio della Royal Geographic Society. Nominata Dama dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Con la sua penna e la sua macchina fotografica ha contribuito alla nascita del travel writing, scrivendo della Siria, del Tigri e l’Eufrate, della valle degli Assassini e di tanti altri luoghi.

Villa Freya è aperta al pubblico e vi si accede con visite guidate, che permettono al visitatore di conoscere la vita di questa straordinaria avventuriera.

Libri:

  • Perseus in the Wind (1948)
  • Traveller’s Prelude (1950)
  • Beyond Euphrates (1951)
  • Le porte dell’Arabia Felice (1986)
  • Le Valli degli Assassini (2003)
  • Lettere dalla Siria (2014)

Jeanne Baret (Barè) (1740 – 1807)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Jeanne Baret (Barrè)

Esploratrice francese, è la prima donna ad aver compiuto la circumnavigazione del globo a bordo di una nave tra 1766 e 1769. In quel periodo alle donne non era concessa la possibilità di viaggiare sulle navi francesi, così per partecipare alla traversata, Jeanne Barè si traveste da uomo, assumendo il nome di Jean Baret e salendo a bordo come assistente del naturalista Philibert Commerson con cui condivide il lavoro ed i pericoli del viaggio.

Lo stesso re Luigi XVI ha riconosciuto il suo prezioso lavoro di botanica concedendole una pensione annuale. In otto anni, Jeanne esplora terre sconosciute e viaggia come nessuna donna della sua epoca può immaginare di fare. Solo in tempi recenti si si è cercato di ricostruire la sua vicenda, così straordinaria e rimasta nell’oblio per lungo tempo.

Libri:

  • The Discovery of Jeanne Baret: A Story of Science, the High Seas, and the First Woman to Circumnavigate the Globe (2010)

Nellie Bly (1864 – 1922)

Elizabeth Jane Cochrane, chiamata anche Nellie Bly, è la capostipite del giornalismo d’inchiesta femminile e, ispirata dal famoso libro Il Giro del Mondo in Ottanta Giorni di Jules Verne, ha intrapreso la sua sfida: il giro del mondo in solitudine, che ha concluso in 72 giorni, visitando luoghi come Regno Unito, Giappone, Cina, Hong Kong, Amiens (città natale di Verne), Brindisi, Colombo e San Francisco.

Attraverso l’intensa attività giornalistica, spesso sotto copertura, ha testimoniato la vita delle frange sociali più deboli della società (donne, bambini, indigenti, malati di mente). La sua prima inchiesta riguarda gli istituti psichiatrici. Nellie si finge mentalmente disturbata e riesce a farsi ricoverare per alcuni giorni nel manicomio femminile di Blackwell’s Island.

Il  New York Journal, la incorona “migliore reporter d’America”.
Durante la prima guerra mondiale Nellie Bly finisce sul fronte dell’Europa orientale, a scrivere reportage dai campi di battaglia.

Nel 1998 è stata inserita nel National Women’s Hall of Fame, un’istituzione americana che ha come obiettivo quello di onorare le donne che si sono distinte in diversi campi come le arti, la scienza, l’atletica.

Libri:

  • Brooke Kroeger, Nellie Bly: Daredevil, Reporter, Feminist, Three Rivers Press (1995)
  • Diari di guerra, 1914-1915. Edith Wharton, Nellie Bly, Viella Editore (2010)
  • L’esperienza nel manicomio in Ten Days in a Mad-house (Dieci giorni in manicomio, Edizioni Clandestine, 2017).
  • Around the world in seventy two days (Il giro del mondo in 72 giorni, Mursia edittore, 2014)

Annie Smith Peck  (1850 – 1935)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Annie Smith Peck

Alpinista e studiosa americana, ha scalato la sua ultima vetta di 5.636 piedi del Mount Madison nel New Hampshire, all’età di 82 anni. La vita di Annie Smith Peck è stata tutta in salita e non solo perché ha preteso di fare cose considerate da uomini ma anche, in senso letterale, perché ha scelto di scalare le vette più alte del mondo.

“L’unico vero piacere è la soddisfazione di andare dove nessun uomo è stato prima e dove pochi potranno seguirti.”
È stata Annie Smith Peck a dire per la prima volta: “La mia casa è dove si trova il mio baule”.

La cima settentrionale del monte Huascarán in Perù porta il suo nome (Cumbre Aña Peck). Ha tenuto molte conferenze sui suoi viaggi, sull’archeologia e sull’alpinismo. Durante la scalata del monte Cervino, va contro la legge che vieta alle donne l’uso dei pantaloni in pubblico.

Anche lei, come Freya Stark, è stata eletta membro della Royal Geographical Society, fonda l’American Alpine Club.
Durante la sua intensa vita ha scritto molti libri dedicati all’archeologia, all’alpinismo e ai viaggi.

Libri:

  • The South American Tour
  • Industrial and Commercial South America
  • The Search for the Apex of America: High Mountain Climbing in Peru and Bolivia, Including the Conquest of Huascarán, with Some
  • Observations on the Country and People Below

Annie Cohen Kopchovsky (1870 – 1947)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Annie Cohen Kopchovsky (Annie Londonderry)

Americana di origini lettoni, conosciuta come Annie Londonderry, è stata la prima donna a realizzare il giro del mondo in bicicletta. Coraggiosa e con un grande senso degli affari: senza essere mai andata prima in bicicletta, trasforma se stessa in un’impresa commerciale, finanziando i suoi viaggi attraverso gli annunci pubblicitari della Londoderry Lithia Company con cui decora i suoi vestiti e la sua bicicletta.

Nel 1894 lascia a casa il marito e figli piccoli, per imbarcarsi nella sua avventura più celebre: il giro del mondo in bicicletta in 15 mesi, un’impresa con in palio 5000 $, nata come una scommessa per dimostrare che le donne potevano cavarsela da sole anche in situazioni del genere. Kopchovsky vince la sua scommessa viaggiando attraverso gli Stati Uniti, Europa e Asia visitando molti luoghi, tra cui Alessandria, Colombo, Singapore, Saigon, Hong Kong, Shanghai, Nagasaki e Kobe.

Nonostante fosse partita per scappare da una famiglia noiosissima, Annie diventò a sorpresa un’eroina dell’emancipazione femminile per aver viaggiato in bici vestita da uomo in età vittoriana. La sua storia è raccontata dal libro “Il giro del mondo in bicicletta. La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà” (2014), scritto dal pronipote Peter Zheutlin che l’ha scoperta per caso.

Alexandra David Neel (1868 – 1969)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Alexandra David Neel con il figlio adottivo Yongden

La francese Alexandra David-Néel è nota per essere stata la prima donna occidentale a entrare a Lhasa, città vietata agli stranieri all’epoca, dopo otto lunghi mesi di marcia partendo dallo Yunnan e attraversando il Tibet. Inizia a viaggiare giovane a 18 anni raggiungendo la Spagna in bicicletta. Membro della società teosofica fondata da Madame Blavatsky, studia le lingue orientali e il buddismo tibetano. Ha vissuto da eremita per due anni in una caverna del Sikkim,  tra le montagne dell’Himalaya.

Durante i suoi viaggi in Estremo Oriente, si converte al buddismo e adotta Yongden, un ragazzo Tibetano di 14 anni che la segue in tutti i suoi viaggi. Insieme esplorano l’India, il Nepal, la Birmania, il Giappone, la Corea, la Cina, ed entrano due volte clandestinamente in Tibet.
“La causa di tutto quanto ci accade è in noi stessi” (da libro Viaggio di una parigina a Lhasa).

Nella sua lunga carriera di esploratrice, fotografa, orientalista e antropologa ha scritto più di trenta libri di viaggi e alcuni testi sul Buddhismo.

Libri:

  • Viaggio di una parigina a Lhasa (1927), Voland editore (2013)
  • Mistici e maghi del Tibet, (1929), Astrolabio-Ubaldini (1965) e Voland (2009)
  • Il buddismo del Buddha (1911 e 1937), Basaia (1986) e ECIG (2003)
  • e altri…

Mary Kingsley  (1862 – 1900)

La storia di otto donne viaggiatrici per ricordare l’otto marzo
Mary Kingsley

Etnologa, viaggiatrice e scrittrice inglese. Mary Kingsley, nipote del romanziere Charles Kingsley è stata una grande appassionata di poesia, di filosofia, di sociologia e in particolare di storia naturale. Tra le donne viaggiatrici, è la prima persona europea a esplorare il Gabon e la prima donna ad arrampicarsi sul Monte Cameron, ritenuto pericoloso e inaccessibile persino dai nativi africani.

Diventa una delle maggiori esploratrici dell’Africa occidentale a cui viene attribuito l’appellativo di Regina d’Africa in segno di rispetto, ed è ricordata come una personalità all’avanguardia per essersi schierata contro i pregiudizi razziali europei alla base della politica coloniale nel continente africano. Infatti i suoi viaggi in Africa e lo studio della società africana, contribuirono a scardinare le idee errate che molti europei avevano nei confronti di questo popolo. Donne viaggiatrici perennemente in lotta.

Libri:

  • Travels in West Africa (1897)
  • West African Studies (1899)
  • Notes on Sport and Travel (1900)

Isabella Bird (1831 – 1904)

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Isabella Bird

Scrittrice inglese, ha cominciato a viaggiare all’età di 41 anni. Nonostante i problemi di salute che l’hanno afflitta fin da giovane e i limiti di un mondo a misura d’uomo, ha sfidato le convenzioni dell’epoca diventando un’esploratrice.

Isabella Bird, pur vivendo in un’epoca così difficile per le donne, prende lentamente consapevolezza del grande potenziale femminile capendo che, quando s’impedisce alle donne di esprimerlo, le donne diventavano un pericolo per se stesse.

Nel 1892 Isabella Bird è stata la prima donna eletta della Royal Geographic Society nonostante l’opposizione di numerosi membri. Dal Colorado è partita per il suo viaggio attarverso gli Stati Uniti in groppa a Birdie, il suo cavallo, 800 miglia, attraverso le Montagne Rocciose, cavalcando alla maschile e senza accompagnatori. Successivamente ha visitato Giappone, India, la regione del Kahmir, la Corea e la Manciuria, Ebridi, l’Australia, le Hawaii (allora note come Isole Sandwich). Il suo ultimo viaggio è stato in Marocco.

Libri:

  • Una lady nel West. Tra pionieri, serpenti e banditi sulle Montagne Rocciose
  • Journeys in Persia and Kurdistan, Volume I e II
  • Itinerari insoliti del Giappone
  • Unbeaten Tracks in Japan
  • Among the Tibetans
  • The Golden Chersonese: And the Way Thither
  • The Hawaiian Archipelago
  • e altri

Le donne sono sempre in viaggio, alla ricerca del loro spazio nel mondo. Donne viaggiatrici per ricordare l’8 marzo.

Contributo “ospite” a cura di Manola Testai

Guest Writer

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