Festival delle Lanterne, una magia indimenticabile

C’è una scena in un film, una scena profondamente suggestiva e toccante. Il film è Nel nome del padre e la scena è quando, alla morte di Giuseppe Conlon, ingiustamente in carcere perché ritenuto terrorista dell’Irish Republican Army, i detenuti, per salutarlo e in segno di solidarietà al figlio Gerry, accendono pezzi di carta nella notte e li lanciano dalle finestre delle celle. L’effetto è di straordinaria intensità. Sulla voce dolcemente ancestrale di una Sinead O’Connor ancora abbastanza in sé, questa pioggia di fiammelle raggiunge il cuore e ci porta ad uno dei momenti più ipnotici del film.

Ecco, questa scena mi riporta ogni volta a tutta la suggestiva bellezza del Festival delle Lanterne, uno dei più importanti appuntamenti thailandesi che si svolge con cadenza annuale da più di 800 anni nella notte di luna piena del dodicesimo mese del calendario Thai. Migliaia di lanterne vengono lasciate gallaggiare nei fiumi ed altre si innalzano verso le stelle, realizzando attimi dove la magia non è più un’idea ma qualcosa di tattile da cui ci lasciamo avvolgere come da una carezza profonda di gioiosa e interminabile luce.

Il Loi Krathong, che letteralmente significa cesto galleggiante, è appunto il festival delle lanterne o anche chiamato delle luci. L’evento si svolge nel mese di Novembre in Thailandia, anche se la festa più grande si svolge a Chiang, durante le notti di luna piena del dodicesimo mese del calendario lunare thai. La manifestazione è dunque divisa in due parti: il Loy Krathong e il Yi Peng.

Festival delle Lanterne, una magia indimenticabile

 

Il Festival delle Lanterne si svolge in tutta la Thailandia, anche se il luogo più suggestivo di questi riti è Chiang Mai, nel centro buddista Lanna Duthanka, lungo il fiume Ping e nel fossato che circonda la città vecchia. Altre città importanti dove si svolge il festival sono Phuket, su tutte le sue spiagge e nella capitale Bangkok. Altro luogo molto suggestivo è il parco storico di Sukhothai, la prima capitale del Paese, dove migliaia di lanterne illuminano le rovine dell’antica città.

Il festival, sia Koi Krathong o Yi Peng, si celebra anche in altri Paesi buddisti come il Laos, il Myanmar e la Cambogia. Durante il Loy Krathong vengono adagiate sul fiume queste piccole ceste galleggianti costruite artigianalmente con materiali come legno, foglie, anche pane, dando la forma di un fiore di lot. Nelle ceste trova spazio la candela, fantasie di fiori, foglie, incenso e offerte votive costituite da monetine, ciocche di capelli o unghie che simboleggiano l’allontanamento delle disgrazie. Le candele rappresentano un omaggio al Buddha mentre le ceste i peccati e le frustazioni che vengono abbandonate.

Secondo la credenza popolare, infatti, quanto più il Loi Krathong si allonta dalla riva, tanto più i giorni a seguire saranno fortunati. L’atmosfera è surreale, il rito si svolge in un silenzio carico di aspettativa e di stupore. Al sorgere della luna, le rive dei fiumi e le spiagge si riempiono di persone, generalmente vestite di bianco, che lasciano andare i loro krathong sull’acqua: una distesa di barbagli si muove come tante lucciole sullo specchio d’acqua in un sentire estatico e collettivo.

Festival delle Lanterne, una magia indimenticabile

Durante lo Yi Peng, che si svolge nel nord della Thailandia, la magia viene regalata dall’accensione di migliaia di lanterne che si lasciano volare in cielo come segno di buon augurio. Le lanterne, in carta e tutte lavorate a mano, funzionano con lo stesso principio della mongolfiera. Una candela le scalda e le porta a librare nell’aria. La notte si illumina di centinaia di fiammelle che si riflettono in acqua. Diventa difficile pronunciare una sola parola, talmente intensa l’atmosfera che si crea. La speranza rende fratelli tutti. Molti dei partecipanti, infatti, scrivono il loro desiderio sulla lanterna affidandolo al cielo, nella dolce fiducia che dall’alto possa qualcuno ascolarlo e renderlo possibile.

Per i thailandesi invece si tratta di una tradizione religiosa millenaria e per questo motivo la “sentono” sempre con grande partecipazione e profondo rispetto. Sono tante anche le leggende che anima questa suggestiva tradizione. Secondo alcuni nei tempi antichi il Loi Krathong corrispondeva a un rituale per venerare la Dea dell’Acqua Phra Makhongkha, per altri da considerarsi un segno di rispetto nei confronti delle divinità Vishnu, Shiva e Brahma. Oggi è soprattutto una cerimonia legata al buddismo, un ringraziamento al Buddha o una preghiera per affidare all’acqua o al cielo sogni e desideri.

Chi partecipa al rito del festival delle Lanterne, difficilmente dimenticherà certe notti. Fiducioso che quelle speranze, in forma di luci libranti nell’oscurità e tremolanti sull’acqua, possano arrivare ovunque e trasformarsi, grazie all’ignoto che ci sovrasta, in autentica realtà.

 

 

 

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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