Fioritura di Castelluccio, l’esplosione policroma dell’estate

Fioritura di Castelluccio, l'esplosione policroma dell'estate
Fioritura di Castelluccio, l'esplosione policroma dell'estate

Fioritura di Castelluccio, in questi giorni è esplosa. Il Pian Grande di Castelluccio di Norcia si è colorato dei cromatismi più intensi per la presenza delle migliaia di papaveri, margherite, fiordalisi. Coloratissime “sentinelle” dei campi a pochi chilometri di distanza da Norcia.

Fioritura di Castelluccio per celebrare le meraviglie della natura e rimanerne semplicemente estasiati. Arrivare a Castelluccio in motocicletta fa l’effetto di un sipario che si apre per vedere uno spettacolo tanto atteso.

Per i motociclisti più amanti delle strade “tortuose”, suggerisco di svoltare sulla Salaria dopo Posta, direzione Cittareale e Cascia. Una strada solitaria che attraversa boschi e montagne. L’impatto sullo “squarcio” del panorama sulla fioritura di Castelluccio, sarà ancora più intenso. Soprattutto, una volta arrivati “in vetta”, siamo sempre a quota 1452  mt.

Arrivando al valico, dalla provinciale 477, la distesa di colori incanta immediatamente. Sollevare la parte anteriore del casco modulare sarà il gesto più immediato, come lavarsi le mani ai tempi del coronavirus. Non solo cilindri e testate del motore della vostra motocicletta saranno ben caldi ma sarà ancora più ardente il vostro cuore.

Fioritura di Castelluccio, una tradizione molto amata

La fioritura di Castelluccio è un evento molto amato da turisti e motoviaggiatori, una tradizione che rende omaggio alla natura. Nonostante la nostra irresponsabilità nell’accudirla. Castelluccio è nota per la coltivazione della lenticchia IGP e nella zona del Pian Grande, un’area circondata dai monti che rendono questo luogo ancora più magico e speciale.

Si pensa che la bellezza della fioritura che si ripete ogni anno tra giugno e luglio sia dovuta alla coltivazione e alla fioritura della lenticchi. In realtà, è un fatto vero ma solo in parte. Bisogna esser grati ai contadini della zona, infatti, che, per proteggere i campi e non utilizzare i pesticidi, nei momenti in cui venivano coltivate le lenticchie, lasciavano che le altre piante prosperassero nei terreni.

In questo modo, in attesa della crescita delle lenticchie, le piante infestanti si alternano e prendono spazio. Ecco che, allora, in base al periodo, si possono ammirare papaveri, camomilla bianca, leucantemi, senape selvatica, lo specchio di Venere e i fiordalisi. Tutto con toni cromatici che virano dal bianco al viola dal celeste al rosso.

Le vette, seppure non altissime, racchiudono questi fiori colorati come un grande abbraccio nella grande conca situata all’ombra del monte Vettore, nel cuore del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Sembra di trovarsi in un quadro di Van Gogh. Occhio però a non fare irruzione nei campi, calpestando questa bellezza. Lasciate stare i selfie e apprezzate il luogo dove vi trovate.

Dicevamo, sembra di essere in un quadro. Basta prendere l’itinerario degli altipiani per accorgersene. Per i motociclisti un percorso davvero interessante. Non saprete dove far cadere lo sguardo, tale è la bellezza di ogni frazione di paesaggio.

Dall’itinerario degli altipiani alla “Zona Rossa”

Proseguendo per l’itinerario degli altipiani, finirete nella “zona rossa” di Arquata del Tronto. Purtroppo, l’effetto che mi ha fatto è lo stesso che provano Alberto Sordi e Vittorio Gassman, nei panni dei soldati Oreste Jacovacci e  Giovanni Busacca sul film di Mario Monicelli La Grande Guerra.

Ridono, cantano e scherzano, fanno caos finché non si avvicina a loro che sono in partenza per il fronte il treno bianco dei feriti che dal fronte ritorna. Ecco, io passando dalle meraviglie policrome di Castelluccio, sono arrivato alle macerie ancora lì dei paesi rasi al suolo dal terremoto del 2016, non ho potuto che trattenere il respiro e fare silenzio anche dentro di me. Guardando a quelle macerie come a quel treno bianco.

Tornato sulla Salaria, passata la commozione, si punta verso casa. Magari attraversando la bellissima Val Nerina di cui non mancherò di parlarvi in un prossimo articolo. Se avete tempo in questi giorni, non mancate di inebriarvi con la fioritura di Castelluccio e con la speranza che si possa sempre esser capaci di portarsi dentro una invincibile estate.

Scheda di percorrenza

Chilometri percorsi: 480 circa

Luoghi visitati: Piana di Castelluccio

Durata itinerario: 8 ore circa da Roma

Da vedere nelle vicinanze: Norcia, Cascia, Antrodoco, La valle santa reatina e i luoghi di San Francesco

Strade percorse: Salaria, SP 473, Strada della Val Nerina

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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