L’esoterico Giardino dei Tarocchi di Capalbio

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Giardino dei Tarocchi di Capalbio, un luogo dove “perdersi” e sognare

A Capalbio, in Toscana, esiste un posto che svetta indisturbato tra la selvaggia vegetazione locale e dall’aspetto un po’ magico e un po’ spirituale. Un luogo intrinseco di arte, misticismo, passione e di vita vissuta. Un’esplosione di colori e un pullulare di mosaici che si fa elegantemente spazio tra la natura maremmana. Parliamo del Giardino dei Tarocchi di Capalbio, un parco ispirato al mazzo di carte da gioco e che deve la sua nascita all’artista francese Niki de Saint Phalle.
Niki de Saint Phalle

La scultrice Niki de Saint Phalle nacque in Francia il 29 ottobre 1930 e morì in California il 21 maggio del 2002. Una vita travagliata la sua, ma ricca di piccoli e importanti eventi che la portarono a realizzare uno dei parchi più stravaganti che esista. Fu l’essere rinchiusa in manicomio a soli 22 anni che la aiutò a pensare all’arte come una sorta di terapia. Niki, infatti, costruì il Giardino dei Tarocchi di Capalbio con l’obiettivo che questo potesse, in qualche maniera, guarire tutte le persone affette da malattie.

Ma non solo, nel 1955 la scultrice si recò in Spagna scoprendo le magnificenze del collega Antoni Gaudí dalle quali trasse enorme ispirazione. Estro che raggiunse il suo picco migliore dopo aver conosciuto anche un altro luogo fondamentale ai fini della creazione del parco: il Sacro Bosco di Bomarzo.

Questo giardino di sculture divenne poi, l’interesse primario di Niki. Si occupò di lui insieme ai suoi collaboratori, generando opere ciclopiche con materiali diversi tra loro: vetro, acciaio, porcellana e con lo scopo di rappresentare 22 carte degli Arcani.

A Passeggio nel Giardino dei Tarocchi di Capalbio

Ricordo ancora la forte sensazione di stupore avvertita la prima volta che ho messo piede in questa perla della Toscana. Ero appena entrata in un mondo surreale, fatto di tanti piccoli messaggi sparsi qua e là e gigantesche sculture enigmatiche.

 

capalbio albero della vita capalbio taorcchi
Dettagli Albero Della Vita

Si accede al Giardino dei Tarocchi attraverso un padiglione di ingresso realizzato dall’architetto Mario Botta. Un muro larghissimo in cui è stata ricavata un’ampia fessura che indica la netta separazione tra l’esoterismo interno del parco e la rigidità del mondo esterno. Ecco che si viene catapultati in un universo incantato, un gioco magico, a tratti inquietante, in cui perdersi ed osservare. E sono lì le opere colorate e imponenti realizzate da Niki e collaboratori.

C’è la Papessa, scolpita a bocca aperta per omaggiare il monumento principale del Sacro Bosco di Bomarzo, e il Mago che sovrasta la piazza centrale e la fontana sottostante. E poi c’è una meccanica Ruota della Fortuna, l’Albero della Vita che al posto dei rami ha dei serpenti, la Morte, la Temperanza, gli Innamorati e così via.
Le opere più significative del Giardino dei Tarocchi

carta del sole scultura
Il Sole

Tra le sculture armate di acciaio, decorate da materiali scintillanti e con una combinazione incredibile di colori, ne troviamo alcune particolarmente bizzarre ed eccezionali! Il Sole, per esempio, riproposto come un uccello ad ali spiegate perché questo è l’animale che più si avvicina al cielo; il Papa, simbolo di risoluzione dei problemi della vita, dell’insegnamento, dello studio e della meditazione e che la scultrice rappresenta proprio con 3 occhi; l’Imperatore, una meraviglia alchemica a forma di castello con una corte a cielo aperto e una sequenza di pilastri con la forma di tronco d’albero; l’Imperatrice, una scultura-abitabile con seni prorompenti e finestre al posto degli occhi.

È stato proprio all’interno dell’arcano Imperatrice, infatti, che Niki ha ricreato un perfetto ambiente in cui soggiornare durante la costruzione del Giardino dei Tarocchi di Capalbio. Una casetta vera e propria rivestita con frammenti di specchi veneziani e con tanto di camera da letto, soggiorno, cucina e bagno. Un vero punto d’incontro, una sorta di laboratorio creativo per lei e per i suoi collaboratori.

 

imperatrice interno giardino tarocchi
Interno de l’Imperatrice

Ci sono memorie, citazioni, numeri e messaggi di speranza incisi tra le fantasmagoriche sculture arcaniche del Giardino Dei Tarocchi. Pensieri utili al visitatore per scegliere il percorso più consono alle sue volontà. Un mondo davvero fatato e fascinoso, quello di Capalbio, in cui anche gli adulti possono permettersi di tornare bambini e sognare un po’.

 Contributo a cura di Serena Proietti Colonna

Foto: Pixabay

 

Serena Proietti Colonna

Serena Proietti Colonna

Dottore di Ricerca in Psicologia Cognitiva, appassionata di marketing, amante della scrittura, ma soprattutto viaggiatrice. Racconta le sue emozioni, i suoi itinerari, le sue esperienze e i suoi frattempi di vita nel suo blog personale I Frattempi della mia vita e non solo. La natura è ciò di cui non può fare a meno e l'empatia è quello che la caratterizza di più.

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