I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà “ritrovata”

I colori degli Etruschi, la sintesi di una civiltà che ancora oggi affascina. Non solo per il mistero che a tale civiltà si collega o sul culto della morte che professarono. Ma perché, come ricorda lo studioso tedesco Werner Keller, “furono gli Etruschi coloro che, molto prima di Roma, nel momento del trapasso tra preistoria e storia, edificarono nel cuore d’Italia un’alta civiltà, ponendo le fondamenta della futura ascesa dell’Europa”. Degli Etruschi, in particolar modo, avvolge la bellezza dei cromatismi utilizzati per descrivere la loro essenza.

A questo proposito, per ammirarne tutta la bellezza, una interessante selezione di lastre parietali figurate e decorazioni architettoniche a stampo in terracotta policroma, provenienti dal territorio di Cerveteri (l’antica città di Caere) e in parte inedite, sarà proposta da oggi 11 luglio 2019 sino al 2 febbraio 2020 nella mostra “Colori degli Etruschi. Tesori di terracotta alla Centrale Montemartini”. Parliamo di testimonianze di fondamentale importanza per la storia della pittura etrusca, recentemente rientrate in Italia grazie all’azione di contrasto del traffico illegale di reperti archeologici dell’Arma dei Carabinieri e alla diplomazia culturale del Mibac.

I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà "ritrovata"
Frammenti di lastra dipinta con raffigurazione di uomo armato, inv. provv. SYM 2017/125. Sequestro effettuato dai Carabinieri TPC al Porto franco di Ginevra

L’esposizione, a ingresso gratuito per i possessori della MIC, è ospitata ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, ed è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dalla SABAP (Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale), con il patrocinio della Regione Lazio. Il progetto scientifico e cura di Alfonsina Russo, Claudio Parisi Presicce, Leonardo Bochicchio, Daniele Federico Maras e Rossella Zaccagnini con l’organizzazione Zètema Progetto Cultura.

I colori degli Etruschi, la storia del ritrovamento

All’inizio del 2016 i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale hanno recuperato a Ginevra una ingente quantità di reperti sottratti illegalmente all’Italia: insieme a vasi figurati della Magna Grecia e a statue romane è stata rinvenuta una straordinaria serie di lastre parietali e di frammenti architettonici etruschi dalla vivace policromia, accumulati in frantumi in decine di casse, senza più alcun ordine coerente.

Notevoli responsabilità, nel favorire questi fenomeni criminali, hanno avuto i grandi collezionisti, i musei privati statunitensi, come ad esempio il Museum J.P.Getty a Malibu in California, e alcuni spregiudicati uomini d’affari che soprattutto negli anni ’80 del 1900, istituendo dei fondi di investimento specializzati in arte antica e monete, hanno contribuito al boom del commercio illecito di opere d’arte antica (secondo una stima del Comando Carabinieri TPC nel 1993 il fatturato mondiale era di 7.000 miliardi di dollari). Da non trascurare, infine, il ruolo di alcuni musei europei che, pur di incrementare le raccolte, erano disposti a pagare cifre considerevoli.

I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà "ritrovata"
Antefissa in terracotta dipinta con Satiro e Menade. Restituzione Getty Museum

Un’attenta attività di studio e restauro condotta dalla SABAP su tali reperti, frutto di scavi clandestini e quindi privi di dati di contesto, ha consentito di riconoscere “i colori degli Etruschi” in un cospicuo numero di frammenti, grazie alle loro caratteristiche tecniche e alla raffinatezza di esecuzione, lastre dipinte etrusche provenienti dall’antica Cerveteri, note finora solo da esemplari presenti in alcune delle più importanti collezioni museali italiane e straniere.

Sulla base di accordi internazionali, a partire dal Memorandum d’intesa sottoscritto con il Governo degli Stati Uniti d’America nel 2011, musei europei e americani, invece di acquistare nuovi reperti archeologici, espongono per un lungo periodo complessi di reperti, provenienti da scavi autorizzati, normalmente conservati nei depositi dei musei italiani, dopo averli restaurati e analizzati scientificamente. In questo modo, con procedure assolutamente legali, hanno la possibilità di presentare esposizioni periodicamente rinnovate e fortemente attrattive per il loro pubblico.

In ultimo, un importante accordo stipulato nel 2016 a Roma con il Museo Ny Carlsberg di Copenhagen ha consentito la restituzione di straordinari reperti provenienti dal Lazio, tra cui un sontuoso carro del VI secolo a.C., caratterizzato da una splendida decorazione in bronzo, trafugato dalla necropoli di Eretum (Montelibretti) e un complesso di raffinate decorazioni architettoniche e frammenti di lastre dipinte, sempre del VI secolo a.C., provenienti da Cerveteri.

I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà "ritrovata"
Cratere attico a figure rosse firmato dal ceramografo Euphronios, raffigurante Ercole in lotta contro Kyknos, inv. provv. NY-SW1. Databile intorno al 510 a.C. Restituito dal Metropolitan Museum of Art di New York nel 2010

Proprio da questa importante città etrusca proviene il famoso cratere di Euphronios – uno dei più importanti artisti della ceramica attivi ad Atene sullo scorcio del VI secolo a.C. – uscito illegalmente dall’Italia nel 1971, oggi esposto nel Museo Archeologico della stessa Cerveteri e che rappresenta il simbolo della lotta contro il traffico illecito e un incoraggiamento per tutti coloro che operano in questo settore a proseguire con fiducia nella salvaguardia del territorio e dell’immenso patrimonio archeologico che continua a restituirci.

La Soprintendenza, con varie edizioni della mostra “I Predatori dell’Arte e il Patrimonio ritrovato: le storie del recupero” allestita, da ultimo, negli spazi di Casa Grifoni nel 2017, nel cuore della cittadina di Cerveteri, dopo la prima esposizione al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia nel 2012 e la seconda al Museo Archeologico Nazionale di Vulci nel 2013, ha voluto gettare luce sull’entità degli scavi clandestini che in passato hanno interessato le necropoli e i santuari delle città etrusche, in particolare di Cerveteri, con una grave sottovalutazione del fenomeno criminale da parte delle comunità locali dell’epoca.

La prima fase di studio

Una prima fase di studio e ricerca condotta su questi preziosi materiali, datati tra il 530 e il 480 a.C., è culminata in una mostra e in un convegno internazionale di studi organizzati dalla SABAP presso il Castello di Santa Severa (Santa Marinella, Roma) nel giugno 2018, a cui ora fa seguito l’edizione romana della mostra, nella prestigiosa sede della Centrale Montemartini, in un allestimento rinnovato e aggiornato grazie alla presentazione degli ultimi risultati delle ricerche. Con i colori degli Etruschi che ritornano a splendere e ad avvolgere con il loro mistero.

I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà "ritrovata"
Frammento di lastra dipinta con figura di cigno (da Asta Bertolami). Deposito SABAP RM Met

Attraverso l’articolato percorso espositivo, la mostra I colori degli Etruschi vuole offrire al pubblico una chiave di lettura il più possibile esaustiva delle terrecotte dipinte etrusche recuperate, suddivise per temi e tipologie (imprese di Ercole e altri miti; la danza; gli atleti e i guerrieri; i contesti; le terrecotte architettoniche) e illustrate da preziosi materiali di confronto, in molti casi inediti, cercando di restituire al meglio a questi frammenti, decontestualizzati dallo scavo e dal commercio clandestino, una serie di preziose informazioni che permettano loro di fornire nuovamente il proprio inestimabile contributo alla conoscenza della storia e della produzione artistica dell’antica Caere all’apice del suo splendore culturale.

I colori degli Etruschi, fascino e mistero di una civiltà "ritrovata"
Casse contenenti frammenti delle lastre dipinte, al momento del sequestro

I pregevoli materiali archeologici di confronto esposti in mostra per corredare e approfondire le tematiche affrontate nelle varie sezioni espositive sono anch’essi in parte frutto di recuperi effettuati dall’Arma dei Carabinieri, in parte di restituzioni effettuate in base ad accordi internazionali tra il Mibac e prestigiosi Musei stranieri. A questi materiali si aggiunge il contributo fornito da un prezioso nucleo di vasi attici a figure nere e rosse appartenenti alla Collezione Castellani dei Musei Capitolini, normalmente non esposti al pubblico, e scelti per analogia tematica.

La mostra vuole anche rappresentare, con una sezione appositamente dedicata, il dovuto riconoscimento, nel cinquantenario della sua istituzione, all’infaticabile attività svolta dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, impegnato quotidianamente nella sua azione di contrasto al traffico illegale di opere d’arte del nostro Paese. I colori degli Etruschi ,grazie all’attività svolta dai Carabinieri, tornano a noi.

Per maggiori informazioni www.museiincomuneroma.it

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, fotografo, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Fondatore e direttore del quotidiano online Green Planet News e dell'agenzia di editing e comunicazione Laboratori Editoriali.

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