Icons di Eliott Erwitt, l’arte di “viaggiare” con la fotografia

Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
USA. New York. 1956. American actress Marilyn MONROE.

In programma a Roma la mostra su Eliott Erwitt, uno dei più grandi maestri della fotografia contemporanea. Sino al 17 maggio 2020

Al WeGil, l’hub culturale della Regione Lazio a Trastevere, si celebra Eliott Erwitt con una retrospettiva organizzata da LAZIOcrea in collaborazione con SudEst57 che raccoglie settanta dei suoi scatti più celebri di Erwitt: uno spaccato della storia e del costume del Novecento visti attraverso lo sguardo tipicamente ironico del fotografo, specchio della sua vena surreale e romantica. Erwitt compirà 92 anni, ‘Icons’ gli rende un omaggio augurale con le sue immagini più belle.

Eliott Erwitt, chi é

Elliott Erwitt è nato a Parigi da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passa i suoi primi anni in Italia, a Milano. A 10 anni, si trasferisce in Francia con la sua famiglia e da qui negli Stati Uniti, nel 1939, prima a New York e, due anni dopo, a Los Angeles. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavora in un laboratorio di fotografia che sviluppa stampe “firmate” per i fan delle star di Hollywood.

La grande opportunità gli viene offerta dall’incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amano le sue fotografie al punto da diventare i suoi mentori. Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall’esercito americano nel 1951, continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l’esercito stesso, mentre soggiorna in New Jersey, Germania e Francia.

Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
Elliott Erwitt/MAGNUM PHOTOS USA – California 1956 ©

Nel 1953, congedato dall’esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, a unirsi a Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968 per tre mandati.

Oggi Erwitt è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi. I libri di Erwitt, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le sue campagne pubblicitarie sono apparse su pubblicazioni di tutto il mondo per oltre quarant’anni.

La visione del mondo dell’artista

“Tutto è serio ma può anche non esserlo”, così Eliot Erwitt riassume il suo modo di guardare il mondo. Le foto di Eliott Erwitt raccontano come la vita può essere drammatica e allegra, seria ed ironica, è un viaggio nella storia attraverso i grandi personaggi del Novecento, gli eventi, le star, le mode, i cani, la natura, il paesaggio, la città.

Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
USA. North Carolina. 1950

Venerdì scorso, alla conferenza stampa della presentazione della mostra, la curatrice Biba Giachetti, che lavora con Eliott da più di vent’anni, ha detto: “Una mostra per tutti, che affronta dei temi che sono molto seri con la poetica la voce di Erwitt, spesso ironica, talvolta romantica ed altre volte più drammatica. Erwitt mancava da tanto tempo a Roma, queste sono le fotografie più famose che lui ama di più, sono dei piccoli estratti dei suoi temi, un concentrato del suo archivio che abbiamo selezionato insieme, una collezione del best of the best”.

Le immagini

L’obiettivo di Erwitt ha catturato alcuni degli istanti fondamentali della storia del secolo scorso che, grazie alle sue fotografie, sono rimasti impressi nell’immaginario collettivo.

Dall’incontro tra Nixon e Kruscev, all’immagine di Jackie Kennedy durante il funerale del marito, dal celebre incontro di pugilato tra Muhammad Alì e Joe Frazier, al fidanzamento di Grace Kelly con il principe Ranieri di Monaco.

Tra le foto in mostra, non mancano i celebri ritratti di Che Guevara, Marlene Dietrich e la famosa serie dedicata a Marilyn Monroe. Gli scatti più iconici e amati di Erwitt come il “California Kiss” in cui emerge la vena più romantica del maestro.

A proposito di ironia, strappano un sorriso la serie di fotografie dedicate ad un “servizio di moda sulle calzature femminili” in cui compaiono i cani, “avevo deciso di fotografare le scarpe dal punto di vista canino, perché i cani vedono più scarpe di chiunque altro” così racconta Erwitt.

Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
USA. New York City. 1974

Della stessa vena giocosa è testimonianza la collezione di autoritratti del fotografo, immagini che raccontano tanto dell’artista compresa la capacità innata di prendersi gioco non solo della realtà esterna ma anche di sé stesso.

“Se le mie immagini aiutano qualcuno a vedere le cose in un certo modo, probabilmente è a guardare le cose con più leggerezza”.

Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
FRANCE. Provence. 1955
Icons di Eliott Erwitt, l'arte di "viaggiare" con la fotografia
USA. New York. 1999

La mostra, un percorso libero, un viaggio in bianco e nero in un mondo pieno di sfumature e colori. Buona mostra a tutti!

 

Per tutte le informazioni:
https://www.wegil.it/home/elliott-erwitt-2/

Contributo “ospite” a cura di Manola Testai

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