Gentilezza, festeggiamola bene il 13 novembre con un sorriso in più

Gentilezza, festeggiamola bene il 13 novembre con un sorriso in più
Foto di reneebigelow da Pixabay

Gentilezza, Giornata mondiale nata nel 1998 a Tokyo e introdotta in Italia nel 2000 che si festeggia il 13 novembre per “metterci tutti alla prova”. Proviamo a farlo: come misura del quotidiano la cura e l’attenzione per gli altri, fosse anche un pensiero. Sulle difficoltà, su quello che molti di noi stanno vivendo, non sempre piacevole, per tanti motivi. Essere “empatici” contribuisce a “pacificarsi”. Perché, molto spesso, avercela con tutti non significa altro che avercela con sé.

Gentilezza, una forma di spiritualità cui fanno eco le parole dello scrittore e poeta francese Christian Bobin che scrive nel suo bellissimo libro La Luce del mondo:“La luce del mondo non viene dal mondo: viene dall’avvampare dei cuori puri, invaghiti, più che di sé, della radicale semplicità del cielo azzurro, di un gesto generoso, di una parola fresca.” Una veglia intensa sul tesoro delle parole. Come in un atto gentile si nasconde un tesoro, appunto quello del gesto generoso e della parola fresca.

È ancora possibile un gesto di gentilezza?

Il mondo ha bisogno di gentilezza, o forse sarebbe più corretto dire di “sensibilità”. Con tutto ciò che ci accade intorno, con le persone, la sofferenza, le difficoltà, gli essere più indifesi. Difficile credere che la gentilezza possa salvare il mondo soprattutto se espressione edulcorata di una facciata fintamente “aristocratica”.

Un po’ come quelli che si fregiano del motto noblesse oblige e che poi finiscono per comportarsi all’opposto. Non avendo minimamente consapevolezza di ciò che ferisce negli altri.

Particolarmente indicate le parole di Madre Teresa di Calcutta per chi pensa di “insuperbirsi” con facilità, trascurando anche quell'”essere per la morte” di cui riferisce Heidegger: “C’è chi crede che tutto gli sia dovuto, ma non è dovuto niente a nessuno, le cose si conquistano con dolcezza ed umiltà”.

Dunque, la gentilezza è una attitudine che tutti possediamo ma che, purtroppo, usiamo molto poco. Può sembrare strano indire una giornata mondiale per ricordarci di essere gentili o per farci riflettere sull’importanza di un gesto, eppure le buone maniere possono salvare il mondo al giorno d’oggi.

Essere gentili solo durante questa giornata, ovviamente, non cambierà la nostra vita, ma ci ricorderà che un piccolo gesto di gentilezza può fare una grande differenza cambiando la vita di qualcun altro. Come un sorriso aperto.

Gli stili di vita di certo non cambiano in una giornata, ma accendere i riflettori su questo tema fa pensare. Compiere un atto gentile ci rende, infatti, più felici. Chi è sereno di sé, senza trovare facili evasioni di fronte alla durezza della vita, tende a sua volta a essere gentile con gli altri. Dire grazie, prego, scusa, per favore va infatti al di là della buona educazione per diventare atteggiamento e modo di essere.

Alcuni esempi dal mondo

In Giappone c’è la tradizione della Senbetsu che consiste nel fare un regalo a qualcuno alla vigilia di un viaggio. Allo stesso modo, però, è anche un dono d’addio per chi se ne sta andando o sta cambiando lavoro.

In Sudafrica c’è l’Ubuntu, una filosofia, seguita anche in Malawi e Zimbabwe, che definisce il senso di umanità attraverso i rapporti umani e la gentilezza che dimostriamo al nostro prossimo. Ci ricorda, infatti, che ogni essere umano è parte di un legame universale e che quindi siamo più forti quando lavoriamo assieme piuttosto che da soli.

E in Italia?

Trovo molto interessante questa iniziativa pensata per i bambini come si legge sul sito Fantavolando: “Ogni bambino potrà preparare delle foglie per l’albero disegnando la sagoma della mano e scrivendo una parola gentile, inoltre potrà completare un cuoricino scrivendo perché è importante essere gentili”.

Buona Giornata della gentilezza perl il 13 novembre, insomma, e soprattutto di tanta speranza. Esercitiamoci bene a coltivare l’una e l’altra.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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