Il cammino di Celestino, nel parco della Majella come a Santiago

Il cammino di Celestino, nel parco della Majella come a Santiago
Il cammino di Celestino, nel parco della Majella come a Santiago

Il cammino di Celestino, il Sentiero dello spirito al Parco nazionale della Majella, una sana occasione per immergersi in un pellegrinaggio “naturomistico” ad alto tasso “emozionale”. Il Sentiero dello spirito altresì chiamato il Cammino di Celestino è infatti il percorso che porta alla scoperta di eremi di Celestino V che vi faranno apprezzare ancora di più l’Abruzzo e tutte le gioie del silenzio in compagnia dei vostri passi.

Il Cammino di Celestino al Parco nazionale della Majella è un itinerario per gli amanti delle camminate intense, e dei dialoghi “immersivi” con il paesaggio circostante, lungo circa 73 km.

Il Sentiero dello spirito o Cammino di Celestino ha inizio da Badia di Sulmona per concludersi all’Abbazia di San Liberatore a Majella. Occorrono circa 4 giorni per completare il percorso che vi porterà sulle tracce di quel Pietro da Morrone che diventerà Papa Celestino V. Il Sentiero dello spirito rappresenta, dunque, una sorta di cammino di Compostela qui da noi, in Italia, in Abruzzo. Un modo interessante per fare “turismo sostenibile” e anche un po’ di “meditazione camminata” per gli amanti dello “svago interiore”.

Il Cammino di Celestino alla Majella, 4 tappe

Dopo la partenza da Badia di Sulmona, proprio davanti all’ingresso dell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone, dove è d’obbligo fare una visita a quella che fu la sede dell’ordine Celestiniano, e del sovrastante eremo di S. Onofrio, arroccato sulle balze rocciose, il sentiero sale gradualmente fino sulla cima al Monte Morrone, passando per l’eremo di S. Pietro.

Dalla vetta della montagna una lunga discesa conduce al borgo termale di Caramanico Terme (1°tappa). Il giorno successivo si percorre quasi per intero la splendida valle dell’Orfento e dopo una breve sosta ai ruderi dell’eremo di S. Onofrio si risale lungo la ripida e ombrosa Rava dell’Avellana.

Giunti a Pianagrande si può pernottare al Rifugio “Di Marco” (2° tappa). Il terzo giorno, dopo essere passati per il bellissimo eremo di San Giovanni, tra fitti boschi di faggio e capanne in pietra a secco si prosegue in direzione degli eremi di S. Spirito e San Bartolomeo, per arrivare in località Macchie di Coco nel comune di Roccamorice (3° tappa).

L’ultima tappa tocca gli eremi di S. Angelo a Lettomanoppello e S. Onofrio a Serramonacesca e si conclude, come accennato, nella vicina Abbazia di S. Liberatore a Majella. Il Sentiero dello Spirito può essere percorso anche a singole tappe, visitando gli eremi più belli attraverso brevi escursioni giornaliere.

La Charta Peregrini

Come a Santiago di Compostela, è possibile timbrare quella che viene chiamata Charta Peregrini, un modo di rifarsi al modello dei grandi cammini d’Europa. Escursionisti e pellegrini potranno far mettere il timbro per ogni eremo visitato lungo il Sentiero dello Spirito. Importante è dimostrare con una foto o con un video “l’avvenuto incontro”.

La Charta Peregrini può essere timbrata presso queste strutture:

  • Badia Morronese (Sede del Parco di Sulmona)
  • Centro di Visita di Caramanico Terme
  • Eremo di Santo Spirito a Maiella
  • Centro informazioni di Roccamorice
  • Abbazia di San Liberatore a Maiella

La Charta è gratuita presso tutti i centri informazioni e Centri Visita del Parco e viene consegnata unitamente alla spilla del Cammino. Al pellegrino che completa tutte le timbrature della Charta Peregrini viene rilasciata la Croce di Celestino, il certificato che conferma che avete visitato tutti i luoghi di culto del Cammino di Celestino.

In Transiberiana d’Italia, un altro modo di visitare gli eremi del Cammino di Celestino

Se volete un’alternativa al cammino, è possibile visitare gli eremi di Celestino V con la Transiberiana d’Italia, il treno storico delle Cento Porte per un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del Molise tra parchi nazionali e riserve naturali, attraverso le montagne e le strette gole. Si parte da Sulmona e si raggiunge la stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo, per poi scendere a Castel di Sangro, risalire fino a San Pietro Avellana e ridiscendere ad Isernia.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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