Il treno di Dante, viaggiare lentamente dal Mugello fino a Ravenna

Il treno di Dante, viaggiare lentamente dal Mugello fino a Ravenna
Foto di David Mark da Pixabay

Il treno di Dante, tutti i dettagli più affascinanti di un paesaggio, scanditi, come le celebri terzine del poeta fiorentino, dalla bellezza di un finestrino e dalla musica di una rotaia.

Il treno di Dante, un percorso di quelli sostenibili, in grado di anticipare la tendenza del turismo dell’anno che sarà. Con tutta probabilità. Il treno di Dante attraversa l’appennino tra Romagna e Toscana sulle orme di Dante Alighieri. Il treno di Dante unisce due città ricche di storia e bellezza, attraverso un territorio ricolmo di suggestioni paesaggistiche e culturali.

Il percorso ferroviario viene così chiamato perché si dipana nei luoghi dove l’Alighieri ha vissuto, scritto, combattuto e poetato, tra borghi, castelli, colline e rilievi ricchi di tradizione, oggi parte del parco letterario Le terre di Dante: un comprensorio nel quale la cultura è un’esperienza viva, da ripercorrere e attraverso cui “rinvigorirsi” ogni giorno.

Il treno di Dante ovvero La Faentina

Il nome ufficiale della linea del treno di Dante è La Faentina. Si tratta della ferrovia transappenninica Faenza-Firenze. Non è un treno a vapore e neppure l’Orient-Express ma l’esperienza è sicuramente da non perdere per chi preferisce viaggiare in totale relax, e godersi il panorama invece che correre o stare in coda in autostrada.

A settecentocinquanta anni dalla nascita del Poeta (Firenze, 1265) e a settecento dalla morte (Ravenna, 1321), la ferrovia Faentina permette di conoscere dove il poeta ha vissuto e narrato: terre ricche di tradizione dove la cultura si può vivere in tutti i suoi aspetti e sviluppi.

La Faentina è stata la prima ferrovia d’Italia ad attraversare gli Appennini: oggi, nell’epoca dell’alta velocità, percorrerla è un’esperienza perfetta per chi desidera scoprire un territorio in modo lento e ispirato, arrivando all’essenza delle cose, dei borghi e dei sapori che si incontrano lungo il cammino.

Un prodigio di ingegneria

Inaugurata nel 1893, la ferrovia tra Toscana e Romagna pone fine a secoli di isolamento di quelle terre. Le campagne e le lande nelle quali Dante aveva compiuto i suoi non facili spostamenti, alle soglie del Novecento potevano finalmente essere attraversate in poco tempo, grazie ai binari posati tra Livorno e Ravenna, a collegare la Fortezza Medicea con i grandiosi mosaici di Sant’Apollinare, il Tirreno con l’Adriatico.

Una ferrovia che con i suoi 101 chilometri di tratta viene subito considerata un prodigio di ingegneria: contava 30 gallerie, 55 ponti e viadotti, 18 cavalcavia e 15 stazioni ferroviarie intermedie. La ferrovia della Faentina sorge a 578 metri sopra il livello del mare e offre panorami mozzafiato lungo il percorso.

E ancora, a proposito di arte ingegneristica, pensiamo al ponte sul Rio Trillero, tutto in pietra serena. Qualche decennio dopo, i nazisti in ritirata e le bombe della Seconda guerra mondiale infliggono danni ingenti alla linea che tornerà a “splendere” con un servizio regolare solo nel 1999.

Il percorso attraverso il Mugello

Ognuno può scegliere come muoversi, dalla Toscana alla Romagna o il contrario. Partendo da Firenze a Santa Maria Novella, la Faentina si prende ai binari 17 e 18, ci si lascia alle spalle la collina di Fiesole in tutta la sua bellezza. A proposito di “prodigio d’ingegneria”, da rilevare la caratteristica la galleria di Sant’Andrea a Sveglia, completamente in curva.

Una volta oltrepassato il fiume Sieve, si entra nel Mugello, stazione di Borgo San Lorenzo. La valle del Mugello merita un fine settimana all’insegna di sapori e territori legati alla dei Medici che qui ha lasciato testimonianze imponenti come la Fortezza di San Martino nel borgo di San Piero o il Castello di Trebbio, patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Dalla stazione di San Piero, con una variante in autobus, possono essere raggiunti con facilità Barberino di Mugello e Firenzuola. Per gli appassionati delle “compere, c’è da vedere il Barberino Design Outlet. Non perdetevi, però, il Palazzo Pretorio, le logge medicee e il castello.

Firenzuola è un’altra sosta consigliata, perché l’impianto urbano mantiene inalterata la configurazione trecentesca, con parti del circuito murario trasformato nel XV secolo da Sangallo il Vecchio in cinta bastionata.

Direzione Romagna

Passato Borgo San Lorenzo inizia un tratto della Faentina particolarmente suggestivo. Si viaggia in salita con pendenze che in alcuni punti toccano il 26 per mille. Tutto intorno un paesaggio costituito da vecchie vigne e ulivi, pievi medievali e antiche case coloniche.

Ad un certo punto, il treno di Dante inizierà ad attraversare le montagne tra viadotti e gallerie. Tra queste gallerie spicca la galleria dell’Appennino o degli Allocchi, che raggiunge quota 578,38 metri sul livello del mare.

Sarete come sospesi tra cielo e terra, tra paesaggi danteschi che vi ricorderanno la Divina Commedia, un percorso quasi “sovranaturale”. Superato l’Appennino, il viaggio si distende puntando alla pianura romagnola, tra frutteti e ciliegi che in primavera fioriscono pieni di colori e di allegria, uno spettacolo degno di speranza.

Brisighella

La prossima sosta, in un’atmosfera che sembra uscire da una favola, è la cittadina di Brisighella: un posto magico, da visitare, percorrere, fotografare. Di origine medievale, Brisighella appartenne ai Manfredi signori di Faenza e, successivamente, a Cesare Borgia, il despota che ispirò a Machiavelli le pagine più accese del Principe.

Brisighella è un delizioso borgo medievale dominato dalla dalla Rocca e dalla Torre dell’Orologio. Da non perdere anche il centro termale della valle del Lamone. Per non dire della avvolgente Via degli Asini. Parliamo di una strada urbana sopraelevata che riceve luce dalle caratteristiche finestre ad arco, una preziosità architettonica unica al mondo.

La Via degli Asini deve il suo nome al fatto che una volta dimoravano da queste parti  i carrettieri che trasportavano il gesso dalle cave sovrastanti il paese, servendosi di asinelli.

Fino a Ravenna

A questo punto il viaggio del Treno di Dante, o della Faentina, è quasi concluso, perché dieci chilometri dopo Brisighella si arriva a Faenza, dove la linea si ricongiunge con la ferrovia adriatica Bologna-Ancona. Con un cambio a Faenza, il viaggio può andare avanti per il gran finale: Ravenna.

A Ravenna, tante le “delizie” da ammirare e di cui inebriarsi: non solo la tomba di Dante, per restare in tema, ma anche le splendide stelle dei mosaici del Mausoleo di Galla Placidia. Dopo Ravenna, inizia il percorso dei paesi e delle stazioni della riviera adriatica. Niente male concludere il treno di Dante con una bella passeggiata in riva al mare e una buona mangiate.

Eh sì, viaggiare in Italia è sempre speciale. A farvi compagnia, sarà sempre quella bellezza multiforme che si chiama storia, arte, natura, enogastronomia, identità.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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