Attraversare il mondo in Vespa, la storia di Giorgio Bettinelli

Attraversare il mondo in vespa, la storia di Giorgio Bettinelli
Foto: www.italiani.it

Giorgio Bettinelli, una passione per il viaggio e per la Vespa con lo spirito dell'”indomito” esploratore. Le sue avventure e i libri in cui le racconta sono capaci di consegnarci al fascino di un mondo tutto da scoprire e della vita stessa.

Giorgio Bettinelli e la sua Vespa, un amore per l'”on the road” vissuto con intensità per tutta la vita, “usque ad finem”. Giorgio Bettinelli, nato per fare il Globe Trotter… in Vespa. Cantautore, a vent’anni entra a far parte dei Pandemonium, scrittore e viaggiatore, Giorgio Bettinelli inizia il suo percorso a 14 anni. Il suo primo viaggio lo porta da Crema, città dove nasce negli anni Cinquanta, fino a Copenaghen.

Prima di arrivare all’amore della sua vita, la mitica Vespa PX degli anni Ottanta, un trattore instancabile caratterizzato da poca manutenzione e tanta robustezza, Bettinelli va in autostop in Tunisia e nel continente asiatico con il Magic Bus, il pullman che a prezzi ridotti collega Londra o Amsterdam all’India sulla leggendaria Hippie Road. Siamo infatti in piena epoca “Flower Power”.

Ma è solo anni dopo che Giorgio Bettinelli, “folgorato sulla via della Vespa”, opta per diventare un “vespista”. Non un motociclista tradizionale, tutto motori e bulloni. Un amante di quel derivato dal motore di avviamento di un aereo con cui stabilirà un “legame” per tutta la vita.

Giorgio Bettinelli, la passione per la vespa e gli inizi

La passione per la Vespa ha origine durante un soggiorno in Indonesia dove Bettinelli riceve in regalo lo scooter. E comincia a fare pratica. Mentre gira per Sumatra (anziché per i colli bolognesi come cantava Cremonini accomunato dallo stesso quant’è bello andare in giro con le ali sotto i piedi), Giorgio Bettinelli decide di partire in vespa dall’Italia per arrivare in Vietnam.

Da Roma a Saigon, 24 mila chilometri di avventura danno vita al suo primo libro In Vespa. Libro pubblicato nel 1997, che conta oggi dieci ristampe.

Il libro successivo, Brum Brum, di chilometri ne raccoglierà ancora di più: 254 mila chilometri.

Fra il 1994 e il 1995, Giorgio Bettinelli inizia il suo viaggio dall’Alaska alla Terra del Fuoco e fra il 1995 e il 1996 attraversa in Vespa i 52.000 chilometri che separano Melbourne da Città del Capo. Dopo le mille vicende e gli incontri della prima tappa, Bettinelli si avventura in un viaggio durato oltre tre anni che dal Cile lo porta alla Tasmania, attraverso Americhe, Siberia, Europa e Africa.

Nel suo quarto viaggio, definito Worldwide Odyssey, Giorgio effettua, tra l’ottobre 1997 e il maggio 2001, un giro del mondo in cui percorre ben 144 mila chilometri.

Parte dalla fine della Panamericana, dalla Terra del Fuoco in Argentina per raggiungere l’Alaska. Da qui arriva in Siberia imbarcando la sua Vespa per attraversare lo stretto di Bering, poi taglia tutta la Russia e l’Europa fino allo stretto di Gibilterra.

In Africa

Poi arriva in Africa. Attraversa regioni in guerra come la Sierra Leone o l’Angola e dice: “La guerra, non quella asettica, quella col machete”. In Congo viene anche rapito da un gruppo di guerriglieri che lo liberano dopo avergli rubato tutto.

Ma conosce anche l’Africa che amano molti viaggiatori, fatta di natura, colori, musica, allegria e caratterizzata dalla grande dignità della sua gente.

Dall’Africa si sposta in Asia meridionale, passando per lo Yemen. (Viene infatti dedicato un libro a parte a questo tratto del percorso: Rhapsody In Black. In Vespa dall’Angola allo Yemen). Raggiunsg poi l’Australia e la Tasmania, passando nuovamente per l’Indonesia.

Nel 2006 la sua ultima avventura

Il libro La Cina in Vespa, pubblicato nel 2008, racconta della sua ultima avventura: 39 mila chilometri lungo tutte le 33 regioni che compongono il gran mosaico cinese. In Cina Giorgio si era trasferito nel 2004 sposando la sua compagna cinese. Inizia infatti l’ultimo grande viaggio due anni dopo, nel 2006.

Descrive una Cina che sta per diventare quello che è oggi. Si passa dalle grandi città e dagli agglomerati commerciali e industriali più caotici ai villaggi sperduti e a deserti dove il tempo sembra essersi fermato.

Proprio in Cina, a Jinghong, Giorgio muore per un malore improvviso a 53 anni. Stava scrivendo un libro sul Tibet.

A quanti gli hanno chiesto cosa provasse alla fine di ogni viaggio ha sempre risposto che provava malinconia e nostalgia per la fine del viaggio. Amava infatti ripetere: “Il presente è molto più vivo nel futuro, quando è già passato”. Da vedere il cortometraggio di Francesco Crivaro Il Vespista che sintetizzano la ricerca, a tratti anche ossessiva, della libertà che c’era dietro al viaggiare di Bettinelli.

Per gli amanti del viaggio e delle due ruote, Giorgio Bettinelli è un bell’esempio. “Oggi faremo un bel po’ di chilometri insieme” si trovava a dire spesso al contachilometri della Vespa. L’augurio migliore che possa esserci per il futuro, soprattutto dopo questo complicato anno. Fare tanti chilometri insieme, con chi lo sapete voi.

Leggi anche

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Altri articoli

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Seguici su Facebook