In moto sulle strade del film Il Sorpasso

Sulle strade del film Il Sorpasso. “Abbiamo fatto Cecina, Punta Ala, Follonica, Livorno” dice una giovanissima Catherine Spaak. “Eh, già volevano fare un salto fino a Taormina, poi si è fatto tardi”. Chi non ricorda la risposta di Bruno Cortona sul film Il Sorpasso quando vede la figlia poco più che adolescente che se ne va in giro con un attempato Claudio Gora, perenne simbolo dell’industralotto ricco, tutto boom economico e serate mondane alla Capannina?

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

Ecco, il giro in moto, come sempre una spassata di battistrada dalla mattina alla sera, questa volta è stato Roma-Castiglioncello-Livorno-Bolgheri e ritorno. Rigorosamente tutto tramite via Aurelia dove gli autovelox sono più numerosi dei cazzari su Facebook. Sulle strade del film Il Sorpasso, insomma. Per amore del passato, del cinema e della motocicletta. Il Sorpasso è una buona idea per la nostra fuga estiva. Leggiamo quanto riportato dal giornale Internazionale.it in un articolo particolarmente ben scritto a firma di Francesco Longo: “La via Aurelia è un invito all’evasione. Chiunque ne percorra anche solo un tratto resta inebriato dallo scivoloso richiamo allo svago, al viaggiare, ai miraggi della villeggiatura. Quando ad agosto Roma è un deserto, aumenta il rischio di cedere alla seduzione dell’Aurelia: non è sempre possibile reprimere il desiderio di mettersi sulle tracce del film Il sorpasso di Dino Risi, e di indirizzare l’auto verso nord. Il film del 1962 – prodotto da Mario Cecchi Gori e sceneggiato da Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari – resta il migliore elogio di sempre della fuga estiva e del mettersi al volante senza una meta precisa tra gli infiniti pini italiani. Divenne subito una pellicola di culto, anche all’estero, tanto che ispirò in parte Easy rider di Dennis Hopper, del 1969. Vittorio Gassman ricevette due premi come miglior attore protagonista, il Nastro d’argento e il David di Donatello”.

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

Nonostante l’aria torrida, io e il mio amico Guido abbiamo percorso nell’arco di una giornata 700 chilometri in tratti di strada con 39 gradi di temperatura, l’atmosfera è di quelle “col groppo”. Nel senso che già Dino Risi è di quei registi che fanno carne della malinconia, ed è per questo che lo adoro. E poi tornare in certi luoghi e ripensare a certi anni e guardare l’Italia di oggi, triste, sfiduciata, ripiegata su se stessa e sui social, fa rimpiangere certa di malinconia. Quella dei film di Dino Risi. Per fortuna ci soccorre la bellezza dei posti e della natura.

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

Sulle strade del film Il Sorpasso, riporto ancora quanto scrive Longo su Internazionale.it: “Da Civitavecchia a Castiglioncello, dove sono diretti i protagonisti del film, sono circa due ore e mezzo di strada. Gli oleandri che rigurgitano dai lati della strada, rossi o bianchi, invadono le carreggiate. La meta è uno dei luoghi di maggior peso della pellicola. Sulla spiaggia dell’attuale stabilimento Ausonia si addormentano Gassman e Trintignant e si risvegliano la mattina sulle sedie a sdraio. Su quella spiaggia si ballava, si prendeva il sole, Catherine Spaak in bikini saliva a bordo di un motoscafo e si immergeva nelle acque del mare. Si svolgeva qui la famosa partita a ping-pong… Effettivamente, passava le vacanze a Castiglioncello già Luigi Pirandello. Il 4 agosto 1932 scrive una lettera all’attrice Marta Abba: “Qua il posto è veramente delizioso: un paradiso. Un silenzio! Una quiete! Bellezze naturali incantevoli; molto superiori a quelle di Viareggio e di Camaiore e di Lecco; Ti dico, un vero paradiso. Io sto tutto il giorno a lavorare, al cospetto del mare. La sera vedo qualcuno, D’Amico, il pittore Corcos, il pittore Bartoletti e Pasquarosa sua moglie, Pavolini e qualche altro. Domani arriverà Bontempelli”. Marta Abba trascorreva l’estate vicino a Viareggio, a Lido di Camaiore. Negli anni sessanta venivano in vacanza alcune famiglie storiche, tra cui i Monti; arrivavano Alberto Sordi e Gassman. Non lontano dalla spiaggia, nel circolo del tennis il Fazzoletto, si può vedere un affresco di Enzo Trapani. Si organizzavano anche tornei di tennis con Lea Pericoli e Nicola Pietrangeli. Tutto intorno alla piccola baia di cemento con lettini e ombrelloni l’acqua è trasparente. “L’acqua qui è bellissima da sempre. Ci sono i ricci, non resisterebbero se fosse inquinata. Alcuni miei clienti al largo hanno trovato cavallucci marini”. “Perché girarono Il sorpasso qui?”. “C’era Suso Cecchi D’Amico, fu lei a convincerli”.

 

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

 

In moto sulle strade del film Il Sorpasso

 

Noi ce la spassiamo tra gli stabilimenti , pensando al film. Ci sembra di rivederli tutti i protagonisti. Il tempo di un piatto di gnocchetti palamita e baccalà, due passi sotto un sole che infuoca e via ancora sull’Aurelia, a passo di boxer. Il finale della pellicola conosciamo. Lasciamo Castiglioncello per cercare il luogo dell’incidente e andiamo verso nord. Arriviamo a Calafuria. Nel punto dove la mitica Lancia Aurelia, quando ancora l’industria automobilistica italiana era un vanto mondiale, sbanda e precipita.

Sulle strade del film Il Sorpasso. Mentre Trintignant ha appena sottolineato di aver trascorso “i due giorni più belli della mia vita”. Gassman lo ha appena iniziato alla felicità, in poche ore, e Trintignant muore. Una iniziazione che si traduce in tragedia greca. Uno stigma sulla vita e sulla sua caducità, un invito a vivere senza dare spazio ai pensieri inutili e alle meschinità piccine così diffuse oggigiorno.La costa è cambiata, il mare si vede a stento ma il fascino della strada rimane intonso. Qualche scatto di rito e si riparte alla volta di Bolgheri.

Arriviamo a Bolgheri sulla celebre strada cantata dal Carducci, una piccola arteria incastonata tra queste due file di cipressi che rappresentano uno stato d’animo. Come le colline toscane più intense della Val D’Orcia. L’atmosfera è rarefatta, il caldo morde ma di fronte all’avvolgente bellezza del posto, tutto è secondario. La vigna, incastonata nel verde della macchia mediterranea, e gli antichi olivi incorniciano il silenzio che accarezza la mente con un lieve frusciare di vento.

I borghi sono ben conservati, non sembrano prevalere concessioni alla spettacolarizzazione turistica: percorrendo a piedi le piccole strade, si entra immediatamente in sintonia con una vita reale ancora a misura umana, senza stress e senza affanni. Che è il senso delle nostre fughe di un giorno. Il desiderio di fuggire altrove. Si sta facendo sera. Rimontiamo in sella e la strada è ancora più piacevole. Abbiamo fatto il pieno di sensazioni. Il miglior propellente per il motore del cuore e per combattere questa dannata amica che si chiama malinconia. Appunto, sulle strade del film Il Sorpasso. Rivivendone gli stessi umori.

Add comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post. Una volta cliccato sul pulsante verifica la tua casella e-mail per completare l'iscrizione.