Interrail anzi la meglio gioventù

Interrail anzi la meglio gioventù. Che mito. In tempi meno global-social, quando nella Germania dell’Est ordinavi la Trabant e ti facevano attendere 5 anni per averla, il dio messianico del turismo era l’Interrail. Quando partivi con lo zaino stracolmo, rigorosamente intelaiatura in metallo e la borraccia appesa come Continuavano a chiamarlo Trinità. Non dico Hippy perché tra Manson e spaparanzate promiscue di Woodstock, ai figli dei fiori, preferivo i figli di madre ignota.

Totò ripeteva che era uomo di mondo perché aveva fatto tre anni di militare a Cuneo, Bruce Chatwin che il moto è il miglior rimedio alla malinconia. Per non tralasciare il vecchio Jack Kerouac quando scrive: “Volevo procurarmi uno zaino completo, con il necessario per dormire, ripararmi, mangiare, cucinare, insomma cucina e camera da letto da portare in spalla, e andarmene chissà dove e trovare una solitudine perfetta e contemplare il vuoto perfetto della mia mente ed essere del tutto neutrale rispetto a qualunque idea e tutte”.

Il viaggio è sempre “esperienza”, scoperta, catarsi, un modo per confrontarsi con altre culture, ammesso che ne siano rimaste, anzi meglio, che siano riuscite a sottrarsi al Grande Leviatano del Pensiero Unico. Insomma, se il confronto c’è davvero  con la diversità del mondo, ci si aprono nuovi orizzonti. E si torna a casa un po’ diversi. Sempre. Se il mondo fosse quello della bandiera europea, una buona per tutti, che viaggio sarebbe? Il viaggio che vogliamo è quello di tanti colorati vessilli che sventolano policromatici a fare del cielo azzurro, una sinfonia di arcobaleni.

Interrail: l’opportunità

Ma questa è un’altra storia. Tornando all’Interrail, il programma, creato nel 1972 e accessibile con un pass che dura dai 5 giorni al mese, connette 30 Paesi per un totale di 170mila km di linee ferroviarie, interessante quanto stabilito dalla Commissione Europea per incentivare i giovani al viaggio. Come ai tempi di quando partivamo noi, oggi splendidi cinquantenni, e il massimo era arrivare a Berlino Ovest e immaginare come si stava a Berlino Est. Oppure rotta su Capo Nord.

La Commissione Europea ha stanziato un budget di 12 milioni di euro per il 2018 al fine di consentire a 20-30mila giovani, secondo le stime, di spostarsi gratis in treno su e giù per l’Europa. Per fare un’esperienza formativa “che aiuterà a promuovere l’identità, rinforzare il credo nei valori comuni e la scoperta dei siti culturali” europei. Basta che non ce la menate col Pensiero Unico Europeo, va tuuuuutto bene. Tanto Europa è e continua a essere varietà.

Il Commissario per l’istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport, Tibor Navracsics, ha “sentenziato”: “È importante offrire a tutti i nostri giovani l’opportunità di allargare i loro orizzonti facendo esperienza degli altri Paesi. L’educazione non riguarda solo ciò che impariamo in classe, ma anche ciò che scopriamo sulle culture e le tradizioni dei nostri concittadini europei”.

Il “Free Interrail pass for Europeans turning 18” è una bella opportunità per viaggiare all’estero, insomma, e farsi trasportare dal fascino della rotaia. Sarà organizzata una campagna promozionale per informare chi compie 18 anni a proposito di questa possibilità, resta da capire come, e potrebbe anche esserci anche un concorso aperto per selezionare i primi giovani viaggiatori.

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