Jones Bargoni, lo chef aquilano di Cuochi d’Italia lancia un appello per il suo Abruzzo

Jones Bargoni, lo chef aquilano di Cuochi d’Italia lancia un appello per il suo Abruzzo
Jones Bargoni, lo chef aquilano di Cuochi d’Italia lancia un appello per il suo Abruzzo

Jones Bargoni, lo chef che ha partecipato recentemente a Cuochi d’Italia, sfiorando la vittoria, esprime con il suo appello, la preoccupazione di un intero settore di fronte alle difficoltà del mondo della ristorazione. Il covid-19 mette in pericolo tanti territori e la creatività di giovani di talento come lui

Il giovanissimo chef aquilano Jones Bargoni ha partecipato a Cuochi d’Italia, la gara culinaria di Alessandro Borghese in onda su TV8, dove Jones ha rappresentato, con la sua arte culinaria, l’Abruzzo e l’Aquila, città in cui ha anche aperto il suo ristorante, L’Opera.

L’Aquila, una città che trasuda storia e cultura, ferita disastrosamente dal terremoto che l’ha colpita nel 2009, una cittadina che si è rialzata con forza e resistenza grazie anche al popolo abruzzese.

Nella maggior parte dei casi, quando un paese viene colpito dal sisma, difficilmente i suoi abitanti restano. Con le case inagibili o nei peggior casi anche distrutte, senza il lavoro che puntualmente si ferma, sono in tanti costretti a cercare un’altra abitazione e a inventarsi una vita per ricominciare.

Ecco Jones, un esempio, un creativo, un “irriducibile“, uno dei tanti giovani che da L’Aquila non è andato via, ha tenuto duro, ha fatto “resistenza”, senza cadere nella trappola della retorica, ha combattutto per la libertà, quella vera. Del suo territorio e delle tradizioni di un popolo come quello aquilano.

Jones inizia a lavorare nel 2009, appena 13enne, nella cucina da campo allestita dalla protezione civile in seguito al terremoto che distrugge L’Aquila. Mentre qualche inossidabile imbecille quella notte del disastro, alle 3.23, se la ride, Jones fa tesoro della vita, e di quanto questa possa esser dura mentre in tanti, col cerchietto in testa, fanno la rivoluzione coi soldi di papà o con quelli della finanza internazionale. Jones accumula capacità ed esperienza. Come fanno i piloti con le ore di volo. All’estero e in Italia, dopo la scuola alberghiera, dagli studi all’accademia della ristorazione a Terni, sino al lavoro importante dal noto chef stellato di fama internazionale Heinz Beck. Con Jones si vola e si atterra tranquilli su piatti sopraffini.

Porta avanti la sua carriera a L’Aquila, e qui apre il suo ristorante L’Opera che oggi, come tante altre attività, è chiuso e sta continuando “la guerra al fronte” con le consegne a domicilio.

Jones Bargoni

Oggi Jones Bargoni, come tanti chef costretti a stare fermi, peccato che ieri a molti dei soliti noti  figli di papà sia stato permesso di assembrarsi in barba a tanti negozi e imprese che soffrono perché costretti alla serrata, tenta di reinventarsi. Jones pone perplessità e riflessioni: come potrà il mondo del food a questo momento difficile. Coi soldi del Mes o con l’alacrità tutta italiana, quella sì da festa della Liberazione, perché capace di liberarsi davvero sempre da sola, di rimboccarsi le maniche e dare spazio alla genialità imprenditoriale che solo gli autentici italiani sanno fare?

Ecco cosa pensa il giovane chef. Forza Jones Bargoni, l’Italia che lavora e che produce è con te. Raccogliamo e volentieri pubblichiamo il tuo accorato appello

“Sono molto preoccupato per la situazione dei ristoranti del futuro. Stiamo navigando nell’ incertezza senza aver chiaro un prospetto di obbiettivi, traguardi da raggiungere o a cui ambire.

Ci saranno dei provvedimenti governativi che limiteranno il nostro modo operandi, in termini di accoglienza e convivialità. Molta gente avrà paura e timore di uscire, sarà impegnativo adeguarsi ai controlli in ingresso della clientela, a far rispettare le norme igieniche e di protezione durante la loro permanenza ma non impossibile. Sono molto contrariato, invece, all’utilizzo del plexiglass nelle sale dei ristoranti… andrebbe a snaturare il principio base della ristorazione, la convivialità.

Questa situazione sarà molto importante per far riemergere il servizio di sala, dandogli la giusta importanza che non sia fine al classico porta piatti. Dobbiamo puntare sul suo valore e metterlo al centro, sarà ancora più cruciale la collaborazione tra la cucina e la sala per offrire, nonostante tutto, una permanenza più naturale possibile al cliente. Bisogna Incentivare la formazione sia del servizio ma anche degli aspetti del cliente, studiando costantemente l’evolversi delle loro abitudini, con le rispettive necessità ed esigenze. Diventerà un lavoro più programmatico di prima.

Dobbiamo approfittare di questa situazione per rimodulare le nostre proposte culinarie attraverso le nuove tecnologie, adattarle al servizio delivery e d’asporto, utilizzando tecniche che non sono solitamente presenti nelle cucine casalinghe. Dobbiamo centrarci sul potenziamento di un economia circolare che coinvolga gli agricoltori locali e commercianti, sui prodotti del territorio.

Condivido in pieno e me lo auguro, le parole dei grandi chef quando dicono che emergerà chi offre l’autenticità e chi mette personalità nelle proprie proposte. Sarà una svolta per contrastare l’omologazione che abbiamo vissuto negli ultimi periodi, di ristoratori improvvisati.
Ci ritroveremo dei clienti che hanno migliorato le loro doti culinarie durante questa quarantena, vedremo se il loro giudizio sarà più critico o comprensivo rispetto alla realtà di prima.

In molti ci domandiamo di quello che sarà… personalmente attendo le disposizioni governative in materia di aiuti economici per risanare e contrastare le perdite che abbiamo avuto e che avremo nei prossimi anni. Sarà una decisione molto economistica ed oggettiva, tralasciando per il momento il mio grande sogno dato la situazione che stiamo vivendo”.

Sono questi i giovani che l’Italia può vantare, italiani DOC, resilienti e fedeli ad un Paese talmente bello da essere invidiato e predato.

Jones Bargoni conosce bene le origini dei suoi prodotti abruzzesi e, sotto il suo sguardo timido nasconde una mano decisa e allo stesso tempo delicata nel trattare la materia prima.

Con una grande passione trasforma prodotti tradizionali dell’Abruzzo in piatti innovativi e originali. Ecco alcuni esempi:

Tartare di pecora, Chips di farro e maionese al rosmarino con abbinamenti di prodotti freschi da gustare in tutto il loro sapore speciale.

Il Fagottello d’Abruzzo che lo Chef Cristiano Tomei a Cuochi d’Italia ha premiato con un punteggio di 10.

Un dolce come il Tratturo (crumble di cantucci alle mandorle, crema pasticcera lavanda e arancia, riduzione di Montepulciano e frutti di bosco) ispirato all’antico rito della transumanza. Giovani così volenterosi e potenti meritano e sicuramente vedranno il proprio sogno avverarsi. Non vediamo l’ora poter fare visita a Jones Bargoni e assaggiare mentre è a “L’Opera” con le sue talentuose specialità. Per noi che lo abbiamo seguito a Cuochi d’Italia, il vincitore è lui, Jones Bargoni.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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