La fotografia di Piergiorgio Branzi

La fotografia di Piergiorgio Branzi. Al Complesso del Vittoriano di Roma (Ala Brasini) nell’ambito della mostra 100 Anni di fotografia Leica in programma fino al 18 febbraio, il ciclo di incontri Grandi Maestri, Grandi Storie prosegue con Piergiorgio Branzi

La fotografia di Piergiorgio Branzi. Dopo l’apertura con Alessandra Mauro con il racconto di Robert Capa e Henri Cartier e l’incontro con Valerio Bispuri sul reportage Paco, il 31 gennaio sarà la volta dell’appuntamento con il fotografo Piergiorgio Branzi. Il tema sarà: La fotografia tra presente, passato e futuro

Il primo incontro con la fotografia di Piergiorgio Branzi è nella sua Toscana, nei primi anni Cinquanta. Da quel momento la macchina fotografica si trasforma in un pretesto per girare prima l’Italia, poi il Mediterraneo, finché il suo lavoro di giornalista televisivo non lo porta in giro per il mondo, dal Nord Africa a Mosca, dove vive cinque anni in quanto corrispondente per la Rai.

 

Approda poi a Parigi, città per la quale nutre un antico amore visivo, a cui si dedica con occhi sempre nuovi. Una vita, la sua, dedicata ad osservare, a sperimentare le nuove possibilità del mezzo.

Le riflessioni di Branzi sono tante. Con una chiara disamina dei limiti, delle aspirazioni e del senso di un mestiere che è quello del reporter, in cui Branzi si trova coinvolto e che lo spinge a interrogarsi su molti perché.

Piergiorgio-Branzi-Napoli-La-prima-messa-1955

Ad esempio, come si possa raccontare ciò che si vede con autentica onestà intellettuale e conoscenza tecnica. Senza rinunciare né all’una né all’altra.

Nella poetica dell’essenziale e della luce di Branzi troviamo un qualcosa di “hopperiano”. È la solitudine umana che attraversa il quotidiano. Con discrezione e qualche lampo di gioia, di luce, appunto. A fare da contrasto al buio, realizzando armonia con le ombre.

La fotografia di Piergiorgio Branzi
La fotografia di Piergiorgio Branzi

A rivendicare il legame tra la fotografia e la pittura, leggiamo quanto riferito da Branzi in un’intervista di Paolo Mattei pubblicata sul sito Italian Ways (www.italianways.com): Ho sempre detto che fotografare è disegnare, ma non l’inverso. Riflessione che mi portò a ripercorrere il sentiero della pittura, che avevo ripreso in Russia nella speranza di riempire il vuoto pneumatico delle domeniche moscovite”.

Interessante, sempre nella stessa intervista, quanto riportato a proposito della frase di Gianni Berengo Gardin che ha definito la fotografia come “una forma di “testimonianza e documentazione”: ” L’affermazione di Berengo Gardin, che assegna alla fotografia il solo ruolo di “testimonianza e documentazione”, mi appare eccessivamente riduttiva. Lasciando da parte l’annosa e sterile disputa se possa esser definita arte o meno, è certo che la realtà la vediamo attraverso il fondo di bottiglia dell’obiettivo, ma è altrettanto certo che la creazione dell’“immagine” attiva le corde della nostra sensibilità, della nostra cultura non solo figurativa: coinvolge la coscienza sociale, il livello “etico” dell’autore, lo responsabilizza. In ultima analisi “l’immagine finale” proviene dal più profondo del nostro essere, dalla nostra stessa identità. E ci scopre e ci smaschera. Ci aiuta Oscar Wilde: “Qualunque ritratto, dipinto con intelletto ed empatia, è un ritratto dell’artista e non del modello. Il modello non è che l’occasione. Non è lui che è rivelato dal pittore, ma è il pittore che rivela sé stesso“.

La fotografia di Piergiorgio Branzi
La fotografia di Piergiorgio Branzi

Icona del “fotogiornalismo” e dell’arte visiva, Branzi nutrirà, nel suo percorso artistico e fotogiornalistico, uno spiccato interesse per l’ambiente contadino del Sud e per il mondo in ascesa e trasformazione della borghesia degli anni Cinquanta.  Una ricerca che si concretizzerà in più di un centinaio di immagini pubblicate su quella formidabile esperienza che sarà “Il Mondo” di Mario Pannunzio.

Piergiorgio Branzi, Vicolo di Napoli, 1957
Piergiorgio Branzi, Vicolo di Napoli, 1957

L’incontro del 31 gennaio sarà anche l’occasione per una riflessione sul futuro della fotografia nell’epoca del digitale, tema molto caro a Branzi che guarda con diffidenza ma che cerca di “decodificare”.

GLI ALTRI INCONTRI IN PROGRAMMA

7 febbraio 2018 – 18.00 Sala Verdi

Invito al viaggio.

Incontro con Lorenzo Castore e Saverio Costanzo

Nell’estate del 1997, il fotografo Lorenzo Castore e il regista Saverio Costanzo hanno intrapreso un viaggio in India. C’era un terzo amico con loro, Giorgio Mortari, creatore e direttore artistico del Festival Dissonanze, che se n’è andato qualche anno fa. Avevano 21, 22 e 23 anni.

Un viaggio intenso e profondo, alla scoperta dei luoghi, dell’altro e di sé stessi. Nelle sue stesse parole, da questa esperienza nasce il percorso di Lorenzo Castore come fotografo.

L’India ha segnato un prima e un dopo nella crescita personale e nel lavoro di Castore, e lo stesso è significato per Costanzo e per Mortari. Insieme, Lorenzo Castore e Saverio Costanzo, ripercorreranno le tappe di quel viaggio che ha rappresentato per entrambi una sorta di illuminazione nella loro capacità di visione.

13 febbraio 2018 – 18.00 Sala Verdi

Scrivere con la macchina fotografica.

Incontro con Gianni Berengo Gardin

Vincitore del Leica Hall of Fame Award 2017, Gianni Berengo Gardin ripercorrerà le tappe salienti del suo percorso personale e professionale: le fotografie, i libri, la vita.

Un itinerario attraverso i suoi viaggi, gli incontri, il lavoro e, soprattutto, la sua grandissima passione per i libri (ne ha pubblicati oltre 250). L’avventura prediletta di Gianni Berengo Gardin, infatti, è sempre stata quella di realizzare fotografie che potessero finire in un libro.

Il suo lavoro si è sempre alimentato delle influenze intellettuali che gli derivano dalle letture e dalle frequentazioni amicali. Per lui la macchina fotografica è “come la penna per lo scrittore, uno strumento per raccontare le cose”.

Tutti gli incontri sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (non sarà possibile riservare preventivamente l’accesso).

Ai partecipanti verrà inoltre distribuito un coupon che, consegnato in biglietteria, garantirà l’accesso in mostra con biglietto ridotto € 10 (le riduzioni non sono cumulabili).

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia e blogger, scrivo per legittima difesa.

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