25 Gennaio 2020

La poesia celebra, con un sorriso, l’Epifania che tutte le feste porta via

La poesia celebra, con un sorriso, l'Epifania che tutte le feste porta via
La poesia celebra, con un sorriso, l'Epifania che tutte le feste porta via

L’Epifania tutte le feste porta via. Il 6 gennaio si celebra l’Epifania, dal greco ”rivelazione improvvisa”, “manifestazione”, giornata che mette fine alle festività natalizie

Per l’epifania che volge al termine, vi proponiamo una selezione di poesie e filastrocche sulla Befana scritte da alcuni dei più importanti poeti della letteratura italiana che celebrano con un sorriso questo tema tradizionale.  È arrivata la Befana, da Giovanni Pascoli a Gianni Rodari, passando Giorgio Caproni e Guido Gozzano

La Befana
(Giovanni Pascoli)

Viene viene la Befana
vien dai monti a notte fonda.
Come è stanca! La circonda
neve, gelo e tramontana.
Viene viene la Befana.
Ha le mani al petto in croce,
e la neve è il suo mantello
ed il gelo il suo pannello
ed il vento la sua voce.
Ha le mani al petto in croce.
E s’accosta piano piano
alla villa, al casolare,
a guardare, ad ascoltare
or più presso or più lontano.
Piano piano, piano piano.
Che c’è dentro questa villa?
Uno stropiccìo leggero.
Tutto è cheto, tutto è nero.
Un lumino passa e brilla.
Che c’è dentro questa villa?
Guarda e guarda…tre lettini
con tre bimbi a nanna, buoni.
guarda e guarda…ai capitoni
c’è tre calze lunghe e fini.
Oh! tre calze e tre lettini.
Il lumino brilla e scende,
e ne scricchiolan le scale;
il lumino brilla e sale,
e ne palpitan le tende.
Chi mai sale? Chi mai scende?
Co’ suoi doni mamma è scesa,
sale con il suo sorriso.
Il lumino le arde in viso
come lampada di chiesa.
Co’ suoi doni mamma è scesa.
La Befana alla finestra
sente e vede, e s’allontana.
Passa con la tramontana,
passa per la via maestra,
trema ogni uscio, ogni finestra.
E che c’è nel casolare?
Un sospiro lungo e fioco.
Qualche lucciola di fuoco
brilla ancor nel focolare.
Ma che c’è nel casolare?
Guarda e guarda… tre strapunti
con tre bimbi a nanna, buoni.
Tra la cenere e i carboni
c’è tre zoccoli consunti.
Oh! tre scarpe e tre strapunti…
E la mamma veglia e fila
sospirando e singhiozzando,
e rimira a quando a quando
oh! quei tre zoccoli in fila…
Veglia e piange, piange e fila.
La Befana vede e sente;
fugge al monte, ch’è l’aurora.
Quella mamma piange ancora
su quei bimbi senza niente.
La Befana vede e sente.
La Befana sta sul monte.
Ciò che vede è ciò che vide:
c’è chi piange e c’è chi ride;
essa ha nuvoli alla fronte,
mentre sta sul bianco monte.

Filastrocca della Befana
(Gianni Rodari)

Viene viene la Befana
da una terra assai lontana,
così lontana che non c’è…
la Befana, sai chi è?

La Befana viene viene,
se stai zitto la senti bene:
se stai zitto ti addormenti,
la Befana più non senti.

La Befana, poveretta,
si confonde per la fretta:
invece del treno che avevo ordinato
un po’ di carbone mi ha lasciato.

La Befana
(Guido Gozzano)

Discesi dal lettino
son là presso il camino,
grandi occhi estasiati,
i bimbi affaccendati
a metter la scarpetta
che invita la Vecchietta
a portar chicche e doni
per tutti i bimbi buoni.
Ognun, chiudendo gli occhi,
sogna dolci e balocchi;
e Dori, il più piccino,
accosta il suo visino
alla grande vetrata,
per veder la sfilata
dei Magi, su nel cielo,
nella notte di gelo.

Quelli passano intanto
nel lor gemmato manto,
e li guida una stella
nel cielo, la più bella.
Che visione incantata
nella notte stellata!
E la vedono i bimbi,
come vedono i nimbi
degli angeli festanti
ne’ lor candidi ammanti.
Bambini! Gioia e vita
son la vision sentita
nel loro piccolo cuore
ignaro del dolore.

Sonetto d’epifania
(Giorgio Caproni)

Sopra la piazza aperta a una leggera
aria di mare, che dolce tempesta
coi suoi lumi in tumulto fu la sera
d’Epifania ! Nel fuoco della festa
rapita, ora ritorna a quella fiera
di voci dissennate, e si ridesta
nel cuore che ti cerca, la tua cera
allegra – la tua effigie persa in questa
tranquillità dell’alba, ove dispare
in nulla, mentre gridano ai mercati
altre donne più vere, un esitare
d’echi febbrili (i gesti un dì acclamati
al tuo veloce ridere) al passare
dei fumi che la brezza ha dissipati.

Poesia popolare

Zitti, zitti, presto a letto
la Befana è qui sul tetto,
sta guardando dal camino
se già dorme ogni bambino,
se la calza è ben appesa,
se la luce è ancora accesa!
Quando scende, sola, sola,
svelti sotto alle lenzuola!
Li chiudete o no quegli occhi?
Se non siete stati buoni
niente dolci, ne balocchi,
solo cenere e carbone!

La Befana
(Piero Calamandrei)

Vien da lontano, per le vie nevose,
lascia giù, al cancello del giardino,
il somarello, e tra le sue calzette
una ne sceglie per ciascun bambino
e gliela porta: e sal dritta e sicura
per ogni stanza, sia pur chiusa e scura.
In ogni stanza di bambini buoni
entra pian piano, e il loro sonno spia:
e ai piedi del lettino lascia i suoi doni.

La Befana è una vecchietta
(Jolanda Restano)

La Befana è una vecchietta
che svolazza senza fretta;
ha una scopa spelacchiata
e una sacca rattoppata.

Porta sempre ai bimbi buoni
bonbon, chicche, dolci e doni;
ai cattivi per davvero
sol carbone nero, nero.

La simpatica vecchina
torna a letto la mattina,
quando i bimbi vanno in fretta
a scoprire la calzetta.

Loro scartano regali
e lei russa tra i guanciali;
dorme come un angioletto
per un anno dentro al letto.

E per finire la più famosa…

La befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte…
Vien dal cielo con la scopa
e sui tetti pian si posa,
e poi scende lesta lesta
dai camini con la cesta.
La befana è una vecchietta
un po’ brutta poveretta,
ma ai bambini poco importa
se la cesta è colma colma
tutta piena di regali, dolci, treni,
bamboline per riempire le calzine.
La befana con la cesta
cerca, cerca la calzetta
e soltanto ai bimbi buoni
lei ci mette tanti doni
ma a chi è stato un po’ birbone,
lei la colma con carbone.
La befana è già sul tetto
presto bimbi tutti a letto!
Lasciam sola la vecchietta
a riempire la calzetta,
che doman di buon mattino
scopriremo il regalino!

A cavallo della scopa la Befana va in giro per il mondo

In Spagna

La sera del 5 gennaio i bambini attendono i doni dei Re Magi e mettono davanti alla porta un bicchiere d’acqua per i cammelli assetati e anche qualcosa da mangiare e una scarpa. In molte città spagnole si tiene un corteo durante il quale i Re Magi sfilano per le vie su dei carri riccamente decorati.

In Francia

Nel giorno dell’ epifania si usa fare un dolce speciale, all’ interno del quale si nasconde una fava. Chi la trova diventa per quel giorno il re o la regina della festa. Il dolce si chiama “gâteau des Rois” (“dolce dei Re”).

In Russia

La chiesa ortodossa celebra il Natale il 6 gennaio. Qui protagonista è una figura simile alla nostra befana, chiamata “Babuschka”, una vecchietta che, secondo una leggenda accompagna un certo Padre Gelo, che distribuisce regali a tutti i bambini.

In Germania

In questo giorno i Re Magi sono i protagonisti. Le persone di religione cattolica vanno a messa, spesso preti e chirichetti vanno nelle case per chiedere delle donazioni e recitano solitamente anche qualche Verso o intonano una canzone sacra. In Germania il 6 Gennaio non è un giorno festivo, si lavora come solito e i bambini vanno a scuola.

In Islanda

Il 6 gennaio viene chiamato il tredicesimo, poiché da Natale fino a questa data trascorrono 13 giorni. I festeggiamenti iniziano con una fiaccolata, alla quale partecipano anche il re e la regina degli elfi. A metà strada arriva anche l’ultimo dei Babbo Natale, il tredicesimo (il primo Babbo Natale arriva l’11 dicembre e poi ne arriva uno ogni giorno fino a Natale, poi dal 25 dicembre in poi ne va via uno al giorno). Tutto ha fine con un falò e fuochi d’artificio.

In Ungheria

Il giorno dell’epifania i bambini si vestono da Re Magi e poi vanno di casa in casa portandosi dietro un presepe e in cambio ricevono qualche soldo.

In Romania

I bambini attendono l’arrivo dei re Magi e il 6 gennaio propongono racconti in cambio di qualche spicciolo. Ancora oggi in alcuni paesi i bambini vanno lungo le strade e bussano alle porte per chiedere se possono entrare per raccontare delle storie. Di solito come compenso ricevono qualche spicciolo. Anche i preti vanno di casa in casa per benedire le case.

Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance. Esperta di musica, appassionata di lettura e di ogni forma d’arte. Camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in una celebre radio di Roma.

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Manola Testai

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Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance. Esperta di musica, appassionata di lettura e di ogni forma d’arte. Camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in una celebre radio di Roma.