L’Anello delle Orobie, itinerario naturalistico e tradizioni popolari

L'Anello delle Orobie, itinerario naturalistico e tradizioni popolari
L'Anello delle Orobie, itinerario naturalistico e tradizioni popolari

Chiamato anche l’Anello delle Orobie, il bellissimo cammino di Ardesio attraversa da un capo all’altro la provincia bergamasca e collega tutti i rifugi CAI del versante meridionale delle Orobie. Punto di partenza e di arrivo dell’intero percorso è la cittadina di Ardesio, dove si trova anche il santuario della Madonna delle Grazie e a cui è dedicato il festival Sacrae Scenae in programma il 28, 29 e 20 agosto.

L’Anello delle Orobie, il percorso

L’Anello delle Orobie, un itinerario di rara bellezza lungo una ottantina di chilometri tra montagne e vallate evocative. Sono tanti gli alpinisti, gli escursionisti e i turisti appassionati di trekking che percorrono in estate l’Anello delle Orobie. Il  sentiero è un affascinante percorso montano a tappe in quota, media 2.100-2.200 metri, con punte fino a 2.700 metri, che attraversa paesaggi vari e suggestivi sotto tutti i punti di vista.

Il tratto occidentale inizia dalla val Stabina mentre il settore Centro-Orientale parte dall’ambiente calcareo della Valcanale, per congiungersi nella zona dell’alta valle Brembana, percorrere quella di alta montagna della valle Seriana (il circo dei giganti delle Orobie tra pizzo Redorta e pizzo Coca), attraversare la valle di Scalve, per concludersi nello spettacolare ambiente dolomitico della conca della Presolana, luogo privilegiato dal movimento degli arrampicatori, non solo bergamaschi.

L'Anello delle Orobie, itinerario naturalistico e tradizioni popolari

Per i camminatori è previsto il passaporto Anello delle Orobie. Un documento che certifica il viaggio tra le bellezze naturalistiche del sentiero ad anello delle Orobie Orientali che parte e arriva ad Ardesio. L’iniziativa, promossa da Vivi Ardesio, CAI Sezione di Bergamo, CAI Alta Valle Seriana, Visit Bergamo, Provincia di Bergamo e PromoSerio, è partita nel 2019 ed assume quest’anno una particolare valenza, soprattutto pensando a quanto accaduto nel territorio che merita e deve poter “sorridere” quanto prima.

Sacrae Scenae, il festival delle tradizioni e la valorizzazione della Madonna delle Grazie di Ardesio

Anche per questo motivo è stato ideato Sacrae Scenae, il primo festival cinematografico internazionale che si svolgerà ad Ardesio il 28-29-30 Agosto 2020. Previste le proiezioni di 22 film, selezionati tra 60 candidature pervenute da 15 nazioni del mondo. un festival che abbina abbinare arte, cinema e tradizioni popolari.

Sacrae Scenae, dunque, come tributo all’arte, al cinema e alle tradizioni popolari, in particolar modo nell’aspetto “devozionale” e “narratore” di sttorie, miti, leggende e territori. Il Festival è organizzato da Vivi Ardesio con la direzione artistica dell’Associazione culturale Cinema e Arte e con promotori Pro Loco Ardesio, Comune di Ardesio e Parrocchia di Ardesio. Aperte le prenotazioni per assistere alle proiezioni dei film in concorso: dal 27 luglio si potrà riservare il proprio posto dal sito dell’evento (sacraescenae.it) o nell’ufficio di Vivi Ardesio. I posti sono limitati, l’ingresso gratuito.

Nato da un’idea di Fabrizio Zucchelli, Sacrae Scenae ha come obiettivo non solo la valorizzazione del Santuario della Madonna delle Grazie di Ardesio già meta di pellegrinaggi e cammini ma anche diventare un evento culturale unico che possa far conoscere, attraverso il cinema, le varie iniziative popolari legate al mondo delle devozioni in tutte le sue forme e peculiarità, spronando i territori a registrare e documentare queste tradizioni.

Il Festival nasce come concorso cinematografico, aperto a registi professionisti ed amatoriali: sono 60 le candidature pervenute da 15 nazioni del mondo con corti, medio e lungometraggi; sono invece 22 i film selezionati dalla Giuria (presieduta da Nicola Bionda con Pietro Carlesi, Giovanni Verga) e che potremo quindi visionare durante il festival. Le opere, per oltre 9 ore e mezza di proiezioni, provengono non solo dall’Italia (anche dalla terra bergamasca) ma anche dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Il film più lungo è di circa 60 minuti mentre il più breve è un cortometraggio di soli 1 minuto e mezzo. I titoli in lingua straniera saranno sottotitolati per agevolare la visione a tutti coloro che parteciperanno ai tre giorni di festival.

Durante le tre serate i film candidati saranno proiettati nel cinema di Ardesio e sarà possibile seguire tutte le proiezioni anche se i posti saranno limitati. Domenica sera dalle 18.30 alle 19 vi sarà la premiazione dei film vincitori individuati dalla giuria del festival: quattro film (vincitore assoluto e tre menzioni speciali) ai quali si aggiunge un quinto che sarà premiato invece dalla giuria popolare presieduta da Umberto Zanoletti.

Le proiezioni, suddivise in tre giornate, dal venerdì alla domenica, saranno a ingresso libero con la formula del progetto di “Cultura Gratuita”, per partecipare sarà necessario prenotarsi sul sito di Sacraescenae.it.

Tanti altri eventi

La tre giorni sarà arricchita da numerosi eventi: concerti (sabato alle 12 il Quintetto Fiati Orobie si esibirà presso il rifugio Alpe Corte, mentre alle 24 nel centro di Ardesio concerto del Duo Lecchi), spettacoli a cura della Compagnia delle Chiavi (venerdì alle 21 e domenica alle 18 nel cineteatro di Ardesio), sabato la presentazione del libro su Ardesio, domenica le visite guidate al Santuario (ore 14,30) e “Sulle Orme del Pret di Bà” (ore 10), sempre domenica, l’aperitivo conclusivo con concerto del Ziggy Trioquarter Jazz dalle 19 presso l’Albergo Ardesio Da Giorgio e per tutta la giornata di domenica i madonnari all’opera.

Tra gli ambiziosi obiettivi degli organizzatori di Sacrae Scenae vi è anche la creazione di una Cineteca Nazionale che, allestita al Museo MEtA di Ardesio (Museo Etnografico dell’Alta Valle Seriana), raccoglierà tutte le opere giunte al Concorso. La Cineteca, realizzata in collaborazione con l’Università di Bergamo e con l’ufficio per la Pastorale della Cultura della Diocesi di Bergamo, sarà punto di partenza per un centro studi sulla religiosità popolare che coinvolgerà l’Università.

“Siamo molto soddisfatti della numerosa partecipazione al concorso – afferma Roberto Gualdi, direttore artistico del Festival e direttore di Cinema e Arte – ci sono ampie prospettive di crescita per i prossimi anni. Visto che era la prima edizione non sapevamo se c’era materiale e quale poteva essere il riscontro da parte dei registi. Abbiamo avuto tante adesioni, anche dall’estero. Il segmento cinematografico dedicato alle devozioni popolari ha grandi potenzialità e questo è molto positivo non solo per il festival ma anche per la creazione della futura cineteca”.

“Ringraziamo tutti i partner e gli sponsor che hanno deciso di sostenere la nostra iniziativa – ha detto il presidente di Vivi Ardesio Simone Bonetti Il festival nasce nell’anno in cui il nostro territorio è stato flagellato dal Covid19, un anno in cui la devozione alla Madonna delle Grazie assume ancor più valore. Il festival cementifica l’importante presenza del nostro Santuario nel cuore del centro storico ardesiano”.

L'Anello delle Orobie, itinerario naturalistico e tradizioni popolari

La Madonna delle Grazie di Ardesio, la storia dell’apparizione

Il santuario è stato edificato nel luogo in cui la tradizione vuole essere avvenuta, il 23 giugno 1607, un’apparizione mariana. Questa la storia: la famiglia Salera, composta dal padre Marco, la moglie Maddalena e dalle due figlie Maria e Caterina, possedeva un mulino e la raccolta del fieno era il sostentamento della loro vita.

Quel giorno il cielo minaccia un violento temporale che spaventa la madre facendole temere di perdere il raccolto ormai maturo. Maddalena esorta le figlie alla preghiera nella stanza affrescata dei Santi per scongiurare il temporale. D’un tratto la stanza si illumina di luce e improvvisamente appare loro la Madonna con il Bambino seduta su un trono d’oro. Subito dopo l’apparizione la tempesta si blocca e il cielo torna sereno. La notizia dell’evento si sparge velocemente nel paese trasformando quella umile stanza in un luogo di preghiera.

Una buona idea per l’estate, dunque, mettere insieme un itinerario naturalistico tra i più belli come l’Anello delle Orobie con arte, cultura, cinema e tradizioni popolari dei luoghi.

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Foto: Valseriana.eu

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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