Le feste, quale ricordo davvero rimane nel tempo?

Le feste, quale ricordo davvero rimane nel tempo?
Foto Pixabay

Le feste. Cosa rimane davvero oggi del Natale e del periodo delle festività? A ognuno il suo ricordo, riflessioni religiose a parte. Perché nella “meditazione” sul momento ciascuno mostra ciò che è

Troppo di tendenza l’augurio a strappo, il sorriso a strascico. Forse rischiamo, travolti dall’ultima tradizione che rimane, quella delle mutande rosse, di dimenticare, ebbri di tsunami parentali, anzi parentelari, cosa davvero possa essere il periodo in oggetto.

Le feste. I giornali, sia in tv che su stampa o web, partono con i classici elenchi di dati che procurano attacchi d’orchite fulminanti: i sequestri dei botti, quanto si è “magnato” e quanto si “magnerà”, quanto traffico sulle strade, tanto per non farti montare l’ansia, beghe di governo e facezie di fine anno.

Molto meglio Paolo Fox (qui vi segnalo l’oroscopo per il 2020 che non si sa mai) o il discorso di qualsivoglia Presidente che a fine anno, prima del cenone, è un “poderoso cazzotto allo stomaco” di quelli che Mussolini voleva dare sul ventre della borghesia. Prima che si “borghesizzasse” pure lui come le Brigate Rosse ai tempi dei 5 Stelle.

Ma insomma, cosa sono per voi queste feste, cosa erano un tempo, a quale ricordo più abbinate questi giorni che, sotto sotto, non vediamo l’ora di oltrepassare per riapprodare alla quotidianità trita e tanto diprezzata come il lunedì su Facebook che forse è l’unica identità possibile? Poche cose fanno subito “festa” in certi ricordi di un tempo. Né l’albero, né l’invasamento da regalo che ormai s’è fatto triste nel paese dell’obbligo della carta di credito e del Poss, ve Pos-sino.

Le feste? Il dirigibile della Good Year

Credo che non pochi, con qualche capello ingrigito, forse, non ancora corrotto dalla smania antiage anche per gli uomini più siliconati di un canotto alle Maldive, sigh anche loro oggi, non pochi non possono non ricordare il dirigibile della Good Year. Si, quello che passava sotto Natale e, noi bimbi prima dell’avvento della “glebalizzazione”, ci eccitavamo più con quelle luci che cambiavamo forma e disegno che con le luminescenti visioni di Sabrina Salerno negli anni a venire.

Il Natale, le feste, coincodevano con quel ronzio che quasi ti ipnotizzava, rrrrrrrrrr, passando sulle nostre teste imberbi mentre al buio, che la mamma sagace aveva la cura di fare nella stanza per farti ammirare meglio dal vetro della finestra, con lo sguardo attonito verso l’altro, la scoperta di un cielo diverso. Il dirigibile della Good Year era questo per molti bambini, la scoperta di un cielo diverso che faceva Natale. Come la caldarroste fuori da Upim col caldarrostaio contadino nostrano. Più del panettone Alemagna e dell’immancabile zio che iniziava a scoperchiare “i dolori” col Mercante in fiera, vera star indiscussa di queste serate quando ancora era tutto da scoprire.

Oggi il mondo è cambiato. Rimangono tracce di gloria nelle mutande rosse in vendita su qualche banco rigorosamente del Bangladesh, in qualche casa ancora qualche zio è un “combattente partigiano” della resistenza per la tombola e il mercante in fiera, vero comandante del Sette e mezzo ma la verità è che il paese, a forza di menarcela cone le app, si è “app-eso”, per non dire attaccato, ad altro.

E forse, quegli attimi in cui la famiglia non aveva necessità di farsi allargata per diventare migliore perché era già larga di suo, erano la gioia semplice di un’Italia meno ripiegata su stessa. Non che non avesse i suoi problemi, anzi forse ne aveva di più. Ma la testa era più libera. Di ridere senza sballarsi per chiamare divertimento la paura del vuoto. Non dimentichiamolo. Quando vengono le feste, meglio prenderle sul serio. E allora, ancora tanti auguri a tutti.

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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