Le Guglie di Napoli, visitarle e conoscerne il loro significato “scaramantico”

Le Guglie di Napoli, visitarle e conoscerne il loro significato "scaramantico"
Guglia di San Domenico

Le Guglie di Napoli, un percorso per andare alla scoperta di riti e tradizioni della cultura partenopea. Un affascinante itinerario attraverso le vie più rappresentative della città.

Le Guglie di Napoli, le icone di una bellezza tipica che attraggono con il loro mondo fatto di misteri ed “esorcismi” d’antica data. Per comprendere il significato della Guglie di Napoli bisogna andare un pò indietro nel tempo e capire in che modo questo elemento architettonico entri a far parte dell’immaginario collettivo. Il concetto di guglia prende spunto dalla cultura napoletana delle macchine a festa. Per questo motivo, le piazze partenopee che accolgono queste architetture ne vengono influenzate solo in maniera parziale.

Mentre a Roma, “l’arredo” viene considerato parte integrante della risistemazione urbanistica portata avanti da Sisto V, a Napoli, essendo stata quasi ininfluente l’espansione prevista da Don Pedro de Toledo, nel Seicento si sente la necessità di cambiare interi quartieri.

Come? Con interventi non programmati, da parte di clero e nobiltà spesso in conflitto tra loro in una sorta di competizione destinata ad imprimere un “sigillo” bella storia e nel popolo.

La piazza era un luogo molto ambito perché isolava i luoghi religiosi dai fabbricati circostanti; per permettere l’arrivo alla chiesa in carrozza, le procession, ma era anche segno di prestigio. Le guglie diventano, allora, segno della definitiva conquista di questo spazio rituale, la piazza. Le guglie sono ancora destinate ad esorcizzare il pericolo “dell’ignoto” e a svolgere funzione protettrice nei confronti del popolo.

Ecco le Guglie di Napoli

La Guglia di San Gennaro

Viene edificata dopo l’eruzione del Vesuvio del 16 agosto dl 1631. Per la costruzione della Guglia furono chiamati i due artisti più importanti del periodo, Fanzago e Finelli. Fanzago ebbe il compito di curare l’architettura della guglia mentre Finelli curò il modello e la fusione della statua di san Gennaro.

Le Guglie di Napoli, visitarle e conoscerne il loro significato "scaramantico"
Guglia di San Gennaro

Per costruire la guglia si ebbe l’idea di utilizzare una colonna in marmo venuta alla luce durante gli scavi nella cappella del Tesoro di San Gennaro al Duomo. La mancata donazione della colonna diventa l’occasione più felice delle invenzioni fanzaghiane, con l’articolazione di elementi che danno l’idea di colonna attraverso una disposizione gerarchica e un gioco chiaroscurale.

Un’altra particolarità della guglia è che nel basamento vi è l’autoritratto del Fanzago. L’opera venne finalmente inaugurata nel 1660 diventando punto obbligato di processioni, al punto da sollecitare gli altri ordini ad innalzare una “propria guglia”.

La Guglia di San Gaetano

Eretta per volere dei monaci teatini che volevano rendere omaggio a San Gaetano. Sono testimoniate due fasi costruttive: 1657-1670 e 1694-1725, intervallate da terremoti che molto probabilmente resero vano il lavoro precedente.

La prima fase costruttiva viene affidata a Cosimo Fanzago e Andrea Falcone testimonia l’opera l’incisione del Parrini di fine seicento dove, a seguito del terremoto, si possono notare le colonne della chiesa di San Paolo Maggiore in terra mentre la statua di San Gaetano si erge su di un basamento a forma di piramide. Oggi, invece, è visibile l’insieme dell’iter costruttivo che si concluse nel 1725.

La Guglia di San Domenico

Iniziata per voto dopo la peste nel 1656 da Cosimo Fanzago, vengono sospesi i lavori nel 1658. L’intervento dell’artista anche se limitato, fu tale da influenzare il suo successore Antonio Picchiatti a seguire il primo progetto. L’opera viene terminata solo nel 1737 da Antonio Vaccaro. Nelle decorazioni in marmo bianco e bardiglio si rivela la mano del Fanzago.

La Guglia dell’Immacolata

Un tipico esempio del barocco napoletano, proprio nel cuore di Spaccanapoli. Alta 30 metri, viene eretta da Giuseppe Di Fiore su progetto di Giuseppe Genuino, entrambi allievi del Vaccaro, tra il 1747 e il 1750. I promotori di quest’opera furono Re Carlo III e la regina Maria Amalia insieme ai gesuiti, per esorcizzare la peste del 1743 , e per commemorare la vittoria di re Carlo sugli austriaci del 1744.

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Guglia dell’Immacoltata

Precedentemente nel 1705 era stata eretta, nel luogo della guglia, la statua equestre di Filippo V di Spagna, per ricordare la visita di qualche anno prima del sovrano. Il 7 agosto del 1707 la statua era stata abbattuta a furor di popolo. La guglia viene costruita con una pubblica colletta.

Costituita da un basamento poligonale e due livelli superiori, al disopra dei quali vi è la statua della Immacolata in rame dorato, dimostra la concretizzazione della sintesi tra architettura e scultura sperimentate da Cosimo Fanzago.

Prossima uscita, dunque, una bella visita a Napoli. Per farsi incantare dal mistero e dalla cultura di un tempo e da tutte le sue “emanazioni”.

INFO
Volete visitare le Guglie di Napoli?

Contatta Naples and Italy e visita il loro sito www.guideturistichenapoli.it.

Naples and Italy visite guidate ed eventi
via Port’Alba 30 – 80134 Napoli (centro Antico)
telefono +39 081 549 9953 – 3404230980
WhatsApp +39 3357851710
e-mail visitenapoli@gmail.com
https://www.guideturistichenapoli.it/visite-guidate-napoli/

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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