Luis Sepúlveda, il ritorno alla propria terra tra incontri e luoghi straordinari

Luis Sepúlveda, il ritorno alla propria terra tra incontri e luoghi straordinari
Luis Sepúlveda, il ritorno alla propria terra tra incontri e luoghi straordinari

Lo scrittore cileno, Luis Sepúlveda, Lucho per gli amici, non c’è più. Ha saputo dare voce agli ultimi come pochi hanno saputo fare. Tutti conoscono le sue opere di narrativa ma è grazie al suo diario“Patagonia Express – Appunti dal sud del mondo” che abbiamo scoperto la forza e la bellezza della letteratura di viaggio

Lo scrittore cileno Luis Sepúlveda in esilio incontra in un bar a Barcellona Bruce Chatwin. Insieme progettano un viaggio in Patagonia sulle orme dei due fuorilegge americani Butch Cassidy e Sundance kid, che terminano la loro “carriera” in America Latina. Luis Sepúlveda riceve in regalo da Bruce Chatwin il Moleskine su cui annoterà tutti i suoi appunti di viaggio. Questi appunti costituiranno il libro “Patagonia Express – Appunti dal sud del mondo” (1995, Guanda editore, pp. 128, 10 euro).

Ottenuto il permesso dal governo cileno, Luis Sepúlveda parte da solo. Il viaggio comincia a bordo del Colono, un traghetto che fende acque fredde e inospitali verso la punta meridionale della Patagonia cilena. Da Chonchi, un porto dell’Isola Grande di Chiloè, anticamera della Patagonia, nell’estremo sud del mondo, il viaggio dello scrittore prosegue verso la Baia di Corcovado, lungo il Gran Fiordo di Aisèn, dentro Trapananda e poi dalla Patagonia selvaggia fino ad arrivare nell’emozionante Terra del Fuoco.

Il vecchio allevatore Eznaola, che naviga senza sosta per i canali cercando un vascello fantasma, i gauchos che ogni anno organizzano il “campionato di bugie” della Patagonia, il tragicomico viaggio dell’aviatore Carlos Palacios e il premio per la fisica mai consegnato allo scienziato Klaus Kucimovic, ex nazista rifugiatosi in Argentina. Tutte storie di vita di personaggi folli, avventurosi, stravaganti e leggendari che vivono sullo sfondo di una natura indimenticabile in Patagonia e nella Terra del Fuoco.

E ancora, Luis Sepúlveda vuole arrivare ad Ushuaia, è pronto ad attraversare lo Stretto. Arriva a nord di Manantiales, dove si trova un piccolo paesino di pescatori chiamato Villa La Angostura.
“Angostura non ha cimitero, ma ha una tomba, un piccolo sepolcro che è stato dipinto di bianco e che guarda verso il mare.Vi riposa Panchito Barria, un ragazzino morto a undici anni. In tutto il mondo si vive e si muore, ma il caso di Panchito è tragicamente speciale, perché il bambino è morto di tristezza”.

Questa, forse, è una delle storie più belle che possiamo leggere. Storie che avvengono solo a sud del mondo, dove l’Atlantico incontra il Pacifico ed il resto è meraviglia o miracolo. Un bambino riesce a farsi come amico un delfino e guarisce dalla sua malattia. Ma il delfino, l’ultima estate non ritorna e lo abbandona alla sua solitudine. Ed è così che Panchito muore di tristezza.

Patagonia Express, un libro scorrevole e avvincente, dedicato “a tutti coloro che appaiono citati con il proprio nome in questi appunti presi lungo il cammino. Indimenticabili compagne e compagni. Gli unici veri avventurieri che abbia mai conosciuto”, non fa altro che omaggiare una regione “così vasta e colma di avventure che non può essere toccata dalla meschina frontiera che separa la vita dalla morte”come si legge nel volume.

Patagonia Express è un cerchio che si conclude come inizia: con un incontro. A Santiago del Cile  Sepúlveda viene accolto da Francisco Coloane, romanziere, viaggiatore e avventuriero, il maestro che gli ha indicato il cammino di scrittore e viaggiatore. “Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i sui personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la Terra del Fuoco, i suoi marinai e i suoi vagabondi del mare”, sono le parole di Sepúlveda che ha dedicato al suo maestro nelle ultime pagine del suo Moleskine.

Lo scrittore, con i suoi racconti, ci ha messo di fronte alle grandezze e miserie del mondo. Storie del sud del mondo, un importante occasione per ricordare il popolo Mapuche gli indigeni araucani che vivono in Patagonia da tempi immemorabili, ben prima dell’arrivo dei colonizzatori spagnoli. Popolo (che) della Terra (mapu), che ancora oggi è costretto a rivendicare il diritto ad abitare nella propria terra. Scorre sangue mapuche in Luis Sepúlveda da parte di madre.

Sono veri e propri “appunti dal Sud del Mondo”, dove le avventure fanno parte dell’eccezionale quotidianità e umanità. Gli Appunti di Luis Sepúlveda in Patagonia Express ci lasciano in eredità un sogno: resistere, sperare e avere sempre un ideale a cui tendere.

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Foto di Luis Sepúlveda:  Credit Ansa

Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura.

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