Monte Grappa e Asiago, mototurismo “patriottico” per l’Italia delle trincee

Monte Grappa e Asiago, mototurismo "patriottico" per l'Italia delle trincee
Monte Grappa e Asiago, mototurismo "patriottico" per l'Italia delle trincee

Monte Grappa e il Sacrario militare dove riposano circa 22 mila soldati tra italiani e austro-ungarici. Poi Castello Tesino, Asiago, lago di Caldonazzo, tra Veneto e Trentino Alto Adige per 1600 km in tre giorni. Eccovi il racconto “on the road” su e giù per l’Italia delle trincee della Grande Guerra.

Monte Grappa, un viaggio breve ma intenso e simbolico. Debbo dire che questo mototurismo patriottico e sacramentale tocca particolarmente le corde della mia anima. Senonaltro perché in tempi di omologazione, troppo spesso quel che ci rimane è ricordarci chi siamo e rivolgere un pensiero anche a chi si è sacrificato per quella parola tanto abusata che risponde al nome di libertà.

Monte Grappa, in moto tra Veneto e Trentino Alto Adige. Con il mio amico Guido e le nostre “Valchirie”, abbiamo percorso circa 1600 km in tre giorni. Una tre giorni come sempre intensa e foriera di emotività disciplinata, di quella che rimane aggrappata alle pareti del cuore senza scivolarci in una broda melensa di emozioni istantanee destinatate ad essere dimenticate presto.

No, questo mototurismo è la costruzione di una strada, come facevano i romani, una via che porta a ciò che siamo, sempre con maggiore forza. Abbiamo percorso i 1600 km citati tra strade statali, provinciali, strade di montagna, diversi passi e valichi, pochissima autostrada, passando per Bassano del Grappa, Castello Tesino, Cima Grappa, Asiago, Lago di Caldonazzo e di Lèvico. Passando, al ritorno, per la Rocca delle Caminate, residenza estiva dei Mussolini ai tempi che furono.

Con le Valchirie, le nostre rispettabili motociclette carrarmato, la mia BMW Gs Adventure 1200 e la BMW Gs 1250 Rallye del mio compagno di “scalate”, ci ritroviamo sempre a Orte. Inforchiamo la E45 e via di chilometri. Il viaggio di andata scorre in maniera fluida. Usciti dalla E45 all’altezza di Cesena, tentiamo un azzardo in autostrada ma la noia e il traffico ci fanno l’effetto del covid: urge distanziamento.

Usciamo all’altezza di Carpi e, con la complicità del navigatore, ce la spassiamo tra stradine senza protezioni laterali che attraversano i canali delle pianure del ferrarese. Arriviamo a Correggio e mi torna subito in mente la vicenda di Leonarda Cianciulli, la saponificatrice di Correggio appunto la cui vicenda ho approfondito proprio pochi giorni fa con la solita piacevole narrazione dell’ottimo Carlo Lucarelli.

Senza starvela a fare troppo lunga, l’unica da sottolineare è il piacere del viaggio in sella alle Valchirie che non deludono e rendono la traversata epica. Nonostante il caldo, arriviamo a Bassano del Grappa nel pomeriggio. Manca poco all”approdo”. Dormiremo all’albergo-ristorante Al cacciatore, piccolo rifugio in mezzo alle montagna, pace assoluta, a poca distanza da Castello Tesino, cucina familiare che decide rigorosamente Toni, il proprietario e la sera, immancabile passeggiata per ammirare senza luci il cielo di notte. Tra l’altro, a poca distanza c’è un importante osservatorio astronomico.

Il Ponte di Bassano del Grappa

Prima di “approdare” a Castello Tesino, immancabile foto del Ponte di legno di Bassano del Grappa dal ponte in parallelo dove le valchirie sostano imperiose, giusto il tempo di uno scatto. Distrutto molte volte dalla furia del fiume o dalle guerre scatenate dall’uomo, il ponte di legno è sempre stato ricostruito secondo le tecniche ed il progetto del Palladio del 1569, che risolve in maniera geniale ed altamente scenografica il passaggio sul fiume Brenta sul quale esistevano precedenti manufatti duecenteschi.

Dopo la seconda guerra mondiale vienee ricostruito a cura dell’Associazione Nazionale Alpini e da allora chiamato Ponte degli Alpini a consolidare la tradizione e l’affetto caro ai soldati già dalla prima guerra mondiale. Ripartiamo e in breve siamo a Castello Tesino dove arriviamo più o meno poco prima di cena.

Giusto il tempo di incorniciare un tramonto che infuoca il cielo e che ci predispone alla cena tipica di Tony, su cui non di discute, decide lui il menù, punto. Ospitalità di montagna, “rude”, essenziale ma di gran concretezza. Come le stanza che si apprezzano per la loro spartanità.

La locanda di Tony è uno dei posti più apprezzati del luogo. La sera successiva al nostro arrivo, sarà un caso, troviamo ben assisi sulle loro cadreghe, il ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini e diversi commensali, poco distanziati per la verità, con bambini che svolazzano di sedia in sedia.

Castello Tesino

Castello Tesino, apprezzato centro turistico della Val Sugana, è attraversato da una delle più importanti strade Romane, la Via Claudia Augusta Altinate. Il paese è immerso in vaste distese di bosco del Trentino ed è il punto di partenza ideale per passeggiate ed escursioni, numerosi i percorsi, in particolare il sentiero didattico “Mille volti del bosco” fino al Passo Brocon, punto ideale d’arrivo per noi motociclisti, con il famoso “Trodo dei Fiori” e le numerose malghe che punteggiano i pascoli.

Da vedere le Grotte di Castello Tesino, cavità carsiche caratterizzate da gallerie, arabeschi, stalattiti e stalagmiti, e l’Osservatorio astronomico del Celado che offre la possibilità di ammirare stelle e pianeti, vivendo un’esperienza unica. Inoltre, da non mancare una visita alla chiesetta quattrocentesca di Sant’Ippolito con il suo prezioso ciclo di affreschi, il ponte Romano, gli scavi retici, il museo del legno, il parco La Cascatella, l’altipiano di Celado o le Marande con gli impianti di risalita.

Il Sacrario del Monte Grappa

Arriviamo sul Monte Grappa in una giornata fredda e piovigginosa che ci mette ancora più in sintonia con i cari soldati, italiani ed austro-ungarici, che al sacrario riposano. Lasciamo le valchirie sul piazzale antistante l’ingresso che per invogliarci alla solennità è costituito da una scalinata impervia che porta all’entrata vera e propria di questo stupendo monumento dove riposano indicativamente 22 mila soldati, come abbracciati nel silenzio l’uno all’altro dopo aver attraversato la tempesta. Il Monte Grappa è uno di quei luoghi dove la memoria acquista ancora di più il valore di ciò che siamo e che dobbiamo ricordare. Se abbiamo intenzione di continuare ad essere qualcosa.

Il sacrario militare sorge alla sommità del massiccio del Grappa a quota 1.776. La struttura si appoggia, imponente e austera, sul costone di vetta di cui corregge l’aspro profilo naturale. Il sacrario è stato realizzato nel 1935, su progetto dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni. L’architettura, che s’ispira all’arte fortificatoria militare, esalta il misticismo del luogo con le sue masse geometriche ascendenti al cielo.

Come possiamo leggere sul sito Monte Grappa: “Dal piazzale del tempietto si snoda, come un bianco tappeto in pietra squadrata del Grappa, la Via Eroica che corre per 250 metri circa fino al Portale Roma tra due file di cippi in pietra nei quali sono scolpiti, i nomi delle località legate ai più famosi fatti d’arme delle battaglie del Grappa.Tra il 4° e il 5° girone, in posizione centrale, alla sommità della monumentale scalea che adduce al vertice del monumento, è la tomba del Maresciallo d’Italia Gaetano Giardino, che prima di morire (nel 1935) aveva espresso il desiderio di essere sepolto lassù tra i suoi soldati, della 4 Armata, passata alla storia col nome di ARMATA DEL GRAPPA”.

 

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La Madonnina del Monte Grappa

Sull’ultimo ripiano, a cui si accede dal quarto girone a mezzo delle gradinate che fiancheggiano la tomba del Maresciallo Giardino, sorge maestoso un sacello circolare su cui trovano spazio una cupola metallica e da una grande croce di acciaio.

Nella cappella, elevata a Santuario, è custodita la statua delle Madonnina del Grappa a cui è legata una storia di guerra che narra come essa venne mutilata da una granata nemica nel gennaio 1918. La sacra immagine venne benedetta nel 1901 dal Cardinale Sarto, poi Papa Pio X. Particolarmente cara agli alpini e ai valligiani della zona, è ora meta di devoto pellegrinaggio alla prima domenica d’agosto.

Camminiamo nel silenzio, avvolti dalla nebbia e dal pensiero di questi soldati che si affrontarono in un tratto di storia che a molti oggi dice poco. Ma non qui. Un gruppo di giovani, arriva dalla sommità del costone, camminando in colonna e la loro stessa allegria è misurata. Segno evidente che di fronte alla sacralità di certi luoghi e di certi attimi accade un po’ come quando si entra in un tempio buddista o si ascolta un canto gregoriano. Non si capisce molto ma immediatamente se si è minimamente ricettivi si fa ingresso in un mondo altro, oltre.

Una scritta sciabola l’anima e riporta a loro: Gloria a voi soldati del Grappa.

 

Direzione Asiago

Avvolti da un silenzio assordante che parla al nostro cuore, ascoltiamo le voci dei tanti caduti del Monte Grappa, ora affratellati dal riposo nella stessa terra, risaliamo in sella e partiamo, scendendo dal Monte Grappa per la strada su cui abbondano le curve e dove incontriamo spesso nugoli di ciclisti abbastanza invasati nemmeno stessero in monopattino, in cerca di un benzinaio per abbeverare i nostri carriarmati. Sono le situazioni in cui si fanno gli incontri più simpatici.

Come nel caso della signora che gestisce il distributore IP che arriva a chiederci se siamo sposati perché vorrebbe proporci le figliole. La signora sfodera un sorriso bianchissimo, piacente, ha una certà età. Nonostante la crisi tiene a sottolinearci la bellezza del suo “paradiso”. L’attività e la casa dove abita è frutto di fatiche estreme e ne va orgogliosa. Non lesina un impietoso giudizio sul governo e sulla sinistra in generale ricordando un motto: “Per loro, quello che è mio è mio e quello che è tuo, è mio ugualmente”.

Rupartiamo dopo la piacevole chiacchierata e facciamo rotta su Asiago. Tante le curve, tanti i sorpassi, bellissimi i luoghi. Il sacrario militare di Asiago lo abbiamo già visitato tempo fa, il tempo di guardarlo da lontano e andiamo a fare scorta di formaggi presso il caseificio più noto della zona: il caseificio Pennar.

Due parole sul sacraio militare di Asiago

Il sacrario militare di Asiago, più noto come sacrario del Leiten, è uno dei principali ossari militari della Prima guerra mondiale. Sorge sul colle del Leiten (pronuncia Laiten) presso Asiago, in Veneto, a 1058 m s.l.m.

L’ossario di Asiago è diventato, insieme a quelli del Pasubio, del monte Grappa e di Tonezza del Cimone, simbolo della provincia di Vicenza. Nel 1932, durante il periodo fascista, nasce l’idea di raccogliere in un unico, imponente, monumento-ossario, tutte le salme italiane presenti nei numerosi cimiteri di guerra sparsi sull’altopiano di Asiago.

 

 La giornata passa presto quando si gira in moto. Ce la giriamo ancora per i bellissimi panorami attorno alle zone del lago di Caldonazzo e di Lévico. Grazie alla sua posizione (450 metri slm), il Lago di Caldonazzo è uno tra i laghi più caldi del Sud Europa (come anche il Lago di Levico, a pochi chilometri di distanza).

Prima di ritornare alla locanda, passiamo per Passo Brocon. Il tempo di acquistare l’adesivo di rito che per noi motociclisti è come una medaglia e ce ne torniamo alla locanda per trascorrere la sera prima del nostro ritorno.

Rocca delle Caminate e ritorno a casa

La mattina si parte per fare di nuovo rotta su Roma, la nostra città. A noi piace fare zero autostrade e molti fuori programma. Durante il viaggio di ritorno, infatti, decidiamo di fare rotta sulla Rocca delle Caminate, residenza estiva dei Mussolini.

Casualmente, finiamo davanti al Museo Lamborghini in quel di Sant’Agata Bolognese dove facciamo uno spuntino veloce, in un bar tra Lamborghini esposte e foto della indimenticabile Miura che a qualcuno fa ancora girare la testa più della Elettra Miura nipote celeberrima.

Arriviamo alla Rocca delle Caminate alle 15 in un caldo asfissiante. Colline bionde e strade dissestate fanno da sfondo al paesaggio. La Rocca delle Caminate è oggi, dopo il restauro, un centro di formazione universitaria e polo culturale.

La rocca è posta su di un crinale, a 300 m sul livello del mare tra i fiumi Rabbi e Bidente, in posizione strategica, dominante le intere vallate sottostanti. Di probabili origini romane, forse, la torre di avvistamento. L’origine del castello risalirebbe invece al X o XI secolo.

Quando la Federazione Provinciale Fascista di Forlì l’acquista, le condizioni sono quelle di un rudere. Viene ricostruita integralmente, dal 1924 al 1927, secondo la teoria del falso storico, su disegno degli architetti L. Corsini e S. Baccarini. Nel 1927 la Rocca viene donata a Benito Mussolini che ne fa la sua residenza estiva. Sulla sommità della torre viene collocato un grande faro di intensità di 8000 candele che sparge fasci di luce tricolori, visibili in un raggio di 60 km, per segnalare la presenza del Duce in Romagna.

Vi soggiornano i membri della casa regnante, capi di stato, ambasciatori di varie nazioni. Nel 1943 la Rocca è sede della prima riunione del Consiglio dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana. Accanto alla rocca, ormai in stato di abbandono, la trattoria gestita nel dopoguerra da donna Rachele la moglie di Mussolini.

Davanti all’ingresso della rocca, il classico bar di una volta con uomini intenti a giocare a carte. Sosta veloce per un caffé e tanta acqua per idratare i nostri corpi consunti dal caldo e dalla polvere e forse anche delle molte emozioni di questi giorni.

Risaliamo in sella e questa volta è tempo di fare i chilometri che mancano per il ritorno.Tanta strada curve e tanti momenti intensi ancora, al rombo di tuono dei nostri motori boxer.
Come sempre, abbiamo fatto scorta per l’inverno. Per riempire quelli che Marguerite Yourcenar definiva i nostri granai dell’anima. Ricordi, emozioni, istanti, immagini, tutto quello che serve a farci ancora appassionare al mondo. Come sul Monte Grappa. In mezzo al silenzio, è possibile ascoltare ancora la vita.

Foto: Daniele Del Moro

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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