Mototerapia, un invito a dire sempre sì alla vita e alle sue “curve”

Mototerapia, un invito a dire sempre sì alla vita e alle sue "curve"
Mototerapia, un invito a dire sempre sì alla vita e alle sue "curve"

Mototerapia, non solo una filosofia, non solo “motocicletta 10 HP”, icona di inenarrabili desideri e metafora di libertà. Di più, motocicletta come terapia per lasciare andare i pensieri o forse, semplicemente, accoglierli con più equilibrio.

Mototerapia, un termine che può sembrare retorico, inappropriato, troppo “oltre”. Può sembrare così, forse, solo agli esegeti del tiepido, ai tiepidi cui la parola passione non smuove granché, mototerapia, una parola che può non dire nulla a chi della vita non scopre i misteri che a volte troppo tardi.

Sono gli attimi che danno senso, i ricordi, di quegli attimi, di quelle schegge di libertà che affondano i denti nella polpa dell’esistenza quando essa ci appare in tutto il suo fulgore e la sua umana fragilità. Per questo vi porto questa testimonianza di vita e di passione, appunto di mototerapia.

Porto stamattina la motocicletta per un controllo dal “maestro” d’arte motociclista che risponde al nome di Marco Conti. Marco Conti con il suo laboratorio di arte motociclistica e con il supporto di Alessandro, non ha bisogno di presentazioni.

Chi ama la moto e vuole stare tranquillo a macinare chilometri sceglie Marco che deve la sua maestria alla tradizione ereditata dal papà Luciano Conti, icona del passato di motociclismo e di artigianato “cromato”.

Tutto questo preambolo perché stamattina, nelle consuete piacevoli chiacchiere prima che la mia moto si abbandonasse alle braccia esperte di Marco e di Alessandro, emerge un racconto e una testimonianza che fa riflettere. Sulla bellezza del viaggio e della vita che spesso coincidono e che intendo sottoporvi perché è quantomai necessario, soprattutto in questo momento, il “saper guardare”.

Mototerapia, il significato e la testimonianza

Ecco la testimonianza di Marco Conti e di come nasce questa evocativa definizione di mototerapia: “Mio padre adorava le moto, aveva corso con tutto in tantissime categorie: iniziò dal mondiale cross 500 per poi passare alla velocità e gareggiò con campioni del calibro di Agostini. Poi, con il passare degli anni sempre per rimanere su due ruote, viaggiò con mamma in lungo e in largo con la sua moto.

Quando si ammalò, nelle ultime settimane di vita ebbe un crollo fino a finire in terapia intensiva. Venne rimandato a casa con nessuna speranza e una sera, mentre ero a casa per accudirlo, mi chiede di accompagnarlo ad un motoraduno sul monte Amiata.

Io, non potendo rifiutare, preoccupatissimo per le sue condizioni, mi feci mentalmente la mappa degli ospedali da Roma a Castel del Piano per vedere se si poteva fare e come gestire una eventuale emergenza, ma la sorpresa più grande fu quando andai a prenderlo che mi disse di passare dietro perché avrebbe guidato lui!

Come poter dire di no? Partimmo e guidò come solo lui sapeva fare, senza strattoni, sembrava pennellare le curve e le staccate; dopotutto era stato il suo stile di guida anche quando correva.

Al ritorno, stanchissimo, mi chiese di guidare gli ultimi 100 km. e quella fu l’ultima volta che salì in moto, ma quella domenica e per tutto il giorno, si vedeva che stava bene, mangiò addirittura e sorrise come non faceva da mesi.

A distanza di anni, ancora ho questo ricordo vivissimo e quando un cliente mi dice che non dovrebbe più usare la moto per qualche patologia o perché si sente vecchio, racconto questo episodio chiamandolo…mototerapia”.

Se guardiamo alle splendide immagini che ritraggono Luciano Conti in sella, ci rendiamo conto di un mondo che rischia di non esistere più. Anzi no, ricordando la bellezza del viaggio e della mototerapia arriva sino tra noi.

Per chi viaggia e ama la vita, una vera e propria terapia. Anche senza moto. Perché si chiama avere passione per tutto ciò che ci comunica un po’ di bellezza. Un autentico antidoto ai veleni dell’esistenza stessa.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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