Musica e letteratura, un altro binomio vincente

di Manola Testai

Musica e letteratura, abbinamenti indimenticabili. La letteratura è sempre stata una grande fonte di ispirazione, dal cinema al teatro, dalla pittura alla fotografia senza dimenticare la musica. La letteratura è un modo per immergersi nell’universo altrui trovando se stessi, affidando ad un personaggio i propri difetti, i propri sogni, le proprie speranze e aspirazioni.

Le parole e le note si uniscono creando un legame forte, magico. Il premio Nobel che si è aggiudicato Bob Dylan (poeta a tutti gli effetti) per “aver creato nuove espressioni poetiche nella tradizione della canzone americana” ne è la testimonianza. La sua Ballad of a Thin Man, contenuta in Highway 61 Revisited (1965), Dylan cita uno dei pilastri della letteratura nordamericana, Francis Scott Fitzgerald.

Quello tra letteratura e musica è un rapporto ancestrale. Una delle tante funzioni della musica infatti è quella, dal Medioevo fino ai giorni nostri, di accompagnare parole, componimenti, che sono poesie a tutti gli effetti.

Una fonte ispiratrice

Eugenio Montale, in un’intervista del ’66, afferma di aver scoperto la poesia grazie alla musica, in particolare quella di Debussy.

Scopriamo meglio questo legame

La magia del legame tra queste due arti si realizza al massimo quando, con una canzone, un album, si vuole raccontare un componimento letterario, per dargli una nuova vita.
Un esempio perfetto è Tales of Mystery and Imagination (1976) degli Alan Parsons Project, un album che racconta sei storie di Edgar Allan Poe.
Orson Welles, sempre in Tales Of Mystery and Imagination”, dice, infatti, che “Music, when combined with a pleasurable idea, is poetry“.

Altri esempi

Freddie Mercury dei Queen da voce ad un personaggio privo di sentimenti tratto dal libro Lo Straniero di Albert Camus in Bohemian Rhapsody (1975)
Colgo l’occasione per suggerire, per chi non l’avesse ancora visto, l’omonimo film Bohemian Rhapsody (2018). Il film parla dell’evoluzione, non solo musicale, dei Queen dai primi anni ’70 agli anni ’90 fino ad arrivare all’indimenticabile performance del Live Aid del 1985 che ha celebrato la reunion del gruppo dopo gli anni più difficili di Freddy Mercury.

Una frase che vale da solo il film: Buoni pensieri, buone parole, buone azioni, è quello che dice il padre a Farrokh Bulsara prima che diventi Freddy Mercury
4 Oscar (tra cui miglior attore protagonista per Rami Malek)

Anche i Cure si sono ispirati al racconto Lo straniero di Camus (1942), uno dei romanzi chiave della letteratura del Novecento con Killing an Arab (1984)
Le parole di Camus riecheggiano nel testo dei Cure che ricostruisce la terribile assurdità del gesto di Meursault.

Sul rapporto tra Tolkien e i Led Zeppelin ci sarebbe molto da dire. In particolare in Ramble On (1969) vengono citati esplicitamente sia Gollum che Mordor, ma altri riferimenti possiamo trovarli anche in The Battle of Evermore oppure in Misty Mountains Hop.

Un anno prima nel 1968 i Rolling Stones con Sympathy for The Devil.
Mick Jagger incarna Lucifero in giro per San Pietroburgo vestito come un gentiluomo; sembrerebbe un diretto riferimento al famosissimo Il maestro e Margherita di Bulgakov (1967)

Nel 1978 un brano musicale scritto da una donna e ispirato sempre da “letteratura al femminile”.
Wuthering Heights di Kate Bush che con il suo timbro inconfondibile si immedesima con la protagonista Cathy del classico Cime tempestose di Emily Brontë (1847)
Il primo a scalare la classifica dei singoli inglesi.

Musica e letteratura, Stay Rock!

Possiamo ritrovare, in Profumo, capolavoro di Patrick Süskind (1985) nel brano dei Nirvana Scentless Apprentice, dall’album In Utero (1993)

I Metallica con For Whom The Bell Tolls (1984)
Si sono ispirati a Per chi suona la campana (1940) Il noto romanzo di Ernest Hemingway. Nello stesso album Ride the Lightning è presente la strumentale The Call Of Ktulu, tratta dall’omonimo titolo di Howard Philip Lovercraft.

Teatro, non solo prosa

David Bowie si è ispirato con il suo album Lodger (1979) all’opera teatrale Look Back in Anger di John Osborne (1956)
La medesima opera che ha ispirato il gruppo inglese di brit pop Oasis con il brano Don’t Look Back In Anger (1995)

Blue Öyster Cult, (Don’t Fear) The Reaper (1976), in cui i protagonisti non temono la morte e sono pronti ad amarsi per l’eternità sono Giulietta e Romeo di William Shakespeare (1594-96)
Citazione anche per Romeo and Juliet dei Dire Straits (1980) che si rifà all’opera di Shakespeare solo per i nomi dei due protagonisti.

Parlando della musica italiana

Primo fra tutti, Fabrizio De André, Faber. Con il suo album “Non al denaro, non all’amore né al cielo (1971) celebra l’ Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters (1943), traduzione a cura di Fernanda Pivano. Le epigrafi in versi diventano lo spunto per la creazione di personaggi come “Un giudice”, “Un chimico”, “Un matto”, “Un malato di cuore”.

Ci ritroviamo davanti ad un crescendo di bellezza dove la poesia fa nascere altra poesia. Il suonatore Jones (da il suonatore di violino di Edgar Lee Masters)

Musica e letteratura, un altro binomio vincente

Ancora poesia con Invito al Viaggio (1999)

Battiato: “Laggiù tutto è ordine e bellezza, Calma e voluttà. Il mondo s’addormenta in una calda luce. Di giacinto e d’oro. Dormono pigramente i vascelli vagabondi. Arrivati da ogni confine. Per soddisfare i tuoi desideri”. Il cantautore siciliano cita fin dal titolo una poesia di Baudelaire tratta dai Fiori del male (1897)

Ti invito al viaggio
In quel paese che ti somiglia tanto
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
Hanno per il mio spirito l’incanto
Dei tuoi occhi quando brillano offuscati
Laggiù tutto è ordine e bellezza
Calma e voluttà
Il mondo s’addormenta in una calda luce
Di giacinto e d’oro
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
Arrivati da ogni confine
Per soddisfare i tuoi desideri
Le matin j’écoutais
Les sons du jardin
La langage des parfums des fleurs

Max Gazzè, un cantautore che più volte si è ispirato dai poeti del passato, con Elemosina (2000) porta in musica una poesia di Stéphane Mallarmé.

Entriamo al volo nel mondo delle favole con Edoardo Bennato

Burattino senza fili (1977) è un intero album dedicato alla storia di Pinocchio di Carlo Collodi (1883) il libro racconta le avventure del burattino di legno che ottiene il dono di diventare un bambino vero. A seguire Sono solo canzonette (1980) con Le avventure di Peter Pan di James Berry (1911).

Francesco Guccini il cantautore, nel corso della sua carriera, si è fatto spesso ispirare dai libri: Don Chisciotte dall’album Stagioni del 2000 (da Don Chisciotte della Mancia romanzo di Miguel de Cervantes del 1605).

Con Gulliver rivisita le avventure del Lemuel Gulliver di Jonathan Swift, con Ophelia, il personaggio dell’Amleto di Shakespeare, canta Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand, e ancora Madame Bovary di Gustave Flauberte e l’Odissea il poema di Omero. La stazione di Zima di Roberto Vecchioni è ispirata dal poema di Evtušenko e contenuta nell’album “El bandolero stanco” del 1997.

Vecchioni cita questa canzone come la massima espressione della sua arte.

Guardami,
io so amare soltanto come un uomo
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono…
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va,
alla stazione di Zima.

Terra e Libertà dei Modena City Ramblers (1997)

L’intero disco ha tantissimi riferimenti al libro Cent’anni di solitudine di Márquez (1967) come Macondo Express, Il ballo di Aureliano e Cent’anni di solutudine.
In un mondo così vasto avrò sicuramente dimenticato qualcuno, chiedo venia e vi auguro un buon viaggio.

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