Nonne stracult a New York

Nonne stracult a New York, mica bruscolini. All’Enoteca Maria a cucinare sono le nonne. Benessere e divertimento garantiti.

Nonne stracult a New York. Sovversive più di un lefevriano al Gay Pride, energiche più di un neonato in attesa di poppata, queste nonne sono diventate delle vere e proprie star. Altro che L’Isola dei noiosi. All’Enoteca Maria di New York, ristorante a conduzione esclusivamente “nonniliare” nato dalla geniale intuizione dell’italo-ameticano Jody Scaravella, si mangiano piatti della tradizione cucinati “ad hoc”. A prepararli, signore provenienti da tutto il mondo che hanno superato gli anta e che se ne impipano del tempo che passa. Anzi, lo trasformano in un segreto gastronomico da tramandarsi. Di generazione in generazione.

L’esperienza culinaria di queste nonne ha il sapore di una “rivoluzione conservatrice”, lo stigma del futuro che, partendo dalla nostalgia, promuove un ritorno al bello e soprattutto al buono. Il progetto è ancora più affascinante se pensiamo che il suo ideatore e proprietario del ristorante proveniva da tutt’altro settore, quello dei trasporti. Aveva però perso mamma, nonna e sorella e aveva voglia di ritrovare quel calore “esperito” e così determinante per la serenità. Detto, fatto. Ha dato vita a questo locale, in Hyatt Street, Enoteca Maria, dal nome di sua mamma.

Nonne stracult a New York (Foto: Travel Blog)

La storia inizia così: Scaravella non conosce personale qualificato. Mette un annuncio su un quotidiano locale e la prima a rispondere è proprio una attempata signora di origini italiane. Da allora, ha mantenuto questo standard, perché ritiene più interessante che non ci siano professioniste ma donne dall’esperienza concreta. La parte fissa del menù, circa la metà, rimane italiana mente la parte restante a rotazione dal 2015, è dedicata alle nonne di altri Paesi. A condurre le danze è Adelina Orazzo, che arriva 25 anni fa a Brooklyn da Napoli e che ancora oggi non dimentica di preparare fegatini di pollo, cuore, frattaglie e diversi piatti del suo paese. Le fasi di cottura però restano in buona parte segrete e le rivela solo raramente. Enoteca Maria resta il suo luogo dell’anima.

A Staten Island, insomma, l’idea è quella di far sentire gli ospiti non solo a casa. A casa, “coccolati” dalla nonna. Che è tutto un’altro paio di colletti. Le nonne dell’Enoteca Maria sono trenta. Arrivano da tutto il mondo, il volto che mi piace di questa stracciamaroni definita globalizzazione, donne da Argentina, Siria, Algeria, Repubblica Dominicana, Ecuador, Palestina, Sri Lanka, Polonia, Liberia, Nigeria. Parlano la stessa lingua che non è quella di un giovanilismo sciatto e fuorviante. No, parlano il linguaggio del talento. Tra i fornelli. Talmente brave che hanno attirato la curiosità di importanti testate come il New York Times e la BBC, mica la stampante di casa.

Ogni sera, mentre a Times Square sferraglia l’orda luminosa della piazza, all’Enoteca Maria, una cuoca dal mondo affianca una nonna italiana con il suo menu segreto, alternando proposte della tradizione e piatti originali, sintensi delle differenti “contaminazioni “culturali. Qui il dialogo tra linguaggi diversi trova realmente uno scambio che non è solo un frutto retorico. Quanno se magna se magna e il risultato diventa uno “strepitio” assoluto con l’ugola in orgasmica celebrazione della polpa mangereccia. Tra esotico e non, volteggiando con la lingua tra falafel, pasta alle cime di rapa, polpette al sugo, polpettone, le melanzane ripiene, le lasagne, i filetti di baccalà e tanto di più.

E, alla fine della serata, molto spesso, la conclusione è degna: 92 minuti di applausi e oltre. Nemmeno Fantozzi quando si lancia nel giudizio sulla Corazzat Potemkin riesce ad arrivare a tanto.

Add comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

Facebook

Iscriviti al blog

Inserisci il tuo indirizzo e-mail per iscriverti a questo blog, e ricevere via e-mail le notifiche di nuovi post. Una volta cliccato sul pulsante verifica la tua casella e-mail per completare l'iscrizione.