Olivetti, 110 anni di immaginazione

Olivetti, 110 anni di immaginazione. Una mostra con immagini e oggetti di grande capacità evocativa ripercorre la storia di questa azienda che ha contribuito a dare un volto nuovo al modo di scrivere e comunicare

Olivetti, 110 anni di immaginazione. Per chi scrive, la parola Olivetti simboleggia l’incarnazione di un mito. Lettera 22, un termine capace di evocare memorie antiche di reportage e intense scritture.

Accompagnati da un inconfondibile ticchettio e dalla “visione” di nastri bicolori, controllati a vista per non farli uscire dai binari. Manco fossero le frontiere ai tempi dell’Unione Sovietica.

Il mondo che ruotava intorno alla Lettera 22 era un emisfero capace di costruirsi strato su strato. Carte carbone, veline, fogli appuntati e corretti, pennellini col bianchetto e, in taluni casi, coccoina all’odore di mandorla. Orgasmi letterari. Non a caso ho dato il nome ad una delle eitchette di navigazione del mio blog, Lettera 22.

Immagino ancora di inserire il foglio nel rullo, con la levetta laterale sistemarlo e via a scrivere. Appunti, pensieri, attualità, cultura, insomma, quello che l’anima fa rinvenire. Lievito madre del pensiero. Ci ho scritto pure la tesi in Storia delle religioni con una Olivetti, Lettera 32 mi pare. Duecento pagine “ticchettate” sul concetto di Tyche ellenistica e sulla fragilità della gloria. Inattuale attualità.

Olivetti, 110 anni di immaginazione

Con la Lettera 22 si viaggiava, insomma, e non solo con la mente. E si viaggia parecchio anche a visitare la singolare esposizione che celebra i 110 anni della Olivetti, un “brand”, come si dice oggi, che ha segnato la storia del design, della grafica, dell’innovazione tecnologica e della comunicazione in Italia.

Looking Forward. Olivetti: 110 anni di immaginazione, in mostra alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, è aperta al pubblico sino al primo maggio ed è stata inaugurata il 20 febbraio.

Olivetti, 110 anni di immaginazione
Olivetti, 110 anni di immaginazione

Raccoglie oltre 300 pezzi unici tra oggetti, manifesti e fotografie d’epoca. A cura di Ilaria Bussoni, Manolo De Giorgi e Nicolas Martino, con la collaborazione dell’Associazione Archivio Storico Olivetti, Looking Forward è un omaggio alla tradizione olivettiana, il racconto del grande progetto iniziato 110 anni fa grazie a una grande famiglia dell’industria italiana e dell’eredità immaginifica di quel progetto trasmessa all’azienda che prosegue nel presente.

Olivetti, 110 anni di immaginazione

Il racconto si compone di due parti. La prima, Raccolta visiva, a cura di Manolo De Giorgi, è un viaggio sintetico nel progetto Olivetti attraverso una trentina di temi che hanno per filo conduttore la modernità.

La seconda, Disegnare la vita, a cura di Ilaria Bussoni e Nicolas Martino, è una narrativa per scatti fotografici, manifesti pubblicitari e parole che usa l’archivio dell’Associazione Archivio Storico Olivetti come un materiale vivo a partire dal quale guardare non solo la storia, ma il presente e il futuro possibile.

La narrativa visuale presenta più di 150 scatti (stampe fotografiche originali, inedite e in maggior parte mai esposte prima) di alcuni dei maestri della fotografia del secolo scorso quali Henri Cartier-Bresson, Gianni Berengo Gardin, Ugo Mulas, Francisc Català Roca, Fulvio Roiter.

Olivetti, 110 anni di immaginazione

Oltre a una selezione di decine di manifesti tra i più sorprendenti della produzione mondiale di Olivetti e una collezione delle locandine pubblicitarie di Giovanni Pintori tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio dei ‘60.

Olivetti, 110 anni di immaginazione

Nel percorso espositivo la progettualità visionaria che caratterizza la storia di Olivetti trova espressione nei prodotti iconici – dalla M1, la prima macchina per scrivere, alla Lettera22, alla P101, alla Valentine, solo per citare alcuni degli oltre 20 oggetti in mostra – e si concede qualche incursione nel nuovo corso digitale, come nel caso del Form200, registratore di cassa connesso e primo prodotto realizzato grazie al concorso Olivetti Design Contest promosso dall’azienda tra le maggiori università europee di design.

“Olivetti ha scritto pagine importanti della storia industriale, con la sua capacità visionaria di anticipare il futuro, cambiando la vita di intere generazioni e il concetto di impresa attraverso scelte etiche coraggiose e una profonda coscienza della morale sociale – ha dichiarato Riccardo Delleani, amministratore delegato di Olivetti. Il design, l’organizzazione industriale, il ruolo degli intellettuali, il valore dell’arte e la ricerca tecnologica sono sempre stati gli strumenti utilizzati per proporre e creare un modello di produzione e di vita migliori. La bellezza degli oggetti e delle immagini presentati in questa mostra rappresenta una delle forme più visibili dei valori di questa esperienza con l’obiettivo di dare ai visitatori stimoli vitali per guardare avanti (Looking forward) con l’aiuto di una grande storia”.

Le immagini sono di una rara e nostalgica bellezza, icone di un mondo che non esiste più e che ha cancellato macchine da scrivere e pellicole per dare spazio a computer, tablet, fotografia digitale.

Certamente una rivoluzione epocale, non priva di molte “devianze”. Basta guardare certe immagini, viaggiare, con i ricordi, il percorso espositivo di questa mostra per rendersene conto.
Un po’ come accade nel film Goodbye Lenin, il mondo cambia. Storditi, ce ne siamo resi conto. Uscendo dal coma delle nostalgie, siamo proiettati al futuro. Forse su Marte.

Sarà davvero libertà? Il vecchio Humprey, compassato e indifferente, risponderebbe “è la stampa, bellezza”. Almeno per come si scrive oggi.

Informazioni

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

Sala Via Gramsci

Via Gramsci 69/73

Ingresso disabili Via Gramsci 71

Apertura al pubblico

Sino al 1 maggio 2018

Orari di apertura

Dal martedì alla domenica: 10.00 – 18.00

ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura

Biglietto

Gratuito

lagallerianazionale.com

#LaGalleriaNazionale

#Olivetti

Contributo fotografico

Associazione Archivio Storico Olivetti

2 comments

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  • Splendido articolo caro Daniele. Una mostra che mio padre avrebbe visto volentieri. Lui che scriveva a macchina con passione, e che ha lasciato a mio figlio la sua macchina da scrivere come cimelio. Non ti saprei dire il modello, debbo visionarla appena possibile e te lo dirò magari. Grazie per la precisione con cui hai analizzato questa mostra . Cercherò di vederla. Troppo interessante. Baci. Isabella

    • Grazie di cuore carissima Isabella. Ricordi magnifici. Anche io andavo alla “bottega” di mio padre, un negozio di tessuti in centro, e amavo mettermi a scrivere alla sua Olivetti e giocare con veline e carta carbone. Mi dirai poi se ti è piaciuta. Ci sono oggetti che evocano un mondo che non esiste più se non dentro di noi. Per questo rappresentano un tesoro inestimabile. Buona giornata carissima e buon fine settimana.

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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