Origami, l’arte di piegare la carta in un continuo divenire

Origami, l’arte di piegare la carta in un continuo divenire
Origami, l’arte di piegare la carta in un continuo divenire

Origami, un’arte, una tecnica orientale che insegna a piegare un foglio di carta e trasformarlo in figure, oggetti, animali, senza usare nè colla nè forbici, adatta a tutte le età. L’origami racchiude un significato educativo universale: mai fermarsi di fronte alle difficoltà e alle complessità della vita

Origami giapponese, una dimostrazione di come dai materiali più semplici possono nascere le cose più belle in un continuo divenire perché “nulla è fisso, tutto si trasforma”, concetto fondamentale della filosofia orientale. Per il piegatore giapponese, la gioia di quest’arte, non risiede nel foglio di carta, ma nell’atto stesso del piegare: una danza di mani che lavorano per dare vita ad una figura.
Una tecnica strettamente collegata alla religiosità dello Zen.

Origami, non solo un passatempo

La parola Origami significa “piegare la carta”, o “carta piegata” e deriva dal giapponese Oru (piegare) e da Kami (carta). La parola Kami, con un ideogramma diverso ma con la stessa pronuncia, vuol dire anche divinità, un nume, o uno spirito soprannaturale: questa sovrapposizione di significato lega inscindibilmente l’arte degli origami con la spiritualità, con la ricerca del Divino, donando a questa tecnica una valenza sacrale.

La nascita della carta risale a più di 2000 anni fa in Cina, ed è in questa terra che inizia la piegatura, intorno al II secolo. sono stati però i giapponesi a rendere la carta sempre più morbida e resistente utilizzando il riso, e soprattutto a rendere l’origami un’arte.

L’ingresso ufficiale dell’origami nella cultura giapponese è databile intorno al XI secolo, quando, durante i rituali religiosi nei Templi Shintoisti, apparvero i primi gohei (strisce di carta bianca piegate a zig zag), simbolo della presenza delle divinità. La carta era già da decenni considerata un materiale nobile e le complesse regole dell’Orikota (figure di carta piegata) introdotte nella sfera religiosa, ne consolidarono il fascino e il rispetto.

L’arte dell’origami, tramandata di generazione in generazione, veniva, e viene tutt’oggi, insegnata ai bambini in tenera età, in modo che possano realizzare da soli i propri giochi: l’elmetto samurai (kabuto) è una tra le figure più popolari. I primi aquiloni sono nati come origami volanti. Nel rispetto delle tradizioni alle bambine venivano insegnate quelle forme di origami che, dopo il matrimonio, avrebbero dovuto abbellire la loro casa.

Akira Yoshizawa, il padre dell’origami moderno

In Giappone nei secoli si erano attestati molti schemi di realizzazione ormai entrati nella tradizione. Il vero innovatore è stato Akira Yoshizawa, considerato il padre dell’origami moderno non solo per le variazioni tecniche (il primo a realizzare gli animali a quattro zampe), ma anche e soprattutto per la diversa concezione della pratica stessa: considerava, infatti l’origami un atto creativo, la nascita di un oggetto mai esistito prima (e come tale soggetto alle leggi della natura) e la concretizzazione di concetto ideale.

Pieghe, tecniche base

Il procedimento per la maggior parte degli origami si può suddividere in semplici passi costituiti da un succedersi di pieghe. Vediamo le principali con alcuni esempi:

  • piega a valle, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi un avvallamento;
  • piega a monte, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi uno spigolo;
  • piega a fisarmonica o doppia piega semplice, costituita da una piega a valle ed una a monte successiva;
  • piega a libro, una piega a valle che coinvolge una parte di foglio già modellata da altre pieghe, che viene così mossa lungo una direttrice come, appunto, se si stesse sfogliando un libro;

Inoltre, numerose figure origami prendono le mosse da una forma di base, una figura piana semplice realizzata sempre nello stesso modo e da cui si sviluppa la variazione che porta alla figura completa. Le principali basi sono:

  • base aquilone, costituita dalla piegatura di due lati del foglio adiacenti allo stesso angolo di modo che combacino lungo la diagonale e poi da una piegatura lungo quella stessa diagonale;
  • base pesce, una complessa forma il cui risultato finale è un rombo, così chiamata perché da essa si sviluppa in poche mosse la forma della carpa;
  • base quadrata, una base che assume la forma indicata dal suo nome dopo due successive pieghe a valle di un quadrato lungo le diagonali;
  • base triangolare, una base che assume la forma indicata dal suo nome dopo due successive pieghe a valle di un quadrato lungo le mediane;
  • base gru, variante della base pesce da cui prende forma in poche mosse la tradizionale gru augurale;
  • base fiore, ibrido tra la base quadrata e la base gru da cui si realizza il crisantemo;
  • base busta, una base che si è diffusa negli anni ottanta ispirata ai passaggi per la realizzazione del crisantemo;
  • base girandola, un’elaborazione della base busta.

1000 gru e la sua leggenda

La gru (tsuru) è una delle forme più famose, simbolo internazionale dell’origami in giapponese.
Ha un significato di speranza da quando, nel lontano Settecento, venne pubblicato Sembazuru Orikata (letteralmente “piegare mille gru”), il primo libro sull’origami.

La leggenda dice che chiunque pieghi mille gru avrà i desideri del proprio cuore esauditi.

Una giovanissima ragazza giapponese, Sadako, fu esposta alle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima quando era una bambina e questo minò inesorabilmente la sua salute. Era una sopravvissuta alla bomba atomica. A quel tempo, nel 1955, aveva 12 anni e stava morendo di leucemia.

Sentendo questa leggenda decise di piegare 1000 gru in modo che si avverasse il suo desiderio di poter continuare a vivere. Il suo sforzo non riuscì ad allungare la sua vita, ma spinse i suoi amici ad erigerle una statua nel Parco della Pace di Hiroshima. La statua rappresenta una ragazza in piedi con le mani aperte ed una gru che spicca il volo dalla punta delle sue dita.

La storia di Sadako è diventata soggetto di molti libri e film. Sadako scrive un breve componimento:“Scriverò pace sulle tue ali intorno al mondo volerai perché i bambini non muoiano più così”.

Origami facili e divertenti da scaricare

L'origami, l’arte di piegare la carta in un continuo divenireAlcune curiosità

  • L’11 novembre si celebra il World Origami Day. La Nippon Origami Association (NOA) ha scelto questa data per celebrare nel mondo l’arte del piegare la carta perchè è la data che coincide con la fine della Prima Guerra Mondiale. La scelta non è casuale ma ragionata in quanto la gru, l’origami tradizionale, è un simbolo internazionale di pace, inoltre l’11/11,è la misura dei lati del classico quadrato usato per fare origami.
  • Gli airbag installati sulle automobili derivano da un’applicazione origami.
  • La medicina si è ispirata a un principio dell’origami per progettare i moderni stent usati in chirurgia vascolare.
  • A Panama esiste un innovativo museo della biodiversità a forma di origami. Il Biomuseo è progettato dall’archistar Frank Gehry, già autore del Museo Guggenheim di Bilbao e della Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, per raccontare la storia dell’istmo di Panama e il suo ecosistema unico a confine tra due Oceani, Atlantico e Pacifico.

Conoscere la storia di quest’arte orientale così antica e sempre attuale, ci aiuta a riflettere su quanto la bellezza a volte si concentri in piccoli gesti e la fantasia permetta, partendo da materiali semplici, di ottenere dei capolavori.

L’origami, un foglio di carta e tanta voglia di fare, un’attività artistica, un gioco, un passatempo per rilassare la nostra mente da soli o insieme ai nostri figli in un continuo divenire nell’attesa di tornare alla normalità, magari con una consapevolezza diversa.

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Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in radio.

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Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in radio.

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