Overtourism, il turismo non sostenibile, un fenomeno in crescita

Overtourism, il turismo non sostenibile, un fenomeno in crescita
Overtourism, il turismo non sostenibile, un fenomeno in crescita

Overtourism è il sovraffollamento turistico, l’opposto del turismo sostenibile

Overtourism, turismo di massa? Quando la destinazione è una città, il turismo deve principalmente rispettare i residenti, così come la cultura locale e i siti archeologici, piccoli microcosmi bloccati nel tempo che vanno tutelati. Quando si parla di mete turistiche naturali, come riserve, oasi, spiagge, parchi e montagne, è fondamentale che il turismo rispetti l’ambiente, inclusi flora, fauna e microclima. Mentre con l’overtourism le città diventano invivibili, i luoghi d’arte sopra-affollati con code infinite per accedervi, le spiagge gremite, in montagna si fa la coda per salire in vetta, la massa che avanza, incalza, spinge, invece che soffermarsi ad ammirare un luogo o un’opera.

Ricordiamo che cos’è il turismo sostenibile

È una filosofia ispirata allo sviluppo sostenibile. Il turismo sostenibile promuove obiettivi che includono la protezione dell’ambiente, la lotta ai cambiamenti climatici, la riduzione al minimo dei consumi di plastica e l’espansione dello sviluppo economico nelle comunità interessate dal turismo. Richiede la partecipazione di tutte le parti interessate, nonché una forte volontà politica di garantire un’ampia partecipazione e un ampio consenso.

Mentre l’overtourism?

È un fenomeno in ascesa, il numero di turisti in un certo luogo diventa insopportabile, aumenta il disagio delle comunità che ci vivono, la qualità di vita si abbassa e l’ecosistema ne risente. Il turismo eccessivo rovina preziose attrazioni naturali e culturali e trasforma destinazioni attraenti in luoghi semplicemente affollati, la bellezza viene cancellata dalla massa che avanza, incalza, spinge e fa correre, invece che soffermarsi ad ammirare un luogo o un’opera. L’esperienza è stressante.

Le persone che si muovono nel mondo sono più di 1,4 miliardi ogni anno, e stanno crescendo ad un ritmo esponenziale. L’ UNWTO ha stimato un incremento di turisti verso l’Europa di circa 269 milioni di arrivi tra gli anni 2010-2030. Questo numero altissimo di persone si concentra su poche destinazioni turistiche al mondo, che soffrono di un’eccessiva presenza di turisti.

Le cause del troppo turismo sono molteplici: dai film famosi che rendono celebri le mete turistiche, alla facilità con cui si può raggiungere qualunque angolo di mondo, ai prezzi ridotti delle crociere che portano grandi numeri in giro per i mari. Parliamo della spiaggia di Maya Bay, perla thailandese resa celebre in tutto il mondo dal film “The Beach” con Leonardo Di Caprio. La pittoresca baia sull’isola di Phi Phi Leh sarà off limits per quattro mesi l’anno per dare respiro alla barriera corallina e consentire alla fauna marina di rigenerarsi dall’assalto furioso dei turisti iniziato due decenni fa.

L’isola di Boracay, nelle Filippine, è un altro esempio di turismo insostenibile salito alla cronaca, un paradiso tropicale trasformato in disastro ambientale e chiuso al turismo per permettere la demolizione di centinaia di strutture ricettive abusive e creare un sistema fognario adeguato.

Vernazza – Parco Nazionale delle Cinque Terre (foto Manola Testai)

In Italia, Il Parco Nazionale delle Cinque Terre, in Liguria è costantemente invaso da un numero troppo alto di turisti. Venezia, visitata da circa 20 milioni di persone l’anno è considerata ufficialmente la Capitale Mondiale del Turismo di Massa. Figuriamoci con l’overtourism.

Ogni anno a Roma arrivano oltre 15 milioni di turisti. Questo numero, in previsione di crescita entro il 2030, ha fatto finire la Capitale nella lista delle nove città a rischio sovraffolamento turistico. Mentre a Firenze la proposta sul tavolo è la destagionalizzazione, ossia la diversificazione delle esperienze turistiche attraverso una governance dei flussi fuori dal centro storico in periodi di alta. Questo afflusso sta portando, da parte delle amministrazioni locali, a prendere provvedimenti per limitare il numero di entrate.

Roma – Fontana di Trevi (foto Pixabay)

Governance e cultura dell’accoglienza

Ogni destinazione dovrebbe individuare soluzioni mirate, con le proprie regole, ad un problema comune. La decongestione dei centri storici passa soprattuto per queste politiche, con una strategia chiara e coordinata da parte dei governi locali. Così come una visione integrata del fenomeno investimenti su nuovi strumenti (anche digitali) e prenotazioni online con 48/72h di anticipo per visitare i luoghi desiderati, dando modo di organizzare al meglio i servizi.

Per gli operatori del turismo: 5 idee per contrastare il fenomeno dell’overtourism:

  1. Promuovere il turismo in periodi diversi (ad esempio fuori stagione) e in fasce orarie diverse dalle più gettonate
  2. Creare nuovi itinerari e attrazioni turistiche diverse dalle più frequentate
  3. Aumentare le infrastrutture e i servizi della località
  4.  Sviluppare e promuovere esperienze della città o del territorio pensando sia ai turisti che ai residenti, coinvolgendo gli stessi nella creazione di esperienze turistiche
  5. Educare i viaggiatori a come essere più responsabili e rispettosi del luogo

Per i turisti: 5 idee per un turismo di qualità e non di quantità

  1. Evitare i voli aerei e le crociere, preferendo il treno e i mezzi pubblici ogni volta che è possibile
  2. Evitare, quando è possibile, le date di massa, tipo il 15 agosto
  3. Scegliere mete meno turistiche
  4. Viaggiare fuori stagione: primavera e autunno sono stagioni bellissime e meno costose.
  5. Rispettare i luoghi visitati, cercare di vivere nella cultura del posto, creando contatti con i locali

Alcuni numeri:

Osservando i dati Istat sul numero delle attività ricettive in alcune delle principali città italiane è evidente l’impennata di offerta negli ultimi anni degli esercizi extra-alberghieri quali b&b, case vacanza e simili. Questo fenomeno è favorito anche dal diffondersi delle piattaforme di prenotazione online e spinge molti a investire in alloggi nei centri storici delle città italiane, con l’obiettivo di “metterli a rendita”.

Qual è la dimensione di questa migrazione globale?

  • Ogni anno 600 milioni di persone viaggiano per turismo oltre i confini del proprio Paese. A questi spostamenti vanno aggiunti quelli interni che secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo sarebbero 8 volte superiori.

Qual è attualmente l’impatto ambientale del turismo globale?

  • Tra il 2009 e il 2013, dice lo studio di Nature, l’impronta ecologica globale del turismo è aumentata da 3.900 a 4.500 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti. Si tratta di un incremento quattro volte superiore rispetto a quanto stimato in precedenza. Un impatto già pari a circa l’8% delle emissioni globali di gas serra e che, secondo i ricercatori, crescerà in modo esponenziale. È importante preservare quello che abbiamo e cercare soluzioni affinché tutti possano godere in futuro di un territorio più sano e meno affollato per il bene dell’intero ecosistema globale.

Foto: Pixabay

Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in radio.

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Manola Testai

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Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance, appassionata di musica, lettura e di ogni forma d’arte, camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in radio.

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