Pantelleria, estate nell’isola a “contagio zero”

Pantelleria, estate nell'isola a "contagio zero"
Photo by Ante Hamersmit on Unsplash

Pantelleria, l’isola a contagio zero, una meta ideale per questa strana estate 2020? Pantelleria, Bent el Rhia, la “figlia del vento”, Patrimonio Unesco, è una straordinaria “miscellanea” di natura selvaggia, mare e di influenze arabe e mediterranee. Situata tra Sicilia e Africa, è un crocevia di ispirazioni dove una avvolgente sensazione di infinito diventa la quotidianità.

Soprattutto durante quei tramonti che precedono le serate estive in cui lo sfavillio delle stelle sembra volerci sempre sussurrare qualcosa. Una meta ideale, dunque, Pantelleria che, fedele alla sua storia, accoglierà certamente con la propria atavica tradizione di ospitalità, turisti e viaggiatori in uno tra i posti più esotici d’Italia.

Qui a Pantelleria, dove l’estate dura sino ad Ottobre, la terra diventa come la definisce lo scrittore siciliano Giosuè Calaciura: “una frontiera che accoglie, che ci ricorda quanto sia fragile e al tempo stesso eccezionale la condizione umana”.

Pantelleria sembra particolarmente adatta al momento che stiamo attraversando. “Fu un’estate di sole tenace “che ‘s’infilava a coltellate”, di ‘mare liscio e diafano’, di rocce vulcaniche e ‘arbusti di capperi’. Fu “L’estate felice” di García Márquez a Pantelleria nel luglio del 1969, due anni dopo l’uscita di “Cent’anni di solitudine”, quando lo scrittore colombiano si trovava in vacanza in Sicilia, ospite del suo traduttore Enrico Cicogna.

Pantelleria, il distanziamento è la prassi

Pantelleria difficilmente è presa d’assalto dall’overtourism. Il distanziamento diventa la norma. Con un’estensione di oltre 80 chilometri quadrati, Pantelleria non ha delle vere e proprie spiagge. La costa ha un profilo che alterna alture e falesie e non c’è traccia di sabbia. Troviamo baie con ciottoli di pietre vulcaniche e acque sono limpide e cristalline.

Lo “stravacco di massa” non è facile. Pensiamo agli scogli immensi della Balata dei Turchi, così definita per una lastra (balata) di colata di lava che permette l’accesso al mare. Quello che una volta leggenda vuole fosse uno scalo naturale utilizzato dai pirati.

Luoghi da vedere

  • Cala Cottone, un’insenatura che fino ai primi dell’800 veniva utilizzata come imbarco per trasporto del cotone, oggi è una spiaggia di ciottoli in una piccola baia, poco frequentata.
  • L’Arco dell’Elefante, il simbolo dell’isola, un enorme scoglio di pietra lavica a forma di proboscide di elefante che entra in acqua realizzando un arco naturale di rara intensità.
  • Il Laghetto delle Ondine, laghetto naturale di acqua salata a confine con il mare che si trova in località Punta Spadillo, non molto profondo, ideale per i bambini.
  • La Montagna Grande, a 863 metri sul livello del mare, per gli amanti delle escursioni e del trekking. Qui è possibile fare passeggiate nei boschi di lecci e pini marittimi e, una volta in cima, nelle belle giornate si può osservare la costa africana.
Photo by Paolo Chiabrando on Unsplash

Le Terme

  • La Grotta di Benikuà o Sauna Naturale di Sibà , una grotta formata da una faglia nella roccia, all’interno della quale fuoriesce vapore acqueo a circa 40 gradi, a intermittenza.
  • Le Favare, getti di vapore acqueo che fuoriescono da fessure nella roccia, che raggiungono anche i 100 gradi. Una vera e propria terapia soprattutto ad ammirare il panorama.
  • Il Lago Specchio di Venere, il lago naturale che occupa il cratere di un vulcano in contrada Bugeber, al centro dell’isola. Il lago è famoso per i fanghi termali con proprietà benefiche. Vi sono delle vasche dalle quali fuoriesce acqua ad oltre 50 gradi ma il lago è adatto anche per gli amanti del birdwatching.
  • Cala Gadir – in arabo “conca d’acqua” – con vasche scavate nella roccia e acque termali con sali minerali ideali per la cura di artrosi e reumatismi. Inoltre, sulle pareti delle vasche nasce un’alga indicata per curare sinusiti, raffreddori e piccoli problemi alle vie respiratorie.
  • Nella parte meridionale dell’isola troviamo Cala Nikà, una piccola insenatura da cui sgorga acqua termale, che si mescola all’acqua di mare, raggiungendo i 70 gradi.
  • Sataria, una grotta molto ampia, con la volta naturale costituita da pietra pomice e la pavimentazione a mattoni. Anche qui ci sono acque termali che raggiungono i 40 gradi e che rappresentano un’efficace cura naturale per artriti e dolori reumatici.
  • La Grotta del Freddo, conosciuta come anche come “Pirtusu du Nutaro”, buco del notaio. Deve il suo particolare nome a uno sfiatatoio sotto la roccia ventosa che emette aria fredda. La temperatura di questa è intorno ai 10 gradi e viene generata grazie alla circolazione della stessa all’interno della grotta.
  • Kuddia Mida, l’unico cratere dell’isola con le fumarole ancora attive.

Patrimonio Unesco, perché?

Pantelleria per diversi motivi è diventata patrimonio Unesco. Ad esempio, la presenza della vite ad alberello, una pratica agricola da salvaguardare, promuovere e studiare. Le vigne vengono protette dai tradizionali muretti a secco in pietra lavica, costruiti con pietre non lavorate, sistemate e concatenate in doppia fila, a contatto, senza alcun tipo di malta, che abbiamo potuto ammirare ieri nella puntata di Linea Blu dedicata all'”isola figlia del vento”.

Anche i giardini sono una tipica peculiarità del luogo. Costruzioni scoperchiate in pietra lavica e a pianta circolare al cui interno è conservato, chiuso da una porta, spesso un solo albero di agrume. La costruzione nasce proprio per proteggere le piante dai forti venti che soffiano sull’isola.

I dammusi, poi, sono le caratteristiche case di Pantelleria. Edifici in pietra lavica con tetti a cupola per raccogliere l’acqua piovana, e muri spessi, perfetti per isolare sia dal caldo che dal freddo. In un dammuso trova la sua residenza estiva anche Giorgio Armani.

Prelibatezze enogastronomiche

Pantelleria è ricca anche dal punto di vista gastronomico, famosa soprattutto per i capperi IGP, esportati in tutto il mondo, e il Passito, il vino dolce da dessert ricavato dallo Zibibbo. Tra i piatti tipici dell’isola, la pasta con l’ammogghio, il tipico pesto pantesco, il cous cous pantesco, i ravioli amari e, tra i dolci, i celebri baci panteschi, con il ripieno di ricotta e scaglie di cioccolato.

Come arrivare a Pantelleria

L’isola di Pantelleria è raggiungibile sia in aereo che in traghetto. In aereo, ci sono voli quotidiani in partenza dagli aeroporti di Trapani e di Palermo, raggiungibili dalle principali città italiane. Nel periodo estivo, diverse compagnie effettuano anche voli diretti all’aeroporto di Pantelleria.

Dal porto di Trapani partono poi navi, aliscafi e traghetti diretti all’isola. Pantelleria vi accoglierà. Per passare l’estate a sorseggiare zibibbo, sotto un cielo di stelle, avvolti nel silenzio e nei profumi del mare e del vento da “Mille e una notte”.

Leggi anche

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Altri articoli

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Seguici su Facebook